F1 GP Belgio | Antonelli: “Spero di scappare via in partenza, ma sarà difficile rimanere davanti”

"La strada che porta alla staccata di Les Combes è molto lunga", ha detto Kimi

Kimi Antonelli conquista una straordinaria pole position nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio, firmando la sesta partenza al palo della sua stagione. Il pilota della Mercedes ha dominato la fase finale della Q3, infliggendo un distacco di mezzo secondo al compagno di squadra George Russell
F1 GP Belgio | Antonelli: “Spero di scappare via in partenza, ma sarà difficile rimanere davanti”

Pole position strepitosa per Kimi Antonelli, che a Spa ha annichilito gli avversari in Q3. Il weekend del pilota della Mercedes è stato fino a questo momento impeccabile, nonostante una FP1 un po’ sottotono e una Q1 che ha rischiato di compromettere le certezze fin qui maturate nelle Ardenne. Sesta pole per il bolognese in questa stagione e mezzo secondo rifilato a Russell, mai in grado di stargli al passo. Considerando anche il passo gara, in condizioni normali non sembra esserci molta storia nella giornata di domani, ma tutte le variabili in gioco, dalla possibile pioggia, sempre un rischio a Spa, alle fragilità meccaniche e tecniche della W17, vanno certamente attenzionate.

La svolta tecnica tra Q1 e Q2

Il punto di svolta del sabato della Mercedes è coinciso con una profonda revisione dei parametri nel corso delle prime fasi eliminatorie. Le mutevoli condizioni ambientali del tracciato belga hanno inizialmente destabilizzato il comportamento del retrotreno della monoposto, costringendo i tecnici e il pilota a un rapido intervento correttivo sui sistemi elettronici di bordo e sull’incidenza dei profili alari.

Il pilota italiano ha spiegato le difficoltà iniziali e i correttivi introdotti per ribaltare la situazione: “È stata una qualifica strana perché in Q1 mi sentivo un po’ perso: il vento è aumentato leggermente e il bilanciamento era un po’ più al limite. Tra Q1 e Q2 non so bene cosa sia successo, ma abbiamo effettuato modifiche di settaggio del differenziale, al bilanciamento dei freni e un po’ di ala perché il vento era imprevedibile e ha reso le cose difficili”.

“Dopo la Q1 pensavo davvero di essere nei guai, poi però la sessione è venuta verso di noi e mi sono sentito a mio agio. Per rimediare abbiamo solo modificato leggermente l’incidenza del flap dell’ala anteriore, tutto qui. Inoltre, il secondo giro è stato molto più pulito, mentre la Q1 era stata decisamente caotica. Sono contento di questa pole perché ce la siamo guadagnata e la macchina è andata forte nel weekend, pur cambiando tanto nell’assetto. Abbiamo trovato un giusto compromesso che ci ha aiutato”.

Il capolavoro in Q3 e la gestione del superclipping

La superiorità prestazionale di Antonelli si è concretizzata pienamente nel secondo settore della pista, la sezione più guidata e tecnica del layout di Spa. L’introduzione di un pacchetto di aggiornamenti aerodinamici a basso drag ha garantito le velocità di punta necessarie nei lunghi rettilinei, lasciando al talento del pilota il compito di fare la differenza nelle curve veloci come Pouhon, affrontata a pieno regime grazie a una precisa mappatura della componente ibrida.

Il poleman ha descritto la progressione nell’ultimo tentativo e le insidie legate alla gestione dell’energia elettrica: “La Q3 è andata bene perché abbiamo fatto un primo tentativo discreto e poi, nel secondo giro, abbiamo trovato molto tempo. Ho come l’impressione che la pista si stesse raffreddando e che questo ci abbia aiutato un po’. Abbiamo portato un piccolo pacchetto che ci ha garantito qualcosa in più nei rettilinei, ma nel secondo settore la vettura trasmetteva comunque ottime sensazioni. Specialmente in Q3, è stato positivo essere forti in tutti i settori”.

“Nell’ultimo passaggio ho cercato di portare più velocità in percorrenza in ogni singola curva. A tratti è stato difficile da valutare perché il fenomeno del superclipping si faceva sentire sempre di più, e questo cambiava leggermente i punti di riferimento in frenata. È stata quella la parte insidiosa della qualifica. Ma nell’ultimo giro ho solo spinto ovunque e la macchina è rimasta incollata all’asfalto. Per quanto riguarda la Pouhon, dal punto di corda in poi non avevamo erogazione dell’energia (deployment), quindi è stato facile e si faceva completamente in pieno. Non è stato affatto come l’anno scorso”.

Le prospettive per la gara e l’incognita della staccata a Les Combes

La partenza rappresenterà il momento nevralgico della corsa, dato il lungo tratto ad alta velocità che unisce l’uscita della Source alla staccata della curva 5, passando per la compressione dell’Eau Rouge-Raidillon. La stabilità nei lunghi curvoni ad alta velocità rappresenta la base tecnica su cui la scuderia di Brackley punterà per contenere il ritorno della Red Bull di Verstappen e proteggere la prima posizione dai tentativi di sorpasso ravvicinati.

Antonelli mantiene una linea improntata al realismo, focalizzandosi sulle dinamiche dello start e sul consumo degli pneumatici sulle lunghe distanze: “In generale mi sono sentito bene con la macchina per tutto l’anno, ho avuto un’ottima fiducia sia nelle basse che nelle medie velocità. L’alta velocità in qualifica non è stata così impegnativa, la vera sfida era piuttosto il tratto dopo la Pouhon, la chicane, e anche le curve 5 e 6. Mi trovo bene con la macchina ed è bello sentirsi sempre più sicuri ogni volta che salgo a bordo”.

“Domani spero solo di scappare via, ma vedremo come sarà il meteo. Di sicuro il tratto che porta alla curva 5 è lungo. Non temo niente, sono consapevole del fatto che sarà difficile arrivare in curva 5 e stare davanti, ma cercherò di fare una buona partenza e una buona uscita dalla curva 1. Il passo sembra buono, inoltre il degrado sarà piuttosto marcato, quindi cercheremo solo di gestire gli pneumatici nel miglior modo possibile. Farò di tutto per dare il massimo”.

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