Le Pagelle del Gran Premio d’Italia

Voti al Weekend di Monza

Le Pagelle del Gran Premio d’Italia

NICO ROSBERG 9.5

Il tedesco riapre con questa vittoria la questione mondiale, questione sempre più limitata ai risultati di soli due piloti. Seppur qualificatosi con un tempo ben più alto di quello del compagno di squadra, alla partenza il weekend gli si raddrizza improvvisamente, quando passa in prima posizione mentre Hamilton piomba in quinta posizione. Staccare le due Ferrari, anche su una mescola differente, non risulta molto impegnativo, e al traguardo chiude primo con un bel margine dal compagno di squadra.

LEWIS HAMILTON 6

Nelle prove libere e specialmente nelle qualifiche viaggia a ritmi insostenibili da chiunque altro. Solita gara comandata dall’inizio alla fine? E invece no, alla partenza l’Inglese sbaglia tutto e cade in quinta posizione. Chiamato alla rimonta, non molto difficile peraltro, gli basta sfruttare il suo potente mezzo per andare ai box una volta in meno delle due rosse per tornare al secondo posto appena dietro al compagno di squadra.

SEBASTIAN VETTEL 7

La splendida cornice del podio di Monza riesce solo in parte a stemperare l’’amarezza di un risultato inevitabile. La verità è semplicemente che la Mercedes è più veloce. E non di poco, tanto da permettersi un ritmo gara al pari delle due rosse ma con una sosta in meno. Parte terzo, e dopo 53 giri chiude ancora in terza posizione. Almeno la Ferrari torna a podio dopo quattro gare a secco nella top 3.

KIMI RAIKKONEN 6

Discorso analogo a quello fatto per Vettel. Lui si qualifica quarto per davvero un niente nei confronti del tedesco. La squadra lo fa girare sulla stessa strategia del compagno di squadra, tanto che le occasioni di guadagnare anche solo una posizione si riducono al lumicino. Chiude quarto alla fine, sfortunatamente fuori dal podio.

DANIEL RICCIARDO 8

Dato per scontato che su questa pista sia Ferrari che Mercedes fossero fuori portata, il risultato dell’australiano in quel di Monza è tutt’altro che deludente. Basti pensare che altri team quali Williams o Force India avrebbero potuto impensierire la Power Unit Renault sui lunghissimi rettilinei. Invece con una strategia supersoft-soft-supersoft, Daniel è riuscito a mantenere un ottimo passo, riuscendo nel finale, con una manovra delle sue, a sorprendere Bottas alla prima variante. Un degno limitare i danni.

VALTTERI BOTTAS 6.5

Il finlandese gioca un ruolo chiave nella gara, nei primissimi giri, quando con la velocità di punta della sua Williams sembra riuscire a bloccare la rimonta di Hamilton. Purtroppo dopo qualche tornata l’inglese gli prende le misure e lo passa sul rettilineo principale. Da quel momento Valtteri occupa per tutta la corsa la quinta posizione, dovendo però sforzare troppo le gomme per cercare di mantenere un ritmo che gli consentisse di assicurarsi quel risultato al traguardo. Nel finale infatti, a causa di questo alto degrado provocato sulle gomme viene passato da Ricciardo scendendo in sesta posizione.

MAX VERSTAPPEN 6

Dopo una partenza davvero deludente, lo scatenato olandese, dall’undicesima posizione si sbarazza velocemente di Alonso, per poi passare all’attacco della settima posizione passando sia Perez che Massa nell’arco dei trecento e passa kilometri della corsa. Parte settimo e chiude nella stessa posizione. Una gara nelle retrovie della zona punti che forse servirà a calmare la foga di questo giovanissimo talento.

SERGIO PEREZ 6

Nella sua solitaria gara, il messicano cerca costantemente di salvaguardare le sue gomme dall’eccessiva usura. Al box decidono di anticipare il secondo pit per cercare di coprire la rimonta di Verstappen ma invano, l’olandese riesce a passare la Force India numero 11 con una certa facilità. L’anticipo del pit mette ulteriormente in difficoltà Sergio, che, nel finale, viene messo sotto pressione da Felipe Massa in rimonta. Alla fine gli resiste e chiude in ottava posizione.

FELIPE MASSA 7

Il brasiliano, nonostante l’annuncio del suo ritiro, non sembra affatto voler mollare il colpo. Partito al di fuori della top ten vi rientra rapidamente grazie ad un brillante avvio di gara. Partito con una strategia ad uno stop, è costretto a rientrare prima del previsto cercando di coprire il pit di Hulkenberg. A quel punto una sola sosta risulta impensabile, ma il brasiliano cerca comunque di restare in pista il più possibiile con un ritmo accettabile, per poi montare gomme da qualifica usate nell’ultima parte di gara, non riuscendo però ad arrivare abbastanza vicino a Perez.

NICO HULKENBERG 5.5

La gara del tedesco si gioca tutta al primo giro, dove, alla prima staccata arriva lungo per evitare una brusca frenata di Verstappen e nel rientrare in pista perde due posizioni. Alla seconda variante ingaggia un ruota a ruota con Massa che però lo rallenta, permettendo anche ad Alonso di passarlo. Nico rimane infatti bloccato dietro allo spagnolo fino al primo pit. Il resto della gara della force india numero 27 è stata abbastanza solitaria terminata poi al decimo posto.

ROMAIN GROSJEAN 5.5

La strategia ad una sola sosta adottata dal francese per rimontare le posizioni perse a causa della penalità funziona solo fino ad un certo punto. Romai, infatti, riesce a risalire fino all’undicesima posizione, ma alla fine gli mancano ben 12 secondi dalla zona punti, sintomo di una mancanza di competitività della Haas su questa pista.

JENSON BUTTON 6-

Alla fine di un primo giro da incubo, in cui una Sauber lo porta all’esterno della prima curva di Lesmo, l’inglese si vede scivolare in ultima posizione dovendo lottare con il coltello tra i denti per rimontare. Grazie ad un buon passo con le Pirelli e ad una buona dose di coraggio, Jenson infila un sorpasso dopo l’altro nelle retrovie, portandosi alla fine alla dodicesima posizione riuscendo a passare in pista anche il suo compagno di squadra.

ESTEBAN GUTIERREZ 4

L’odore di punti facili – i primi della stagione per altro – gli danno alla testa, così il Messicano parte malissimo, scendendo in diciottesima posizione dopo pochi metri. Da subito il passo gara non è l’ideale per rimontare con le gomme già utilizzate in qualifica e nel primo stint non può fare altro che difendersi dai piloti che partivano con pneumatici nuovi. Nel finale prova disperatamente a recuperare secondi per entrare in zona punti ma al momento di tagliare il traguardo ne rimane davvero ancora molto lontano.

FERNANDO ALONSO 5

Il giro più veloce fatto segnare al penultimo passaggio non basta a far dimenticare una gara rovinata da piccoli ma numerosi errori come quello al primo stop. Fernando accusa forte degrado degli pneumatici, e nel finale la squadra decide di farlo pittare per la seconda volta sacrificando posizioni in classifica ma assicurandosi di tagliare il traguardo. Monza sarebbe stata una sofferenza per le McLaren, e non ha tradito le aspettative.

CARLOS SAINZ JR. 5.5

Taglia il traguardo senza avere guadagnato, né perso alcuna posizione. La sua strategia inizialmente prevedeva una sola sosta, ma il degrado degli pneumatici si è fatto sentire più del previsto, così al box della Tororosso hanno dovuto far fermare lo spagnolo una seconda volta perdendo del tempo prezioso. La dura verità mostra la mancanza di un degno passo gara su un tracciato che richiede un’ottima power unit.

MARCUS ERICSSON 5

Impegnato nelle fasi iniziali in una battaglia a quattro tra Button, Gutierrez e Magnussen, dopo poche tornate non riesce da subito a tenere il passo di chi lo precede, così la sua gara si fa subito solitaria. Complice il ritiro di chi avrebbe potuto impensierirlo, lo svedese chiude sedicesimo.

KEVIN MAGNUSSEN 6

Gara senza infamia e senza lode per il pilota numero 20, ma d’altronde quando guidi una Renault, che con Monza va d’accordo come gatto e topo c’è poco da sperare nei punti. Le uniche vetture con cui duella nelle prime fasi di gara sono le Manor, ma ben presto anche per lui la gara si fa solitaria. Nessuno dietro a mettergli pressione e nessuno davanti da poter inseguire.

ESTEBAN OCON 6

Per la seconda gara consecutiva prende bandiera a scacchi. Ovviamente queste prime gare servono necessariamente a familiarizzare con auto e pneumatici, tuttavia riuscire ad arrivare al traguardo rimane per un Rookie entrato a metà stagione un buon risultato.

DANIIL KVYAT s.v.

Danneggia il fondo della vettura alla curva 1 a causa di un contatto con altre vetture. Nel corso della gara la batteria del suo motore accusa un eccessivo surriscaldamento, così i tecnici decidono di salvare il salvabile e ritirare la macchina.

PASCAL WEHRLEIN 7

Riesce a portare ancora una volta la Manor in Q2 e a qualificarsi quattordicesimo, tuttavia, purtroppo, nel bel mezzo della gara si sente alla radio l’ordine di fermare la macchina e ritirarsi.

JOLYON PALMER s.v. & FELIPE NASR 4

La vittima e il colpevole. Il brasiliano elimina la Renault numero 30 alla prima variante, non senza incappare in una penalità di tempo, per altro non scontata in quanto anche la sua gara finisce da lì a poco.

 

Matteo Bramati.

 

 

 

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