Intervista esclusiva a Mario Isola, Racing Manager di Pirelli Motorsport

Il racing manager Pirelli ha svelato alcuni particolari del duro lavoro all'interno del Circus e delle altre serie in cui è protagonista

Intervista esclusiva a Mario Isola, Racing Manager di Pirelli Motorsport

Mai come nelle ultime stagioni le gomme stanno ricoprendo un ruolo fondamentale negli sport motoristici a quattro ruote. Proprio per questo abbiamo voluto approfondire l’argomento con Mario Isola, racing manager di Pirelli.

Intanto, qual è il suo compito all’interno dell’azienda?

Io seguo le competizioni automobilistiche internazionali e mi dedico principalmente alle operazioni di pista, quindi devo assicurarmi che tutto ciò che riguarda quell’ambito funzioni a dovere.

E quello di Pirelli Motorsport?

Deve garantire a tutti lo stesso tipo di trattamento sia per quanto concerne le “scarpe”, che le informazioni. In qualità di fornitori unici dobbiamo mantenere un approccio democratico.

Che risposta avete avuto dalle novità portate in F1?

Soddisfacente. Nel 2014, al debutto delle power unit, avevamo a disposizione solo dei numeri nati da calcoli, mentre per il nuovo campionato è stato completamente diverso. Abbiamo agito nello specifico sulle posteriori ed introdotto una diversa mescola super soft. Il feedback delle squadre si è rivelato positivo anche per quanto concerne i fenomeni di graining e blister lamentati spesso dai piloti in passato.

Siete contenti del numero di test concessi dalla FIA?

Non proprio. A Barcellona quattro team hanno accettato di provare le coperture versione 2016, tuttavia avremmo bisogno di qualche possibilità in più per prepararci al meglio.

Quanto incide l’aerodinamica su una gomma?

Molto, rappresentando un piccolo muro contro il flusso d’aria generato dalla vettura. Anche per questo motivo di solito oltre agli esemplari in scala 1:1 forniamo anche quelli in 50%:60% da utilizzare in galleria del vento che devono deformarsi come quelli veri.

Il motorsport vi ha aiutato per lo sviluppo del prodotto stradale?

Molto soprattutto per l’alta gamma, premium e prestige. In particolare si sfrutta la tecnologia, quindi materiali, modelling, processi produttivi, qualità e simulazioni al computer.

E’ mai capitato invece l’inverso?

Sì per il sistema antiforatura (run flat) che permette di continuare la marcia pur avendo bucato. Creato per la serie l’abbiamo applicato alle macchine del WRC quando avevamo il monopolio tra il 2008 e il 2010.

Dal 2017 i motori delle monoposto del Circus saranno più potenti. Questa modifica peserà sugli pneumatici?

Sicuramente, perché varierà la pressione, ma non credo avremo problemi ad andare incontro alle richieste.

Quali sono i tempi di creazione di una copertura da F1 e delle altre categorie?

In tutti i casi si equivalgono. Noi siamo stati selezionati a giugno del 2010 per essere attivi nel Circus l’1 febbraio 2011. Ovviamente ci avrebbe fatto piacere avere qualche mese in più, comunque ci siamo dimostrati in grado di portare a termine il compito.

Come definirebbe la gestione logistica del gruppo?

In poche parole complicata. Dobbiamo portare in giro per il mondo 45000 gomme a stagione e un team di 55 persone che diventano 65 quando ci sono GP2 e GP3 più ulteriori 25000 coperture.

Se dovesse scegliere una serie da fornire e in cui non siete presenti che nome farebbe?

Ad oggi copriamo circa 250 campionati, ad ogni modo dovessi dirne uno punterei sulla Nascar, per lo spettacolo che regala, l’entusiasmo che sucita e gli sforzi che richiede.

A proposito del WRC, avete portato qualcosa di inedito?

Da gennaio stiamo utilizzando una gomma rinnovata e presto dovremmo usare un jocker per rivedere o quelle da terra o quelle da asfalto. D’altronde essendo in regime di duopolio lo studio e i progressi devono essere continui e costanti.

I risultati di Kubica, Bertelli e Prokop nei primi cinque appuntamenti sono la dimostrazione della vostra forza su fondi con scarsa aderenza?

Sì e non solo perché abbiamo lavorato pure in ottica terreni abrasivi e aggressivi. Di certo le prestazioni ottenute da piloti privati ci confortano a proposito della direzione intrapresa.

Cosa pensa della decisione di far uniformare il CIR alle regole FIA per quanto concerne gli pneumatici?

Trovo giusto che tutti usino la stessa tipologia. A breve seguiranno la consegna pure gli altri campionati europei.

Come vede il futuro del marchio che rappresenta?

Mi auguro bello! Lavoro nelle competizioni da 15 anni e siamo cresciuti molto. Vogliamo evolverci e scoprire nuovi territori.

In un’epoca sempre più in mano ai computer, quanto conta il riscontro del pilota?

L’ultima parola rimane la sua essendo alla guida. In F1 ad esempio incrociamo le indicazioni del pilota con i dati emersi dai numerosi sensori. Altrove come nei rally è la persona quella che conta.

E i giovani che importanza hanno nel vostro lavoro?

Sono fondamentali. Come brand abbiamo dato vita alla Star Driver per aiutare chi è interessato al mondo del traverso, poi abbiamo appoggiato ACI Sport e la F4 britannica a cui diamo il nostro contributo per la promozione del vincitore del campionato in GP3 e del trionfatore di questa categoria in GP2. Al momento stiamo collaborando anche con la Federazione che ha appena fatto partire delle selezioni alla ricerca di talenti. La speranza è che emerga qualche italiano. Raffaele Marciello, Luca Ghiotto e Antonio Fuoco sembrano essere i più papabili al grande salto in F1…

Leggi altri articoli in Interviste

Lascia un commento

3 commenti
  1. kimi-kimino

    4 Giugno 2015 at 15:40

    Complimenti Chiara!!! Mi ricordano tanto le interviste di Stella Bruno a Paul Hembery: “Paul quanti pit prevedi oggi?” “Paul quanto dureranno le morbide?”!!!!!!!!!

    • lucaraikkonen

      4 Giugno 2015 at 15:51

      Vabbe ma stellona lavora per un azienda pubblica. Chi la smuove a quella! Come mazzoni e c. Commentatori per sempre! Fino alla pensione… rimarranno altri 15-20 anni..

      • kimi-kimino

        4 Giugno 2015 at 15:54

        Ti dirò…il commento di Mazzoni e Capelli, gli interventi di Boccafogli e Bruno e le interviste di Stella Bruno non hanno prezzo…sono le cose più interessanti dei week end di gara…

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati