Force India e Sauber si rivolgono alla UE: quali conseguenze per la F1?

Gesto eclatante di due squadre di metà classifica che si ribellano alla governance del Circus, ecco i possibili sviluppi

Force India e Sauber si rivolgono alla UE: quali conseguenze per la F1?

Un gesto eclatante, qualcosa di totalmente nuovo e dall’esito ancora incerto. Force India ha comunicato di aver sporto ufficiale reclamo alla Commissione Europea, nella persona del Commissario europeo per la concorrenza Margarethe Vestager, contro il sistema di governance del Circus.

“Il team Sahara Force India – si legge in una nota ufficiale della squadra anglo-indiana –  è una delle due squadre ad aver sporto reclamo presso l’Unione Europea, mettendo in dubbio la governance della Formula 1 e dimostrando che il sistema di suddivisione dei guadagni e il modo in cui le regole sono adottate sono illegali e iniqui”. L’altra squadra che ha esposto denuncia alla Commissione riguardo al sistema gestionale della F1 è la Sauber.

FACCIAMO UN PASSO INDIETRO Un intervento o un attenzione, che dir si voglia, dell’Unione Europea nei confronti della Formula 1 era già nell’aria da un po’. Ad inizio luglio una europarlamantera inglese aveva chiesto l’intervento del “Commissario europeo per la concorrenza”, perché preoccupata per i posti di lavoro dei dipendenti inglesi a seguito della crisi della F1. Un intervento che non fu possibile in assenza di un reclamo dei diretti interessati. Parole che oggi sono più attuali che mai, con l’esposto di Force India e Sauber che è piena condizione di procedibilità per l’intervento della Commissione.

QUESTIONE ECONOMICA PIU’ CHE SPORTIVA Ovviamente alla base del malcontento ci sono ragioni prettamente economiche, con le due suddette squadra che vorrebbero partecipare in modo più consistente alla spartizione della “torta” formata da ricavi, diritti commerciali e premi sportivi. Sotto accusa non sono tanto i proventi dei diritti televisivi e degli accordi negoziali quanto i “premi” sotto forma di bonus che la FOM riserva alle squadre cosiddette storiche, in primis la Ferrari, per i loro quarti di nobilità e per l’importanza che assumono per l’intera categoria.

Secondo il Times nel reclamo dei due team all’Unione Europea si leggerebbe che “I bonus riconosciuti alle squadre storiche mettono in una posizione di perenne svantaggio economico e quindi sportivo alcune squadre, danneggiando al contempo lo sport. Alcuni team selezionati godranno sempre di un certo vantaggio e lo sport ne uscità indebolito”.

DOVE SAREBBE LA VIOLAZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO Perché Force India e Sauber si sono rivolte all’Unione Europea? Uno dei capisaldi della suddetta organizazione sovranazionale è la creazione e la tutela di un “mercato comune” tra gli Stati membri, improntato al principio della libertà della concorrenza. La libertà di iniziativa economica e la competizione tra imprese non devono portare a comportamenti che pregiudicano la concorrenza nel mercato. Sono vietati, insomma, abusi di posizione dominante, concentrazioni tra imprese atte ad escluderne altre dal mercato e intese restrittive tra alcune imprese a danno di altre. Sotto accusa di Force India e Sauber sono finiti il Patto della Concordia, ovvero l’accordo per la gestione economica del Circus siglato da team e FOM, e lo Strategy Group, l’organo “esecutivo” della F1 formato da alcuni team e membri di FOM e FIA.

Per quanto riguarda lo Strategy Group, le due squadre lamentano l’esistenza di una intesa restrittiva funzionale ad escluderle dalle decisioni più importanti, sia sportive che economiche. La Concordia sarebbe invece un Patto illegale perché di fatto creerebbe squilibri economici tra squadre che teoricamente dovrebbero godere di uguali diritti.

Il nocciolo della questione è se la F1 può essere intesa come un sistema operante davvero in regime di concorrenza. Il problema è che la Formula 1 intesa come organizzazione è un sistema ibrido che accanto al lato meramente sportivo accomuna ingenti interessi industriali e lavorativi (sono nove le factory del Circus presenti in Inghilterra) e si trova ad operare nel libero mercato. Al contempo, però, le squadre e la FOM fanno capo ad una Federazione puramente sportiva, la FIA. Le stesse squadre reclamanti hanno accettato, firmandolo, il Patto della Concordia per poi rinnegarlo con questo vero e proprio “strappo”. Nessuno però le ha costrette ad accettare questo tipo di accordi.

QUALI CONSEGUENZE? Investita in via ufficiale della questione, la Commissione dovrà evidentemente pronunciarsi. In giro si legge di un  “ricorso”, termine verosimilmente sbagliato. I ricorsi si presentano alla Corte di giustizia europea, che è l’organo delegato a dirimere le controversie inerenti al diritto comunitario. Quello di Force India e Sauber è un esposto, un reclamo, alla Commissione europea, con il fine di chiedere un intervento circa una situazione ritenuta illegale. La Commissione, accogliesse l’istanza dei suindicati team, avrebbe due strade: emanare un proprio parere o una raccomandazione (non vincolanti) invitando la governance della F1 ad adottare le opportune misure oppure – in modo certamente più penetrante – utilizzare il proprio potere di iniziativa legislativa per proporre l’adozione di una decisione da parte del Consiglio dell’Unione Europea, decisione che vincolerebbe la FOM di Ecclestone ad adeguarsi.

In quest’ultimo caso, però, la stessa FOM potrebbe agire in giudizio impugnando una “decisione” che ledesse i suoi eventuali diritti. E insomma sarebbe vera e propria guerra, con l’intera F1 che passerebbe direttamente dalle piste al Tribunale. Niente di cui stupirsi, ma forse sarebbe più facile sedersi intorno ad un tavolo ed arrivare ad un compromesso tra i diversi interessi in gioco. Magari un nuovo Patto della Concordia, più attento alle esigenze delle “piccole”, le quali hanno gettato un sasso nello stagno di rilevanti dimensioni, andando a disturbare un gigante che dormiva.

Antonino Rendina

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10 commenti
  1. mluder

    30 Settembre 2015 at 15:37

    C’è una cosa che non capisco, ci sono società finanziarie multi milionarie dietro a queste squadre. E’ mai possibile che sia così difficile prendere degli ingegneri per costruire un auto con prestazioni decenti… cioè guardiamo ad esempio la Manor Marussia. Non credo minimamente che non abbia i soldi per competere squadre come Sauber o Force India e poi con investimenti minimi e rafforzare le loro performance di anno in anno. Guardate per esempio la Williams: Appena ha avuto uno sponsor forte ha incrementato le sue performance per andare addirittura a combattere contro i big!!! Ormai Force india e sopratutto Sauber dovrebbero avere imparato che per fare una buona macchina capace di competere, devono strappare buoni piloti e e buoni ingegneri…

    • and.90

      30 Settembre 2015 at 18:28

      Tu la metti troppo semplice. Non è che schiocchi le dita e i soldi e il personale valido saltano fuori, eh!
      Gli ingegneri e i progettisti forti costano… Ed oltre a costare loro vogliono competere per vincere, quindi in scuderie forti, pertanto potrebbero non voler andare in scuderie minori. Nemmeno dietro lauto compenso.
      Poi bisogna considerare che non si tratta di 4-5 persone… Ma bensì centinaia di uomini che lavorano in ogni scuderia.
      Inoltre per quanto forte il progettista potrebbe sbagliare il progetto… Oppure il le altre parti della monoposto sviluppate dagli altri progettisti.
      Per non menzionare il fatto oltre al personale bisogna avere anche i mezzi tecnici e le strutture adeguate.
      Insomma, un sacco di variabili.
      Il che dovrebbe farti capire quanto il tuo discorso sia superficiale

      • and.90

        30 Settembre 2015 at 18:30

        *ho dimenticato una parola in questa parte del mio post:
        “Inoltre per quanto forte il progettista potrebbe sbagliare il progetto… Oppure il suo progetto potrebbe non funzionare con le altre parti della monoposto sviluppate dagli altri progettisti.”

      • mluder

        1 Ottobre 2015 at 13:24

        Ok ok è evidente che sono stato frainteso.

        Dietro a qualsiasi Team di F1 ci sono Multinazionali richissime? O così parebbe? Eppure per la gestione della squadra destinano il minimo indispensabile, e poi si lamentano dei premi?
        Allora ho preso l’esempio Williams: una squadra che dopo aver speso tanti soldi, grazie allo sponsorship Martini Racing, nel prendere, evidentemente, le persone giuste, ha rimontato nel mondiale costruttori posizioni su posizioni. E’ Ovvio che poi non è soltanto questione dei tanti soldi spesi, ma anche di altro. Circa qualche anno fa l’avrei data per spacciata (piena di debiti come era), pensavo che non avesse ancora molta vita: mai stato più felice di sbagliarmi. Invece ora si è rimessa in pari, sta accumulando esperienza su esperienza e magari forse fra qualche anno potrà lottare per il mondiale, sempre che trovi un motorista in esclusiva, stravolgano i regolamenti e tutte quelle variabili di cui non tengo conto perché ehi per competre ad alto livello o abbastamza alto ripeto abbastanza alto, serve soltanto mettere le persone giuste nel posto giusto. Ma però le persone e i materiali costano e non poco.
        Ora se una squadra come Force India che ha scalato la classifica costruttori solo perché Toyota e BMW, ritirate causa crisi 2008/09. Lotus fatto sempre più debiti e le piccole scuderie come Caterham Marussia beh avevano speso troppo poco, forse, dico forse non ho poi tutti i torti

  2. shony

    30 Settembre 2015 at 15:41

    Ma speriamo che la UE li condanni!! E spero di cuore che la Red Bull mantenga fede alla sua minaccia…ovvero ritirarsi e ritirare anche la Toro Rosso. Così finalmente si sancirebbe la definitiva rottura del giocattolo, aprendo le porte ad un nuovo corso guidato dai costruttori con più attenzione verso lo spettacolo, i tifosi, i vecchi autodromi e i costi dei biglietti. E’ ora che Ecclestone, nonostante un apprezzabile lavoro fatto, si faccia da parte. Ormai c’è poco da salvare in questa Formula 1. Serve un anno zero.

    • jacques_1

      1 Ottobre 2015 at 08:02

      Corso guidato dai costruttori? Ma ti ricordi i vari Toyota, Honda e Bmw che si sono dileguati al primo colpo di vento senza porsi nessun problema? Non ricordi la morte di categorie (poi risorte) come DTM e Superturismo che erano in mano proprio ai costruttori che non si facevano scrupoli a chiudere baracca senza preavviso? Guarda caso le categorie più longeve sono quelle in cui ci sono scuderie serie che vivono di gare. I costruttori….ma va la!

      • shony

        1 Ottobre 2015 at 09:08

        jacques la situazione è completamente diversa…qui si firmerebbero contratti multimilionari e con penali salatissime. In caso di fuga da impegni presi, costerebbe alle case un danno d’immagine a livello mondiale. il paragone con DTM e superturismo non regge….li parliamo di macchine di serie sviluppate poi per la pista, e non di costosissimi prototipi. Inoltre un conto è ritirarsi dalla massima competizione automobilistica mondiale, un altro venire meno ad un campionato che si corre solo in Germania. I costruttori se vogliono restano eccome…fidati che i fatti loro li sanno vedere bene. Ad esempio il campionato NBA per dire…anche l’ultima compagine rimane ogni anno perchè di default ha diritto ad una generosissima spartizione degli utili.

    • AntonioX

      1 Ottobre 2015 at 21:07

      I costruttori non hanno mai fatto nulla per lo spettacolo, arrivano in F1 solo per farsi pubblicità cercando sempre di annichilire gli avversari. Lo spettacolo in F1 l’hanno sempre fatto solo i team storici Ferrari, Mclaren, Williams e Lotus. Sono la base della F1 che manterranno sempre in piedi la baracca. La mercedes appena non vincerà più per 2 o 3 stagioni di fila se ne andrà a fancul0 come ha fatto la Renault, bmw, honda, Toyota, ecc prima di lei

  3. jacques_1

    1 Ottobre 2015 at 11:50

    shony, non so quanti anni tu possa avere, ma devi essere giovane per non ricordare la Honda che chiuse improvvisamente vendendo tutto a Ross Brawn per 1 sterlina, la Toyota che fece la stessa cosa e la Bmw che lascio la massima formula con la squadra che tornò a chiamarsi Sauber. Era la massima formula, c’erano i più grandi costruttori e se ne andarono senza problemi, con scarso o nullo preavviso, fregandosene di qualunque penale o danno di immagine. Allo stesso modo probabilmente non conosci i livelli che erano stati raggiunti in DTM e Superturismo negli anni d’oro.
    Quindi fidati, i costruttori non sono di certo il bene di questa F1 in cui le uniche squadre “storiche” sono Ferrari (piccolo costruttore in confronto ai colossi e di fatto una scuderia), Mclaren che è una scuderia, Williams che è una scuderia a cui rendo onore come avversario e Sauber che è una scuderia fondata da una persona seria e molto competente nel mondo delle corse. C’è la ToroRosso che è un’eredità della Minardi e RedBull che , forse non lo sai, altro non è che di fatto nata dalle ceneri della Jaguar, ovvero altro costruttore sparito. E giusto per chiudere, ricordo che la Mercedes altro non è che la ex Honda, comprata da Brawn e rivenduta ai tedeschi. I grandi costruttori….convinto tu…..

  4. shony

    1 Ottobre 2015 at 14:58

    Cavolo jacques hai detto nulla….la Mercedes ha comprato la scuderia da Brawn ma sempre di colosso si parla. Che c’entra come sono entrati. E comunque ti ripeto…sarebbe diverso.I costruttori potrebbero riunirsi in maniera sistematica stabilendo quote di utili a prescindere dai risultati.Ovviamente la Ferrari pretenderebbe di più, ma chi potrebbe opporsi!? La bmw, la toyota, la Honda si sono ritirate per scarsi risultati, ma anche per insostenibili spese. Se avessero potuto restare con un ritorno economico garantito lo avrebbero fatto. E poi le contrattazioni con gli autodromi potrebbero essere più basse e a biglietti più popolari perchè non ci sarebbe il baraccone CVC/Ecclestone da far campare. Mettici uno come Briatore a capo del movimento…x info ho 35 anni, e il mio primo gran premio lho visto a 9 anni alla Tosa. Da li altri gran premi a Imola, Monza e Montecarlo.

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