F1 | Un “anno” di Leclerc in Ferrari

Dall’11 settembre 2018, data dell’annuncio, ad oggi Charles ha conquistato il popolo della Rossa

F1 | Un “anno” di Leclerc in Ferrari

È passato un anno da quell’11 settembre 2018, giorno dell’annuncio di Charles Leclerc come pilota ufficiale Ferrari al posto di Kimi Raikkonen. Il finlandese, che si apprestava a salutare Maranello dopo ben otto stagioni (anche se non continuative) quel popolo rosso che aveva mandato in estasi il 21 ottobre 2007, non prima del trionfo di Austin, lasciava in eredità il suo sedile a un giovane “di talento e di belle speranze che doveva però dimostrare di essere da Ferrari”.

Questo era il pensiero condiviso da molti tifosi del Cavallino che non erano propriamente d’accordo con questo cambio generazionale, quasi per paura che il ragazzino monegasco potesse bruciarsi davanti al peso che rappresenta quella tuta rossa sognata e agognata da tutti colori che calcano il palcoscenico del Circus.

Eppure Leclerc in questi mesi di “apprendistato rosso”, dove si è calato in umiltà e punta di piedi, ha dimostrato di essere pronto per il grande salto accomunando le idee di tutti sotto un unico tetto. Non sono mancati degli errori – come quello nelle qualifiche di Baku – che fanno parte di un normale percorso di crescita ma il bilancio finora è a dir poco straordinario, certificato da quell’uno due Spa-Monza che ha fatto esplodere di felicità il popolo ferrarista in una stagione difficile dove gli obiettivi a inizio anno era chiaramente altri.

Faccia da bravo ragazzo ma “bad boy” in pista, Leclerc ha dimostrato che la differenza anagrafica (come Verstappen) ha un peso sì ma fino a un certo punto. Perché quando ti confronti con campioni del calibro di Lewis Hamilton e di Sebastian Vettel c’è bisogno del manico (o ce l’hai o non ce l’hai, non esistono vie di mezzo…) per battagliare contro i due piloti più vincenti presenti attualmente in griglia.

Quello che stupisce di Leclerc è la normalità delle azioni in pista, quasi da pilota consumato, come la furbata vista in Q3 sabato (dove poi ha conservato la pole position) e il contatto maschio con Hamilton in gara alla Roggia. Nessun timore reverenziale nei confronti del pilota che sta scrivendo la storia della Formula Uno negli ultimi anni, perché l’ambizione del campioncino è questa: cercare di scalzare il migliore dal trono in maniera diretta, secca e decisa.

Sarà sicuramente contento Sergio Marchionne, che sponsorizzò fortemente la promozione di Leclerc prima della sua dipartita terrena. E sicuramente in cielo gli sarà scappato un sorriso vedendo le ultime prestazioni di Leclerc. Proprio quel sorriso che il compianto presidente della Rossa voleva togliere dalla facce Mercedes.

Servirà però ben altro per rattristare il team di Brackley nel lungo periodo, ma intanto il popolo ferrarista si gode il suo nuovo beniamino.

Piero Ladisa


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