F1 GP Monaco | Hamilton: “Le vetture 2026 poco divertenti a Monte Carlo”
"Darò il massimo per indurre all'errore i piloti davanti", ha detto Lewis
Le qualifiche del Gran Premio di Monaco si sono concluse con il terzo tempo di Lewis Hamilton. Il pilota britannico della Ferrari scatterà dalla seconda fila della griglia di partenza, dopo aver accusato un distacco di due decimi dalla pole position di Kimi Antonelli, preceduto dalla Red Bull di Max Verstappen.
Il fine settimana sul tracciato stradale del Principato era iniziato con riscontri positivi per il team, che aveva mostrato un passo costante e un buon bilanciamento. Tra la notte e la mattinata del sabato, però, le modifiche d’assetto e l’evoluzione della pista hanno modificato la dinamica della vettura, costringendo il pilota e gli ingegneri a interventi d’emergenza sui profili alari nel tentativo di ripristinare il carico aerodinamico necessario.
Il mistero dell’assetto e la perdita di stabilità al retrotreno
I problemi di stabilità si sono manifestati fin dalle prime fasi della Q1, quando Hamilton ha riscontrato una forte carenza di aderenza sull’asse posteriore. Questa anomalia ha alterato i riferimenti di frenata e inserimento curva, costringendo il muretto box a variare l’incidenza dei profili anteriori per bilanciare la vettura e limitare il divario cronometrico dai primi.
Lewis ha spiegato l’evoluzione della sessione e le difficoltà riscontrate nel trovare la corretta stabilità: “Sì, purtroppo questo risultato rappresenta il massimo potenziale esprimibile oggi dalla vettura. Desidero fare le mie congratulazioni a Kimi per la pole position. Siamo apparsi competitivi per l’intero fine settimana ed è sempre un’esperienza stimolante guidare su questo circuito. Venerdì il feeling a bordo era ottimo e avevamo compiuto progressi evidenti, ma oggi abbiamo registrato una regressione, perdendo prestazione durante la notte”.
“All’inizio delle qualifiche la macchina si trovava in una condizione critica; in Q1 accusavo un ritardo di circa sette decimi e sono stato costretto a deliberare variazioni sostanziali all’ala anteriore per correggere il bilanciamento complessivo. Non conosciamo ancora le cause precise di questa alterazione e analizzeremo a fondo i dati con la squadra. Credo che l’impossibilità di lottare per la prima fila sia dipesa proprio dal setup con cui abbiamo iniziato la sessione ufficiale. Si è trattato di una sorpresa negativa, ma sono comunque soddisfatto di aver estratto il massimo potenziale dal pacchetto a disposizione in quel momento”.
“La vettura era al limite e io ho spinto al massimo delle mie possibilità. Parliamo di interventi millimetrici, variazioni minime che però hanno stravolto il comportamento del mezzo. Ho avvertito una totale mancanza di aderenza al posteriore, contrariamente all’ottimo bilanciamento riscontrato nei giorni scorsi. Con i riferimenti di venerdì saremmo stati molto più vicini alla pole, ma i nostri avversari hanno siglato tempi straordinari nel finale. Inizialmente pensavo alla pole, ma gli altri hanno fatto passi avanti; la Mercedes ha reso la vettura più morbida, mentre noi siamo arretrati. Non avevamo modificato elementi sostanziali e le FP3 non erano state spettacolari. Non conosco la situazione di Charles, ma per quanto mi riguarda il feeling in qualifica è stato completamente diverso e alquanto strano”.
I limiti delle vetture 2026 sulle strade del Principato
La sensibile riduzione del carico aerodinamico imposta dalle attuali normative, abbinata ai parametri Pirelli sulle pressioni di gonfiaggio degli pneumatici, ha ridotto il grip meccanico, rendendo le vetture instabili sulle sconnessioni dell’asfalto e meno precise nei punti di corda. Il pilota della Ferrari ha analizzato le caratteristiche dinamiche della nuova generazione di monoposto.
“Considero questa generazione di vetture una delle meno entusiasmanti da guidare qui a Monaco, a causa del livello di carico aerodinamico estremamente basso. Dal punto di vista del grip complessivo avverto un netto passo indietro generazionale. Le pressioni gomme imposte sono molto elevate; nonostante disponiamo di circa cento punti di carico in meno rispetto al passato, viaggiamo con valori alti”.
“In precedenza si utilizzavano pressioni intorno ai 16 psi, mentre ora siamo saliti a 26 o 28 psi, con livelli che qui toccano i 24 psi. Di conseguenza l’aderenza meccanica non è paragonabile a quella delle stagioni scorse. Ricordo che nel 2007 e nel 2008 il livello di grip era nettamente superiore e la guida risultava più gratificante. Non è stata una sessione disastrosa e mi sono comunque divertito, ma se metto a confronto le diverse epoche tecniche credo che il 2020 abbia rappresentato il momento più alto in termini di aderenza disponibile”.
Le scelte aerodinamiche e la gestione dell’ala anteriore
Le scelte di sviluppo aerodinamico hanno condizionato la progressione dei tempi fin dalle verifiche del giovedì. Mentre alcuni team concorrenti hanno introdotto profili alari specifici per le basse velocità di Monaco, la Ferrari ha mantenuto una configurazione standard. La necessità di ridurre drasticamente il carico anteriore durante la qualifica ha costretto Hamilton a modificare i propri riferimenti di guida per ricostruire la fiducia giro dopo giro.
L’inglese ha commentato le scelte della squadra e la gestione del comportamento della monoposto: “Al nostro arrivo il giovedì abbiamo notato che alcuni team concorrenti avevano introdotto appendici specifiche sui profili alari, soluzioni che noi non avevamo deliberato e che ci hanno sorpreso. Nonostante questo il nostro ritmo iniziale appariva solido. Per incrementare la velocità avevamo bisogno di maggiore reattività all’avantreno, ma all’inizio delle qualifiche si è verificato l’effetto opposto e ho dovuto ridurre l’incidenza dell’ala anteriore di circa dieci fori”.
“Solo alleggerendo l’asse anteriore la monoposto ha ritrovato un comportamento logico nell’ultimo tentativo della Q3, ma avrei avuto bisogno di quell’equilibrio fin dalla Q1 per costruire una progressione solida. In qualifica la fiducia è fondamentale; io l’ho persa completamente nel primo turno e ho dovuto lavorare molto per recuperare il terreno perduto. Tutto considerato sono soddisfatto della terza posizione, anche se l’obiettivo era la prima piazzola, un risultato che il team avrebbe meritato. Mi sento in sintonia con la macchina e con la squadra, e i riscontri cronometrici dimostrano che la velocità pura è presente. Sono felice di questo rendimento, a prescindere dalle considerazioni negative che sono state espresse sul mio conto nell’ultimo periodo. Io continuo a concentrarmi sul lavoro per garantire i risultati in pista”.
Strategie per il Gran Premio e criticità
Le caratteristiche del circuito di Monaco riducono al minimo le variabili per la gara. La larghezza limitata della carreggiata azzera quasi completamente le opportunità di sorpasso in condizioni normali, rendendo lo stacco della frizione alla partenza l’unico momento utile per modificare le posizioni di vertice. Inoltre, il ridotto flusso d’aria all’interno dei tratti cittadini impone una severa gestione termica delle temperature della power unit e degli impianti frenanti per evitare surriscaldamenti.
Hamilton ha concluso analizzando le prospettive strategiche per la corsa: “Conosciamo perfettamente le dinamiche di questa gara, lo scenario sarà complesso e non prevedo possibilità di sorpasso in pista. La mia speranza è legata a una buona partenza che possa permettermi di mettere pressione ai primi due, ma per cambiare i valori servirebbe la pioggia. Niente è precluso, ma mantenere una pressione costante su piloti così veloci e alla guida di monoposto competitive sarà difficile”.
“È un peccato che questo Gran Premio si trasformi spesso in una processione dove ci si limita a seguire chi precede. Su questo tracciato le temperature della vettura e dei freni tendono a salire rapidamente a causa del layout. Inoltre le mescole dure consentono di completare la gara con un solo pit stop, estendendo la durata degli pneumatici. Spero che per il futuro si riesca a trovare una soluzione per rendere questo evento più spettacolare per il pubblico e stimolante per i piloti. Domani darò il massimo per ostacolare i miei avversari e indurli all’errore nelle traiettorie”.
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