F1 | Toro Rosso, Albon: “Dopo l’incidente in Cina ero arrabbiato, ma ottimista”

Kvyat: "Penalità ricevuta? Resto della mia opinione"

F1 | Toro Rosso, Albon: “Dopo l’incidente in Cina ero arrabbiato, ma ottimista”

Dopo il weekend chiaroscuro di Shanghai, la Toro Rosso si appresta ad andare a Baku per il quarto appuntamento del mondiale di Formula 1 2019. La Scuderia di Faenza ha potuto sorridere in Cina grazie alla bella rimonta di Albon, che ha chiuso in decima posizione dopo essere partito dalla pit-lane per il brutto incidente durante le prove libere e che non gli ha permesso di prendere parte alle qualifiche. Discorso inverso per Kvyat, rimasto coinvolto nell’incidente iniziale con le McLaren e che gli è costato un Drive Through.

“Dopo l’incidente in Cina mi sentivo un po’ frustrato, perché credevo fosse un’occasione mancata, soprattutto tenendo conto del nostro buon passo – ha detto Albon. Starò più attento sull’erba sintetica in futuro! Ero un po’ arrabbiato con me stesso, ma comunque ottimista per la gara perché sapevo di avere il potenziale per andare a punti, pur partendo dalla pit lane. Sono felice di esserci riuscito, alla fine. Ogni volta che salgo in macchina mi sento sempre più a mio agio: ho maggiore comprensione sulla gestione delle gomme, così come il nostro ritmo è in costante miglioramento. A Baku ho già corso in Formula 2, nella prima gara che si è disputata qui, quella caratterizzata da tanti incidenti. Dopo aver fatto la pole, mi sono tenuto lontano dai guai, anche se un brutto pit stop mi ha visto scivolare al terzo posto e poi arrivare in tre appaiati in curva 1. Siamo finiti tutti lunghi, ma io meno degli altri due: così mi sono ritrovato in seconda posizione e poi ho fatto il sorpasso che mi è valso la vittoria. È un bel ricordo”.

Il tracciato: “La pista è davvero particolare e ha un lunghissimo rettilineo che porta verso la curva 1, dove con gomme fredde si può fare un disastro: abbiamo visto cosa può accadere in fase di ripartenza e si va a creare un effetto scia multiplo che ti trascina verso la curva con gomme e freni freddi: si deve stare molto attenti ed essere quanto più precisi possibile. Passando dalla città vecchia, che è davvero fantastica, c’è anche una sezione molto stretta dove in qualifica il pilota può fare la differenza. Da questo punto di vista è un tracciato simile a Monaco, nel senso che devi sfruttare ogni centimetro di pista, specialmente durante le qualifiche quando si porta la vettura oltre i cordoli e si sfiorano i muretti, mi piace. Devo considerare che questa sarà la mia prima gara su un circuito cittadino a bordo di una Formula 1. Mi piacciono i tracciati stradali, specie correre tra i muretti con poco carico aerodinamico. Dopo quel che è successo in Cina, forse Franz non si divertirà molto a vedermi correre lì! Baku è un tracciato ad alta velocità e dove si può sorpassare. La nostra macchina si è dimostrata abbastanza veloce per stare in Q3 in tutte e tre le gare, ma finora non ci siamo riusciti. Questo dovrebbe essere il nostro obiettivo in qualifica”.

“La mia opinione su quella penalità relativa all’incidente del primo giro in Cina non è affatto cambiata – ha ammesso un irritato Kvyat – ma il dibattito è finito e adesso dobbiamo concentrarci su Baku. Ripensare a ciò che è successo e continuare a discuterne non cambierà le cose. Guardando il lato positivo, a Shanghai le qualifiche sono state soddisfacenti e il mio passo gara molto promettente. Dobbiamo solo continuare a lavorare sodo, senza scoraggiarci e non arrenderci: i risultati arriveranno. Quella di Baku è una pista davvero bella che ti porta ad affrontare diverse sfide, è divertente correre lì. È un tracciato lungo, con un rettilineo che sembra interminabile e un sacco di curve, il che rende le gare davvero emozionanti. Per noi dovrebbe rappresentare una buona opportunità. Il divertimento è dato in parte da quei muretti vicini alla pista, che ti danno una vera scarica di adrenalina. È una pista che offre tante opportunità di sorpasso e sul rettilineo si può battagliare con le altre vetture. È un tracciato interessante, molto impegnativo, dove si gira con un carico aerodinamico leggermente inferiore rispetto a qualsiasi altro cittadino. Anche la frenata è molto impegnativa, specialmente quella di curva 1 dove si arriva ad altissima velocità: bisogna avere una precisione chirurgica con la frenata in quel punto. Io darò tutto me stesso”.

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