F1 | Sguardi, umori e sensazioni dopo la prima settimana di test a Barcellona

La Mercedes vola sulle ali dell'entusiasmo, in Ferrari approccio low profile

F1 | Sguardi, umori e sensazioni dopo la prima settimana di test a Barcellona

da Barcellona, Spagna

La scorsa settimana al Montmelò è andata in scena la prima tre giorni di test in vista del mondiale 2020 di Formula 1. I team hanno mandato in pista per la prima volta le nuove vetture, la maggior parte delle quali possono essere classificate come evoluzione delle monoposto viste fino a qualche mese fa. Noi abbiamo avuto la possibilità di farci un giro tra pit-lane e paddock da mercoledì a venerdì, e abbiamo cercato un po’ di raccogliere sguardi, umori e sensazioni in giro per il Circus per farci una primissima idea (facile essere smentiti in tal senso) sulla nuova stagione che verrà. Innovazioni Mercedes, una W10 vestita di rosa e una Ferrari da punto interrogativo, vediamo un po’ cosa ci ha riservato questa prima settimana.

SGUARDI

Valgono più di mille parole, o almeno così ci hanno insegnato: abbiamo cercato un po’ di osservare le facce dei protagonisti, a cominciare da mercoledì mattina, quando un Sebastian Vettel visibilmente provato, scappava dopo la sfilata dei piloti (alle 8.30 del mattino con 5°C) per tornare al caldo, saltando interamente la prima giornata per un attacco influenzale. Lo abbiamo rivisto il pomeriggio successivo, questa volta con tuta e casco, e dopo aver sbirciato nel box Ferrari i lavori intensi dei meccanici sulla SF1000, a bandiera scacchi esposta abbiamo incrociato, nei pressi del motorhome del Cavallino gli sguardi di Binotto (la foto in copertina si riferisce proprio a quel momento), Camilleri, Vettel e Leclerc: era la giornata del DAS, l’incredibile innovazione portata in pista dalla Mercedes. Che queste facce, un po’ corrucciate, siano figlie di un’inaspettata superiorità delle Frecce d’Argento? Non ci è dato saperlo, anche perché Seb e Binotto, nel corso delle conferenze stampa successive a questo episodio, ci sono sempre sembrati sereni, ma ancora non in grado di dirci quanto questa vettura sia realmente pronta per sfidare i campioni in carica (dopotutto sono solo tre giorni di test, ndr).

Dall’altro lato della barricata, le facce soddisfatte e appagate di chi, ancora una volta, ha sorpreso tutti: James Allison e Toto Wolff gongolavano per tutto il paddock, come se avessero trovato la soluzione perfetta per vincere anche questa volta. Forti della loro leadership incontrastata, hanno avuto la forza, e forse anche un po’ l’arroganza di dimostrate a tutti quanto siano avanti. Poi, bisognerà vedere se realmente questo sistema DAS darà i benefici voluti, non è dato saperlo ancora. L’ultimo sguardo curioso da analizzare è quello di Sergio Perez, mai visto così concentrato. Che in Racing Point abbiano trovato la ricetta giusta nel mandare in pista la Mercedes W10 colorata di rosa? A Melbourne l’ardua sentenza.

UMORI

Premessa: essendo la prima settimana di test, tutto quello che stiamo per scrivere da qui in poi potrebbe essere facilmente smentito in futuro. D’altronde siamo ben consci del fatto che queste giornate di prove, specialmente le prime, non rispecchiano quasi mai i reali valori in pista: lo abbiamo visto lo scorso anno con la Ferrari.

Ecco, partendo proprio dalla Scuderia del Cavallino, prendiamo le parole spese da Mattia Binotto durante la pausa pranzo dell’ultima giornata: “Sono un po’ meno ottimista dell’anno scorso, lì forse lo eravamo troppo”. Effettivamente la batosta del 2019 è stata pesante per la Ferrari e i suoi tifosi, e un atteggiamento low profile non può fare altro che bene. A Maranello sono apparentemente sereni, nonostante gli sguardi analizzati in precedenza. Sarà la pista a parlare, saranno Vettel e Leclerc a dirci se questa SF1000 potrà ambire a qualcosa di importante: il loro umore, specialmente quello del monegasco, sembra abbastanza sereno. Non possiamo dire lo stesso per il campione tedesco, fermato prima dall’influenza, poi dall’affidabilità della monoposto: per lui non è stata una settimana lineare, anzi con qualche handicap di troppo, sperando di trovare più continuità nei prossimi giorni.

Dal lato Mercedes, gli umori non possono che essere positivi: Hamilton e Bottas hanno promosso a pieni voti la W11, ma non sono ancora sazi e sanno che ci sarà da migliorare per avere una vettura pressoché perfetta in vista del mondiale. La fame di vittorie spinge questo team a fare sempre di più, l’invenzione del DAS ne è la prova, quindi ogni volta che passeggiamo nelle zone riservate alla Mercedes, si respira aria di consapevolezza nei propri mezzi e capacità. Anche dalle parti della Red Bull sembrano essere contenti del lavoro svolto finora: Verstappen e Albon hanno dato feedback positivi al team, anche molto lineari, segno che la vettura si sposa bene con le caratteristiche di entrambi i piloti. Non vanno sottovalutati, forse per una volta le parole pre-stagionali possono trovare conferma anche in pista sin da subito, senza aspettare metà campionato.

SENSAZIONI

Beh, che la Mercedes sia ancora la macchina da battere, crediamo non ci siano dubbi: vedere quel volante spostarsi durante la guida ha lasciato a bocca aperta la quasi totalità della sala stampa che in quel momento stava osservando i monitor. Non è solo il DAS però a farci pensare questo, perché nel complesso, la W11 sembra già essere avanti rispetto alla concorrenza, c’è poco da fare: nell’ultimo anno di questa generazione di vetture, la Mercedes non vuole lasciare nulla agli avversari, perché è vero che dal 2021 tutto cambierà, ma è ancor più vero come il 2020 ci sia comunque, e va giocato (e vinto, se possibile). Bravi loro, che ci lasciano con la sensazione che siano ancora quelli forti di sempre.

In Ferrari hanno lavorato diversamente, ce lo hanno detto in tutte le salse: non torniamo da Barcellona con una grandissima fiducia, il lavoro ai box, specialmente nelle sessioni con Vettel alla guida è stato molto intenso, e questo ci ha  lasciato un po’ di punti interrogativi, così come quegli sguardi un po’ bui dopo il secondo giorno. Stiamo “giocando”, sia chiaro, ma è anche bello provare a interpretare ciò che vediamo.

La Racing Point sembra essere candidata al quarto posto mondiale in questo momento, obiettivamente la W10 è ben presente nel box del team anglo/canadese, e perché no, qualche exploit (si parla di podi eh) specialmente nelle prime gare della stagione non sono poi così campati per aria. Bisogna vedere se il lavoro costante sarà di livello anche con l’avanzare della stagione, ma certamente sarà interessante osservare la vettura rosa nell’arco del campionato.

Red Bull ci sembra davvero solida, forse però ancora un gradino sotto alla Mercedes in questo momento, ma dalla sua un Verstappen molto determinato e affamato di successi, e può certamente essere un’arma in più. Forse stavolta le parole di Marko non saranno così tanto da prendere sottogamba.

Sugli altri: grosso punto interrogativo su Renault e Alfa Romeo, mentre Alpha Tauri potrebbe dire la sua insieme alla McLaren, prontissima a difendere il quarto posto conquistato l’anno scorso. Sulla Haas vogliamo aspettare nel dare giudizi, l’anno scorso (purtroppo per loro) beccammo in pieno il pronostico fatto durante i test, quest’anno non vogliamo esporci in questo momento. Resta la Williams, che quantomeno è riuscita a portare la vettura nuova sin da subito, ma obiettivamente, pur essendo migliorata, non crediamo possa andare meglio dell’ultima fila, quantomeno a inizio anno.

Foto in copertina su gentile concessione di Alessandro Arcari

Leggi altri articoli in Focus F1

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati