F1 | Ritiro Verstappen? Russell: “La Formula 1 è più grande di qualsiasi pilota”
Il pilota Mercedes analizza il momento di Verstappen, con l'olandese aspramente critico ei confronti del nuovo corso del Circus
In una stagione di Formula 1 che al momento è ferma ai box, prima di ripartire con l’appuntamento di Miami che si svolgerà nel primo weekend di maggio, a far discutere non sono solo i risultati in pista, che hanno visto Mercedes assoluta protagonista nelle prime tre gare del campionato dove ha conquistato altrettante vittorie, ma anche le parole dei piloti.
Tra queste quelle di George Russell, attualmente secondo nel Mondiale piloti a nove punti di ritardo dal compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli, aiutano a leggere meglio il momento che sta vivendo Max Verstappen, tra aspettative, pressioni e nuove motivazioni. L’olandese è tra i più critici di questo nuovo corso della Formula 1, caratterizzato dalle modifiche normative, arrivando a definire le attuali vetture delle “Formula E sotto steroidi”.
Lo stesso quattro volte campione del mondo, nell’ultimo weekend di gara corso in Giappone a fine marzo, ha ammesso di pensare al suo futuro, non strettamente collegato al Circus: “La vita va avanti. La vita non è solo Formula 1. Ci sono diverse cose che si possono fare”.
“La Formula 1 è più grande di qualsiasi pilota”, ha detto Russell, citato da skysports.com. Un concetto chiaro, che però non ridimensiona il peso dell’olandese: “Non vorresti perdere Max, perché a tutti noi piace correre contro di lui”. Un riconoscimento diretto al valore di Verstappen, diventato negli ultimi anni uno dei punti di riferimento della griglia.
Russell ha poi provato a mettere in prospettiva le lamentele che emergono oggi, ricordando come ogni stagione abbia le sue difficoltà: “Fa semplicemente parte della Formula 1. Io non mi divertivo a guidare la macchina del 2022 quando rimbalzava su e giù, distruggendo la schiena di tutti. La vettura era grande, pesante, e nelle curve ad alta velocità non era affatto piacevole da guidare, ma lui non aveva lo stesso problema perché stava vincendo”.
Il riferimento è a un aspetto quasi inevitabile di questo sport: quando le cose funzionano, tutto pesa un po’ meno. Quando invece i risultati non arrivano con la stessa facilità, ogni limite diventa più evidente.
“Ora, le lamentele che ha attualmente sono diverse da quelle di Mercedes, Ferrari e McLaren, perché siamo nella parte alta della griglia – ha sottolineato Russell – È del tutto naturale e si capisce, si riconosce la frustrazione”. Parole che raccontano bene le dinamiche tra i team di vertice come Mercedes, Ferrari e McLaren, dove basta poco per passare dalla soddisfazione alla frustrazione.
Infine Russell ha allargato lo sguardo, toccando un tema più profondo: quello delle motivazioni: “Ma ha ottenuto ciò che la maggior parte dei piloti sogna, cioè vincere un campionato. Ne ha quattro. Alla fine della giornata, credo che arrivi un punto nella vita in cui non c’è davvero molto altro da ottenere in Formula 1. Ha già spuntato tutte le caselle, forse può puntare ai record”.
In un campionato che cambia in fretta e non lascia spazio a pause, le parole di Russell danno così uno spunto in più per capire non solo quello che succede oggi, ma anche cosa potrebbe succedere domani.
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