F1 | Red Bull, Marko corregge il tiro: “Non mando volontariamente i miei figli in guerra”

"L'idea di organizzare un campo era una forma per distrarre e per mantenere in forma i piloti", ha affermato il talent scout di Milton Keynes

Marko ha fatto chiarezza sulle dichiarazioni che ultimamente hanno fatto discutere
F1 | Red Bull, Marko corregge il tiro: “Non mando volontariamente i miei figli in guerra”

Nei giorni Helmut Marko, in un’intervista alla stazione radiofonica austriaca ORF, aveva esternato il suo progetto di voler creare un campo isolato per far contrarre il Covid-19 ai piloti che fanno parte della famiglia Red Bull. Dichiarazioni fuori luogo, che hanno sollevato diverse polemiche, in un momento difficile per il mondo intero.

Marko però, in una chiacchierata concessa ad Auto Bild, ha voluto fare chiarezza su quanto detto recentemente: “Certo che non è vero. Non si trattava di infettare deliberatamente qualcuno. Nell’intervista è passato questo messaggio perché l’hanno interrotta. In Austria sei sopraffatto dai media con così tanto coronavirus. In ogni caso una cosa è certa: non mando volontariamente i miei figli in guerra . Bisogna essere bravi a controllare la pandemia rapidamente”.

Il talent scout della Red Bull ha inoltre ribadito di aver contratto il Covid-19 nelle scorse settimane: “Sono sicuro di aver avuto il virus a febbraio. Ho avuto un raffreddore di dieci giorni con tutti i sintomi associati al virus. Quando sono volato a Melbourne GP stavo già meglio. Sul volo di ritorno ho dovuto fermarmi a Dubai. In quell’aeroporto c’erano migliaia di persone provenienti da diversi paesi, ma forse non mi sono infettato perché ero già immune. Le persone della mia età sono i soggetti più a rischio. Gli atleti giovani e ben allenati, come i nostri piloti, dovrebbero almeno avere meno paura delle conseguenze

Il manager austriaco, completando la propria disamina, ha poi aggiunto: “Questa è stata l’unica ragione per cui abbiamo preso in considerazione l’organizzazione di un campo di addestramento nonostante il pericolo del coronavirus. Soprattutto perché siano distratti e per mantenerli in forma , ma non si è mai parlato di infezione deliberata”.

Leggi altri articoli in News F1

Lascia un commento

2 commenti

Articoli correlati