F1 | Racing Point, Szafnauer: “Shutdown terminato, ma non diamo nulla per scontato”

Il CEO del team britannico: "Vedere la fabbrica riaprire è una spinta per tutti"

Prima parte della chiacchierata con il team principal della Racing Point
F1 | Racing Point, Szafnauer: “Shutdown terminato, ma non diamo nulla per scontato”

Piano piano le cose stanno tornando alla normalità dopo l’ondata pandemica dovuta al Coronavirus. Certo, non bisogna abbassare la guardia, ma il fatto che la Formula 1 (e non solo) stia tornando a correre è un segnale molto positivo. Otmar Szafnauer, team principal e amministratore delegato della Racing Point ha partecipato a un “Domande e Risposte” organizzato dall’ufficio stampa del team. Abbiamo suddiviso questa chiacchierata in due articoli, in una si parla di come la squadra ha reagito a quanto accaduto in questi mesi, mentre nell’altro si discute del modo in cui si affronterà la stagione che partirà in Austria nel weekend del 5 luglio. Di seguito quindi la prima parte.

Le fabbriche hanno ripreso a lavorare, il periodo di shutdown è terminato, a Silverstone come procede?

“Sebbene lo shutdown sia terminato, non diamo assolutamente nulla per scontato. Le giornate non trascorrono normalmente, ma procedono su misura per rispettare le norme attuali. Dobbiamo continuare a stare attenti per ridurre ulteriormente la diffusione del virus e proteggere la salute dei nostri compagni di squadra e di tutti coloro che ci affiancano. La situazione continua ad evolversi, siamo pronti ad adattarci come richiesto”.

Quanto tempo è stato dedicato alla preparazione della fabbrica per il ritorno della forza lavoro?

“C’è stato tanto lavoro da fare per preparare sia la nostra fabbrica di Silverstone che gli uffici di Brackley per un ritorno al lavoro: siamo andati ben oltre le direttive del governo per rendere la nostra fabbrica un posto sicuro in cui lavorare. Ovviamente dobbiamo adattarci a un nuovo modo di lavorare, crediamo che le misure che abbiamo messo in atto garantiranno a tutti un modo di lavorare sicuro ed efficiente”.

Quali misure sono state messe in atto per salvaguardare il personale del team in fabbrica?

“Stiamo adottando tutte le misure necessarie per ridurre la probabilità di esposizione al virus. E’ un elenco piuttosto lungo, che implementa percorsi di entrata e di uscita ben specifici, test e controlli della temperatura corporea e così via. Stiamo continuando a seguire le linee guida governative, chiedendo a quei dipendenti che non possono svolgere il proprio lavoro da remoto di ritornare in fabbrica. Limitando inizialmente il numero del personale in loco, possiamo rendere l’ambiente più sicuro per coloro che devono rientrare”.

Che messaggio hai per coloro che ritornano al lavoro e per tutti coloro che hanno continuato a lavorare in remoto per mantenere il team operativo?

“Vedere la fabbrica riaprire è una spinta per tutti, un importante passo in avanti per tornare a correre a luglio. Ovviamente siamo tutti ansiosi di tornare a fare ciò che amiamo, ma mantenere i nostri compagni di squadra al sicuro e le nostre strutture “libere” dal Coronavirus è stata ed è la nostra priorità assoluta. Tutti abbiamo fatto enormi sforzi per raggiungere questo obiettivo, e continueremo a farlo. A coloro che sono coinvolti in questo processo dico “grazie”. A coloro i quali ritornano a lavorare, riconosco l’impegno come sempre, e li assicuro che stiamo facendo di tutto per mantenere loro e i rispettivi parenti sani e salvi”.

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