F1 | Perez: “L’anno alla McLaren è stato un incubo”

"Se non sei in una Mercedes o in una Ferrari, Force India è probabilmente il miglior posto dove stare"

F1 | Perez: “L’anno alla McLaren è stato un incubo”

Dopo il debutto con la Sauber nel 2011, il messicano sembrava aver raggiunto il grande momento della sua carriera, quando è passato alla McLaren. Sceso dopo solo una stagione, il messicano ha trovato una nuova casa in Force India.

Per due anni consecutivi, la scuderia indiana ha concluso al quarto posto nel mondiale costruttori; quest’anno però sono subentrati problemi finanziari che hanno messo a serio rischio il futuro della Force India, salvata solo da un consorzio guidato da Lawrence Stroll.

Sergio Perez, che ha rinnovato con il team di Silverstone per il 2019, ha ripercorso gli anni della sua carriera, rimpiangendo di non aver potuto ottenere risultati più soddisfacenti:

“Il futuro sembrava incredibile, poi è arrivata la McLaren e le cose non hanno funzionato. Il 2013 è stato un incubo -ammette Sergio Perez, il quale all’epoca era il compagno di squadra di Jenson Button, vincitore del mondiale nel 2009- tra la macchina e gareggiare contro qualcuno con così tanta esperienza che stava facendo dei progressi con una vettura non competitiva. La prima parte di stagione non è andata bene, nella seconda l’ho battuto ma in McLaren sono successe tante cose quell’anno e così mi sono ritrovato senza sedile”.

Tuttavia, trova posto alla Force India, squadra che gli permette di ottenere piazzamenti discreti:

“È interessante. Da quando sono entrato in Force India , sono stato fuori contratto ogni anno e ogni anno ricevo offerte da altri team. Alcune buone squadre mostrano interesse per me, quindi va bene, mi sta bene, mi rende orgoglioso. In questi ultimi due anni, sono stato il migliore del gruppo: se non sei in una Mercedes o in una Ferrari, Force India è probabilmente il miglior posto dove stare”.

Quest’anno i problemi finanziari sono diventati eccessivi, influenzando non solo le prestazioni della squadra, ma anche quelle dei suoi piloti.

“Ci sono stati molti mesi con molto stress. Era troppo, ho passato tre mesi in cui non potevo concentrarmi sull’essere un pilota, ero concentrato sul backstage, era molto difficile”.

In effetti, è stato Perez a prendere finalmente le dovute azioni legali che hanno dato il via al processo attraverso il quale la squadra è stata posta in amministrazione e successivamente acquistata da Lawrence Stroll e dai suoi partner.

“Adoro questa squadra, conosco tutti, ho dei grandi amici qui, e dentro di me sento di voler arrivare al successo con questa squadra che mi ha dato così tanto, quindi sento che c’è un buon tempismo”.

Rivitalizzato dopo il buy-out della squadra e con l’aspettativa di ritornare al top, Perez ritiene che ci sia ancora da fare e non esclude un altro stint con una squadra al top.

“Nessuno si sarebbe aspettato che Valtteri finisse con Mercedes. È la prova che può succedere, sta tutto nel tempo e nella fortuna che al momento non sono stati dalla mia parte, vedremo se arriverà nei prossimi anni, non saprai mai cosa accadrà in F1. Siamo piloti automobilisti, non ci stanchiamo di questo: la competizione, la passione, il modo in cui viviamo, è difficile da fermare. A volte, è deludente che tu non abbia l’opportunità di guidare una buona macchina, ma comunque la competizione è lì, è quello che mi spinge, quindi voglio andare avanti per un po’ e vedere quali opportunità si presentano per il 2021 , quando i regolamenti cambiano, se succede qualcosa, vedremo”.

 

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