F1 | Montoya avvisa la Red Bull: “Senza Lambiase, Verstappen non resta”
"Potevano dargli lo stesso ruolo che avrà alla McLaren", il commento del colombiano
Dopo anni di dominio in Formula 1, il team di Milton Keynes si ritrova ora a fare i conti con un’altra perdita pesantissima dopo quelle di Adrian Newey e Christian Horner: quella di Gianpiero Lambiase, storico ingegnere di pista di Max Verstappen e figura centrale nei successi del campione olandese. L’italiano infatti, lascerà la Red Bull a fine 2027 per approdare in McLaren nel ruolo di Chief Racing Officer. Secondo l’ex pilota, Juan Pablo Montoya, la Red Bull avrebbe dovuto fare di tutto per trattenere Lambiase, diventato negli anni uno dei punti di riferimento del box. Il rapporto tra lui e Verstappen va infatti oltre il classico legame pilota-ingegnere: è stata una collaborazione costruita sulla fiducia, sulla franchezza nei momenti di tensione e su una sintonia tecnica rara da trovare nel paddock. Proprio questa intesa ha contribuito in modo decisivo ai quattro titoli mondiali conquistati da Max. Hanno vinto insieme il loro primo Gran Premio nel 2016 al debutto di Verstappen con la Red Bull, creando un legame che da allora si è rivelato incrollabile. Nel 2023, Lambiase ha detto a De Telegraaf: “Il giorno in cui Max ed io smetteremo di lavorare insieme in questo sistema sarà il giorno in cui sarò desideroso di affrontare una nuova sfida”.
E dal canto suo, la replica dell’olandese non passò inosservata:
“Gli ho detto che lavoro solo con lui. Appena lui smette, mi fermo anch’io”.
E infatti, il futuro di Verstappen in Formula 1 resta un mistero: a Max la nuova Formula 1 non piace, non ne ha fatto mistero e ha dichiarato che questa pausa dalle gare potrebbe essere importante per lui, per decidere se vale ancora la pena continuare. Se deciderà di farlo, non è detto che prosegua con Red Bull. Tornando a Montoya, il colombiano sostiene infatti che il team austriaco ha sbagliato a non trattenere Lambiase, dal momento che era una garanzia per tenere ancora Verstappen nel team.
“È interessante perché ora avrà un ruolo più importante di quello che aveva o avrebbe potuto avere alla Red Bull -ha dichiarato ad AS Colombia- è anche un ruolo che Red Bull avrebbe potuto sapere di poter ottenere altrove. Non ne sono sicuro, ma guardando tutto ciò che ha realizzato, personalmente penso che sia un ruolo che la avrebbero sicuramente potuto dargli”.
Invece, non riuscendo a bloccare Lambiase, Red Bull ha aperto la porta a crescenti speculazioni secondo cui Verstappen lascerà la squadra prima della fine del 2028, quando scadrà il suo attuale contratto. Davanti al quattro volte iridato si apre quindi un bivio: lasciare la Formula 1, prendersi un anno sabbatico oppure passare in un’altra squadra.
“Toto Wolff ha sempre detto molto chiaramente che vuole Max nella sua squadra. Questa potrebbe essere l’opportunità perfetta per Verstappen. Red Bull è piuttosto lenta. Se resteranno così tutto l’anno, Max sicuramente cercherà una via d’uscita, un modo per andarsene il prima possibile”.
Il futuro di Verstappen, dunque, resta strettamente legato alla capacità della Red Bull di continuare a offrirgli un ambiente competitivo, solido e vincente. Se queste garanzie dovessero venire meno, è inevitabile che le grandi rivali possano inserirsi con sempre maggiore convinzione. Mercedes osserva, il paddock discute e il mercato si muove sotto traccia. Le dichiarazioni di Montoya non sono una sentenza definitiva, ma un campanello d’allarme che Red Bull non può ignorare. Perdere Lambiase significa molto più che lasciare andare via un ingegnere con tanta esperienza in un team rivale: potrebbe essere il primo passo verso un cambiamento epocale, capace di ridisegnare gli equilibri della Formula 1 nei prossimi anni.
In definitiva, le parole di Montoya fotografano un momento delicato per la Red Bull e aprono interrogativi che vanno ben oltre il semplice futuro di Gianpiero Lambiase. Quando una squadra perde figure centrali, il rischio non riguarda soltanto l’organizzazione interna, ma anche la fiducia dei propri pilastri. Ed è proprio qui che entra in gioco Max Verstappen, uomo simbolo del progetto e pilota attorno al quale il team ha costruito anni di successi straordinari.
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