F1 | McLaren, Aston Martin, Alpine, Ferrari: una poltrona per quattro

Nella nuova stagione si preannuncia una bella sfida per il terzo posto nel Mondiale costruttori

Il gradino più basso del podio iridato è un obiettivo che fa gola a diversi team
F1 | McLaren, Aston Martin, Alpine, Ferrari: una poltrona per quattro

Cosa aspettarsi dalla nuova stagione? Nulla di diverso, risponderebbero i tifosi e appassionati di Formula Uno che non intravedono nessun stravolgimento delle forze in pista in un 2021 che sarà praticamente la fotocopia del 2020. La Mercedes infatti sarà ancora una volta irraggiungibile e la Red Bull continuerà a limitare i danni “accontentandosi” della piazza d’onore alle spalle della Stella. Dietro a Brackley e Milton Keynes c’è la battaglia più interessante del campionato con McLaren, Aston Martin, Alpine e Ferrari pronte a contendersi il terzo posto nel Mondiale costruttori.

Vero, non sarà una sfida entusiasmante come quella per l’iride, ma in tempi di vacche magre bisogna sapersi anche accontentare. In attesa del nuovo regolamento tecnico/sportivo che, almeno sulla carta, dovrebbe ridare pepe alla competizione per il vertice. E allora andiamo ad analizzare team per team coloro che dovrebbero sfidarsi, il condizionale è più che mai d’obbligo in questi casi, per il gradino più basso del podio iridato.

MCLAREN. Visto il terzo posto conquistato lo scorso anno, sono i favoriti a bissare il risultato dello scorso anno. Sono oramai lontani i tempi in cui Woking faceva letteralmente fatica  a centrare un risultato degno in qualifica e in gara. Forte di una ristrutturazione tecnica, che ha portato le persone giuste nei posti focali della gestione sportiva, la McLaren è risorta dalle proprie ceneri come l’araba fenice, tornando così a recitare un ruolo importante in griglia. In questa stagione sarà chiamata a consolidare quanto di buono fatto nel 2020. Tra le armi a disposizione del team britannico ci saranno la power unit Mercedes, che dovrebbe garantire prestazioni più alte rispetto a quella Renault, e il talento di Daniel Ricciardo. Un mix che in teoria dovrebbe essere vincente.

ASTON MARTIN. Lo storico marchio britannico, che ha rilevato le strutture e la scuderia della Racing Point, è una delle novità che caratterizzeranno la nuova stagione. Forte della partnership con la Mercedes e dell’ingaggio del quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel, che garantirà maggiore esperienza al team che nella sua storia non ha mai nessun pluri-iridato in squadra, si candida ad essere una delle protagoniste del 2021. Le perplessità maggiori riguardano lo sviluppo della monoposto che, come accaduto negli scorsi anni, potrebbe tendere a plafonarsi dopo metà campionato. Se l’Aston Martin dovesse fare questo ulteriore step allora Lawrence Stroll & co potranno togliersi delle belle soddisfazioni. Non resta che attendere il riscontro della pista.

ALPINE. La Renault si è rifatta il look come l’Aston Martin, non solo dal punto di vista della livrea ma anche del nome. Ma non sono certamente i cambiamenti di colore e denominativi a fare andare più forte una vettura. Nell’ultima stagione la scuderia transalpina è cresciuta molto, cogliendo tre piazzamenti a podio che non centrava da diversi anni. Il quinto posto ottenuto lo scorso anno è certamente un buon punto di partenza per il 2021, ma serve quell’ulteriore passo in avanti per cercare di lottare costantemente per le posizioni nobili della classifica. Una mano, o forse più, in tal senso potrà darla Fernando Alonso tornato in Formula Uno dopo aver staccato la spina per qualche anno dedicandosi alle categorie di durata. Lo spagnolo è sicuramente il pilota adatto per questo genere di situazione e con il suo talento potrà andare a limare, come ha fatto anche in passato, quel gap che attualmente vige con la concorrenza.

FERRARI. La grande incognita della nuova stagione è proprio la Rossa. Dopo aver chiuso al sesto posto il Mondiale costruttori, era dal 1980 che non scendeva così in basso in classifica, la scuderia di Maranello è chiamata a voltare pagina nel 2021. Il regolamento pressoché identico a quello del 2020 non lascia intravedere ampi margini di miglioramento, con i due gettoni di sviluppo che saranno sfruttati per cercare maggiore stabilità al posteriore. Uno dei veri talloni d’Achille degli ultimi anni. Tra le note positive dovrebbe esserci il nuovo motore che sarà nuovo di zecca e non avrà nulla a che fare con quello montato sulla SF1000, depotenziata di cavalli dopo l’accordo siglato nell’inverno scorso con la Federazione. Basterà per risalire la china? Ma soprattutto per cercare di agguantare il terzo posto nei costruttori che si preannuncia essere l’obiettivo da centrare, come dichiarato dal team principal Mattia Binotto? Ai posteri l’ardua sentenza…

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