F1 | Hulkenberg racconta la chiamata di Szafnauer: “Ero a prendere un caffè a Colonia”

"All'inizio pensavo a uno scherzo", ha dichiarato il pilota tedesco

Hulkenberg ha chiuso il Gran Premio dell'Eifel in ottava posizione
F1 | Hulkenberg racconta la chiamata di Szafnauer: “Ero a prendere un caffè a Colonia”

In una chiacchierata concessa alle colonne di Auto Motor Und Sport, Nico Hulkenberg ha raccontato il folle sabato del Gran Premio dell’Eifel, undicesimo appuntamento di questo mondiale 2020 di Formula 1, sottolineando come la chiamata di Otmar Szafnauer sia arrivata durante una “rimpatriata” con un amico a Colonia. L’ex pilota della Renault stava infatti prendendo un caffè quando il Team Principal della Racing Point ha fatto squillare il suo telefono, avvertendolo della necessità di averlo in squadra per le qualifiche al ‘Ring.

Nico, ricordiamo, ha chiuso le tre sessioni ufficiali del sabato in ultima posizione, mentre alla domenica è riuscito a massimizzare le performance della RP20, chiudendo il Gran Premio dell’Eifel in ottava posizione. Un risultato straordinario se consideriamo il poco chilometraggio nel corso del week-end (Hulk è saltato in vettura solo nel corso della Q1).

“Venerdì ero con un collega a casa a Colonia”, ha affermato Nico Hulkenberg. “Stavamo prendendo un caffè quando ho visto squillare il telefono. Avevo già ricevuto un Whatsapp da Otmar Szafnauer che voleva sapere dove mi trovassi e se avessi il mio casco con me. Ho pensato, cosa sta scrivendo? Poi mi ha chiamato e ha detto che dovevo venire il prima possibile”.

“All’inizio pensavo a uno scherzo”, ha proseguito. “Non pensavo accadesse di nuovo. Ma mi ha detto che Lance non stava bene e che probabilmente non poteva guidare. In breve: dovevo raggiungerli. Volevo comunque andare al Nürburgring nel pomeriggio perché avevo qualche altro appuntamento lì. Il casco era già pronto. Quello era il mio casco Renault dell’anno scorso.

“I caschi rosa di Silverstone erano purtroppo parcheggiati a casa mia. Non mi aspettavo che sarebbero stati utilizzati di nuovo così rapidamente. La tuta? Da allora la squadra l’ha sempre tenuta con sé”, ha concluso.

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