F1 | Ferrari vince in piste selettive come Barcellona e Silverstone, non può essere un caso

La SF-26 può giocarsi il mondiale, ma è fondamentale avere una power unit in grado di lottare con la Mercedes

Lewis Hamilton è a 32 punti da Antonelli nella classifica mondiale, e dopo due affermazioni del genere la monoposto si candida come anti-Mercedes nelle due competizioni iridate. Ora ci sarà da soffrire a Spa, salvo poi giocarsi tutto con il nuovo motore
F1 | Ferrari vince in piste selettive come Barcellona e Silverstone, non può essere un caso

Il 2026 della Ferrari si è improvvisamente trasformato in un mondiale che può vedere la Scuderia di Maranello davvero protagonista in entrambi i fronti. La SF-26, sin dai test del Bahrain si è subito dimostrata come una monoposto solida, efficiente e in grado di affrontare al meglio le curve, grazie a un connubio telaio/aerodinamica probabilmente secondo a nessuno in questa primissima fase del nuovo regolamento. Hamilton e Leclerc hanno tra le mani una vettura diametralmente opposta come feeling, sensazioni e competitività al disastro guidato fino allo scorso dicembre, e obiettivamente risultava essere molto complicato poter fare peggio del progetto SF-25.

Una grande pecca, quantomeno fino ad ora è la power unit: il propulsore Ferrari è nel suo complesso meno potente di quello Mercedes, è ormai assodato, pur essendo più affidabile, e non poco, visto che di rotture a Maranello (potete fare tutti gli scongiuri che volete) non se ne sono viste. Al contrario, nella fabbrica di Brixworth stanno lavorando alacremente per migliorare una situazione che ha messo fuori gioco Russell e Antonelli in diversi momenti del mondiale fino a Barcellona.

La W17 si è pero scoperta un po’ fragile anche a livello strutturale, visto il problema al wheel shield avuto sulla monoposto di Kimi a Silverstone, ed è una situazione che a Brackley devono risolvere se vogliono avere la possibilità di competere con la Ferrari sotto ogni punto di vista.

Ferrari, non è (solo) questione di fortuna

Lo diciamo chiaramente: la Mercedes è nel complesso più forte, tra macchina e motore in molteplici occasioni non c’è stata partita, ad oggi quantomeno, ma le vittorie della SF-26 in due piste selettive come Barcellona e Silverstone non possono essere frutto soltanto del caso, del culo o di una Virtual Safety Car amica. La vettura rossa è finalmente competitiva, è in grado di stare là davanti e poter dire la sua, purtroppo in un anno in cui il regolamento tecnico fa più acqua che altro, dove il motore decide di piantarti a metà rettilineo se non hai fatto bene i calcoli matematici a priori, dove il talento del pilota purtroppo viene castrato spesso e volentieri.

Al di là di questa piccola ma doverosa parentesi, abbiamo assistito a due vittorie convincenti, la prima di Hamilton e la seconda di Leclerc, su tracciati molto impegnativi e storicamente non proprio amici della Ferrari, quantomeno nel recente passato. In Spagna la Scuderia di Maranello non vinceva dal 2013 con Fernando Alonso, tra l’altro alla sua ultima affermazione in carriera fino a questo momento, mentre in Gran Bretagna c’è stato qualche acuto, come quello di forza del 2018 con Vettel o quello un po’ più casuale di Sainz nel 2022, non tanto per la forza espressa dall’allora F1-75 in pista, quanto dalle modalità con le quali lo spagnolo vinse la sua prima in Formula 1, con il team capitanato da Mattia Binotto che di fatto defenestrò Leclerc, primo in quel momento e chiaramente in lotta per il mondiale.

Non divaghiamo: la SF-26 ha fatto la voce grossa in circuiti probanti, da sempre punto di riferimento per la bontà dei vari progetti. Così è sempre stata Barcellona, che quest’anno ha appurato come la monoposto di colore rosso sia forte. A Silverstone, la Ferrari avrebbe dovuto prendere sei o sette decimi al giro da Mercedes, Red Bull e McLaren. Sarebbe dovuta essere quarta forza, a giocarsi, bene che potesse andare, la sesta posizione, e invece dopo una partenza fulminea Leclerc ha dettato il passo fino alla sosta ai box.

Certo, va considerato il ritmo devastante di Antonelli, non si può certamente ignorare, ma anche se la gara fosse finita con Kimi davanti alle due Ferrari, sarebbe stato comunque un risultato più che positivo per la Scuderia di Maranello viste le previsioni nefaste della vigilia.

Ferrari può essere in lotta per il mondiale?

Lewis Hamilton è a 32 punti da Antonelli nella classifica mondiale, e sognare non costa nulla: la metodologia di lavoro portata dal sette volte iridato nel garage del Cavallino è lampante e anche a Silverstone ha dato i suoi frutti sin dal venerdì, aiutando anche Leclerc. Adesso a Maranello devono portare necessariamente un motore termico (e quindi una power unit nel suo complesso) degno di questo nome per potersela giocare in ogni tracciato, oltre che continuare ad aggiornare la monoposto aerodinamicamente di volta in volta.

Ci sarà da soffrire a Spa, sicuramente il tratto che va da Blanchimont fino a Les Combes, passando quindi per Eau-Rouge/Raidillon e Kemmel non sarà amico della SF-26, ma anche qui ci saranno molti fattori a farla da padrone, compresa l’affidabilità deleteria della Mercedes. Poi si va a Budapest, pista che potrebbe invece essere molto amica di Hamilton e Leclerc, per poi volare a Zandvoort dopo la pausa estiva e iniziare ad assaporare la nuova power unit che poi dovrà necessariamente fare la differenza a Monza.

Basterà? Non possiamo saperlo, sta di fatto che la Ferrari è tornata a competere ad alti livelli. Poi, per carità, potrebbe essere tutta una grande illusione, i tifosi del Cavallino ne sono abituati e assuefatti, ma vedere la Rossa lottare anche in un’annata particolarmente nefasta dal punto di vista regolamentare riaccende un pizzico di fascino che inevitabilmente in questa Formula 1 non esiste.

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