Formula 1 | Dall’Inghilterra sicuri: Verstappen in McLaren al posto di Piastri
Pronto un contratto triennale per il quattro volte campione del mondo. L'australiano prenderà il suo posto in Red Bull

Un’indiscrezione clamorosa potrebbe scuotere il mondo della Formula 1 in questa breve pausa che divide la gara di Silverstone vinta da Leclerc al prossimo appuntamento di Spa tra meno di due settimane. Max Verstappen sarebbe in procinto di firmare un contratto con la McLaren, dando seguito alle voci insistenti dei giorni precedenti al Gran Premio d’Austria. Stando a quanto riportato dalla stampa britannica, si parla ormai di colloqui giunti alle battute conclusive, un’operazione sotterranea che sta andando avanti da mesi nonostante i continui tentativi di Zak Brown di gettare acqua sul fuoco. L’olandese ha deciso di muoversi e sta definendo gli ultimi dettagli di un passaggio che ridefinirà completamente gli equilibri della griglia.
La clausola d’uscita: come il ko di Silverstone ha liberato l’olandese
Il ritiro di Silverstone, causato dal cedimento strutturale dell’ala posteriore della sua RB22, non ha soltanto rovinato la gara di Verstappen ma ha fatto saltare i piani a lungo termine della Red Bull. Quel pesante zero in classifica ha reso matematicamente impossibile per il campione del mondo occupare una delle prime due posizioni della classifica piloti prima della pausa estiva.
Questa condizione specifica era l’unico vincolo che permetteva al team di bloccare la clausola rescissoria presente nel contratto di Max, originariamente vincolato fino al 2028. Libero da impegni formali, Verstappen ha ora il coltello dalla parte del manico.
I vertici di Milton Keynes avevano annusato il pericolo già a giugno, convocando il pilota per un vertice straordinario a cui hanno preso parte gli azionisti di riferimento Mark Mateschitz e il thailandese Chalerm Yoovidhya. La proposta della squadra era semplice: eliminare la clausola d’uscita per il 2027 offrendo in cambio una gigantesca compensazione economica.
Il secco rifiuto di Verstappen ha però irrigidito i rapporti interni. Da quanto filtra dall’Olanda, Mateschitz si sarebbe indispettito al punto da considerare concluso il ciclo di Max nel team, scontrandosi con la linea più prudente del CEO Oliver Mintzlaff, che spingeva per un rinnovo blindato fino al 2030. Con la scadenza per esercitare la clausola fissata per il giorno successivo al Gran Premio d’Ungheria, i tempi sono strettissimi. Se l’affare con Woking dovesse saltare (ma sembra improbabile), l’entourage del pilota non esclude persino un anno di stop o l’addio definitivo alla Formula 1.
Fuga da Milton Keynes: la fine dell’era Red Bull
Una situazione che Verstappen non riesce più a tollerare, ma se prima si pensava che potesse non esserci alcuna possibilità di andare altrove, lo smantellamento tecnico della Red Bull ha accelerato i tempi. L’olandese è semplicemente stufo dei continui addii dal team di Milton Keynes. L’ultima perdita in ordine di tempo è quella di Paul Monaghan, ingegnere capo ormai destinato alla Cadillac, un addio parecchio rumoroso che certifica ancora una volta la fine di un’era.
A questo si aggiunge la decisione di Gian Piero Lambiase. Lo storico ingegnere di pista di Max ha già pianificato il suo addio a Milton Keynes a fine stagione. Dopo il necessario periodo di stop forzato, si trasferirà proprio a Woking. Per un pilota cresciuto e protetto in quell’ambiente fin dal 2016, vedere crollare i propri punti di riferimento tecnici ha rappresentato il punto di rottura definitivo.
La McLaren offre non solo stabilità, ma anche la presenza di vecchie conoscenze come il direttore tecnico Rob Marshall, altro ex pilastro Red Bull, e una prospettiva futura per Lambiase che molti vedono già proiettato verso il ruolo di Team Principal nel dopo-Stella.
Il crollo di Piastri e le “papaya rules” di Woking
Con la Mercedes fuori dai giochi e intenzionata a proseguire con la coppia formata da George Russell e Kimi Antonelli, la McLaren rappresenta l’unica vera alternativa per vincere. Le porte di Woking sembrano essere più aperte che mai: Oscar Piastri infatti è scontento del trattamento ricevuto dal team a partire dalla gara di Monza dello scorso anno, quando per un ordine di scuderia fu costretto dalla squadra a lasciare strada a Lando Norris, fermatosi dopo di lui ai box ma con un pit-stop lento. Per la McLaren le papaya rules venivano prima di ogni cosa, nonostante l’australiano fino a quel momento avesse doomed di averne di più del suo compagno di box.
Ebbene, da quel momento qualcosa è cambiato in Piastri, quel fare glaciale che tutti credevamo potesse avere è svanito nel nulla, ha subito nettamente il contraccolpo psicologico e lo si è visto sia nel finale della scorsa stagione, dove pur chiudendo terzo aveva perso la leadership iniziale, che all’inizio di questa, certamente più difficile per la McLaren con il nuovo regolamento e una power unit Mercedes tutt’altro che efficiente sulla MCL40. Il sesto posto attuale in classifica rende Piastri vulnerabile alle clausole di rendimento in mano al team.
Scambio diretto e destini incrociati: Sainz resta al palo
Da qui potrebbe partire quello che sarebbe a tutti gli effetti uno scambio, perché Verstappen andrebbe a vestirsi di papaya, mentre Piastri farebbe il percorso inverso andando in Red Bull. Per l’olandese la McLaren rappresenta anche l’opportunità di coronare il sogno di correre nel mondiale WEC con le Hypercar, un progetto globale che Red Bull non ha mai potuto assecondare fino in fondo. Woking sta preparando un accordo triennale blindato e a Milton Keynes si attendono annunci importanti già nei prossimi giorni.
Nessun effetto domino, quindi, che avrebbe potuto coinvolgere qualche pilota in cerca di un sedile importante per l’anno prossimo, come per esempio Carlos Sainz, il quale si dovrà accontentare o ancora della Williams o di un altro team comunque di basso rango e non certamente in grado di lottare per il titolo mondiale come lo spagnolo vorrebbe. Lo scambio Verstappen-Piastri congela di fatto il mercato dei top team, definendo le gerarchie per la prossima stagione e lasciando i piloti esclusi a contendersi le briciole della seconda metà della griglia.
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