F1 | Verstappen, il futuro si complica: le opzioni si riducono

Mercedes e McLaren sembrano ormai aver chiuso le porte

F1 | Verstappen, il futuro si complica: le opzioni si riducono

Il futuro di Max Verstappen continua a essere uno degli argomenti più caldi del paddock di Formula 1. Dopo il difficile fine settimana di Silverstone, le indiscrezioni sul campione del mondo si moltiplicano, alimentate da una situazione sempre più complicata all’interno della Red Bull.

L’olandese ha lasciato il Gran Premio di Gran Bretagna profondamente deluso dopo il secondo cedimento consecutivo dell’ala posteriore, un problema che si aggiunge a un weekend già caratterizzato da tensioni con la squadra. Verstappen avrebbe infatti chiesto di montare una nuova power unit, accettando di partire dalla pit lane, ma la richiesta sarebbe stata respinta dal team. Al termine della gara non ha nascosto il proprio stato d’animo, arrivando ad affermare di voler soltanto “tornare a casa e dimenticare la Formula 1”.

Nel frattempo, nuove indiscrezioni rilanciate dalla stampa italiana, in particolare da “La Gazzetta dello Sport”, parlano di un tentativo di avvicinamento tra Verstappen e Mercedes che non avrebbe però trovato sviluppi concreti. Secondo il quotidiano, il quattro volte campione del mondo si sarebbe detto disposto anche a ridurre il proprio ingaggio fino a circa 50 milioni di euro a stagione pur di siglare un contratto triennale, ma la casa di Stoccarda avrebbe deciso di non procedere. Anche McLaren, almeno allo stato attuale, non rappresenterebbe una destinazione praticabile, avendo già definito la propria line-up per il futuro.

Sul fronte tecnico, il team principal Laurent Mekies non ha escluso la possibilità di abbandonare il nuovo concetto di ala posteriore, soprannominato “Macarena”, introdotto nel corso della stagione. Dopo i due cedimenti ravvicinati, la Red Bull sta infatti valutando tutte le possibili soluzioni.

Laurent Mekies: “Max ha ragione a non essere soddisfatto”

“Faremo tutto il necessario per garantire la massima sicurezza”, ha spiegato Mekies. “È ancora troppo presto per capire se il problema dipenda dal concetto stesso o da altri fattori, ma analizzeremo ogni dettaglio e non escludiamo alcuna opzione, compreso il ritorno alla configurazione precedente.”

Il dirigente francese ha inoltre compreso la frustrazione del proprio pilota: “Ha ragione a non essere soddisfatto”, ha ammesso.

Le difficoltà della Red Bull, tuttavia, non sembrano limitarsi all’aerodinamica. Anche la nuova power unit sviluppata insieme a Ford continua a mostrare limiti nella guidabilità, soprattutto sui circuiti dove la gestione dell’energia è determinante.

Interrogato sulla competitività del motore Red Bull-Ford, Verstappen ha preferito non sbilanciarsi: “Forse è meglio che non risponda”, ha dichiarato con un sorriso amaro, aggiungendo poi che “nei tracciati dove si è molto limitati dal punto di vista energetico sembriamo soffrire un po’ di più”.

A complicare ulteriormente il quadro ci sarebbero anche alcune dinamiche interne al team. Secondo il giornalista olandese Erik van Haren, il previsto passaggio dello storico ingegnere di pista di Verstappen, Gianpiero Lambiase, alla McLaren avrebbe creato un clima di crescente diffidenza. Pierre Waché, direttore tecnico della Red Bull, avrebbe infatti ridotto la condivisione di informazioni con il britannico per il timore che possano finire, in futuro, nelle mani della concorrenza.

Sempre secondo le stesse indiscrezioni, Aston Martin e Cadillac continuerebbero inoltre a corteggiare numerosi membri dello staff Red Bull, proponendo offerte economiche decisamente più elevate nel tentativo di rafforzare le rispettive strutture in vista delle prossime stagioni.

Tra problemi tecnici, tensioni interne e un mercato piloti ancora tutto da definire, il momento della Red Bull appare sempre più delicato. E il futuro di Max Verstappen, almeno per ora, resta avvolto nell’incertezza.

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