F1 | Calendario 2027: Melbourne non sarà gara inaugurale in caso di forfait del Bahrain, spazio alla Cina

Lo conferma Travis Auld, CEO dell'Australian Grand Prix Corporation: "I nostri cantieri hanno scadenze precise"

La Formula 1 affronta un rebus logistico per le tensioni in Medio Oriente, con ripercussioni su fine 2026 e inizio 2027. Imola è riserva per chiudere questo campionato; Melbourne ha rifiutato di anticipare a marzo per problemi logistici, confermando aprile. In emergenza, Shanghai resta l’unica opzione per l’apertura del prossimo mondiale
F1 | Calendario 2027: Melbourne non sarà gara inaugurale in caso di forfait del Bahrain, spazio alla Cina

La Formula 1 sta avendo i suoi bei problemini per capire dove chiudere questo mondiale. La guerra in Medio Oriente non accenna a placarsi, ma Qatar e Abu Dhabi stanno spingendo per far correre comunque nei luoghi prestabiliti le due gare finali del 2026. Imola, come vi abbiamo riportato ieri, resta alla finestra e aspetta, e nel frattempo Ferrari e Racing Bulls, insieme a Pirelli, hanno svolto due giornate di test gomme 2027 proprio nel tracciato in riva al Santerno, con l’Autodromo che si sta “facendo” bello per ospitare nuovamente la Formula 1. Nulla è deciso, ed entro le prossime due settimane ne sapremo certamente di più, anche perché i team e gli addetti ai lavori devono organizzare viaggi e quant’altro.

L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari ha intanto riaperto la pista per delle sessioni di test Pirelli con Ferrari e Racing Bulls, confermando al contempo la piena disponibilità a subentrare nel caso in cui le condizioni di sicurezza nel Golfo Persico dovessero precipitare definitivamente. Il lavoro svolto in pista dalle vetture di Maranello e di Faenza ha pure riacceso i riflettori su una pista che non ha mai nascosto l’ambizione di rientrare in pianta stabile nel calendario iridato (anche nel 2027 è stata esclusa, ma era già ampiamente previsto, ndr).

Per Liberty Media e per la FIA si tratta di un rompicapo di non facile risoluzione, dove gli impegni contrattuali milionari stretti con i promoter arabi si scontrano con evidenti criticità logistiche e di sicurezza globale.

I nodi per i due organi però non finiscono qui: nel 2027, le prime tappe del mondiale sono previste proprio in Medio Oriente, con il Bahrain scelto sia come sede dei test dal 24 al 27 febbraio che come gara inaugurale a metà marzo, con spostamento in Arabia Saudita la settimana successiva. Dopodiché, il calendario prevede Australia, Giappone e Cina. È notizia certa di queste ore, ma era già risaputo, che se malauguratamente i primi due appuntamenti dovessero saltare per via della guerra, Melbourne non sarà la gara inaugurale in alcun modo, e a quel punto dovrebbe essere Shanghai, in via del tutto eccezionale, la prima tappa del campionato.

Il “no” secco di Melbourne e l’ostacolo dei cantieri all’Albert Park

L’ipotesi di aprire il mondiale 2027 con il Gran Premio d’Australia è ormai esclusa. I responsabili di Melbourne hanno confermato la volontà di mantenere la collocazione di inizio aprile prevista nel primo schema della Formula 1. La bozza del calendario 2027, pubblicata nei giorni scorsi, pone in apertura Bahrain e Arabia Saudita. Di fronte a questo scenario era stato ipotizzato un piano B: se le gare mediorientali fossero state impossibili, la F1 avrebbe potuto anticipare Melbourne a marzo, restituendole, come da tradizione salvo alcune eccezioni, il ruolo di gara inaugurale.  

A bloccare questa opzione sono i lavori di ammodernamento del paddock e dei box all’Albert Park. L’avanzamento dei cantieri impone una tabella di marcia rigida che non lascia spazio ad anticipi. Travis Auld, CEO della Australian Grand Prix Corporation, ha ribadito la posizione ferma dell’organizzazione australiana, sottolineando le ragioni che impediscono di cambiare le date.

“Il nostro slot è ufficialmente programmato per il fine settimana dall’1 al 4 aprile – ha spiegato Auld rendendo noti i vincoli insormontabili dell’impianto cittadino -. Alle nostre spalle abbiamo un cantiere di enormi dimensioni legato a scadenze molto precise. Di conseguenza, la nostra presenza in quelle date è del tutto vincolata. Reputo estremamente complesso, se non del tutto irrealizzabile, un cambio di collocazione a questo punto dell’opera”.

Oltre agli aspetti di cantiere, la scelta di correre all’inizio di aprile risponde alle precise esigenze logistiche e commerciali del promoter locale: la data coincide con la chiusura delle scuole per le vacanze di primavera, elemento fondamentale per garantire il massimo afflusso di pubblico sugli spalti e per massimizzare il ritorno economico dell’intera operazione. Spostare la manifestazione a marzo significerebbe non soltanto stravolgere la pianificazione dei lavori infrastrutturali dei box, ma pure rinunciare a una fetta consistente di spettatori e famiglie che affollano abitualmente l’impianto durante le festività scolastiche.

Shanghai diventa l’unica alternativa per l’avvio del mondiale

Sullo sfondo delle possibili riorganizzazioni resta ora da capire quale sarà il destino del Gran Premio di Cina, provvisoriamente inserito come quinto evento il 18 aprile a chiusura della tripletta asiatica con Australia e Giappone. Qualora la Formula 1 si trovasse nella necessità di dover individuare una nuova sede per far scattare il campionato lontano dal Medio Oriente, il tracciato di Shanghai diventerebbe la principale alternativa da valutare. Il rifiuto categorico espresso dagli australiani costringe infatti i vertici del Circus a rivedere l’intera architettura della prima fase della stagione, trasformando l’appuntamento cinese da semplice tappa primaverile a potenziale perno dell’intero inizio di campionato.

Shanghai, con infrastrutture collaudate e flessibilità, è l’unica opzione concreta per evitare ritardi nel mondiale 2027: Bahrain e Arabia Saudita sono a rischio per la guerra, Melbourne è bloccata dai lavori. Servono decisioni che FIA e Liberty Media devono prendere per riorganizzare, nel caso, la logistica.

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