F1 | Tensioni Ferrari? Hamilton chiarisce: “Voglio spronare le persone che lavorano con me”
"Non ho mai chiesto che qualcuno del mio team fosse sostituito", ha detto il campione britannico

Continuano le tensioni all’interno dell’ambiente Ferrari. Anche al Madring, la Scuderia di Maranello ha dovuto fare i conti con un ritiro, quello di Hamilton, dovuto a un problema all’impianto frenante che ha messo fuori gioco il sette volte iridato dopo appena sei giri e con la possibilità di giocarsi quantomeno il podio nel nuovo tracciato spagnolo. Dall’altra parte del box, Charles Leclerc è arrivato quarto dopo uno stint magistrale con le hard e condotto per larga parte in testa, ma con l’obbligo del cambio mescola è poi dovuto rientrare alla fine ai box per montare la soft.
Una mossa strategica volta soltanto all’ingresso di un’ulteriore Safety Car, Virtual o bandiera rossa che però non è arrivata. Alla Ferrari serviva come il pane un risultato importante dopo la debacle incredibile di Monza, e che ha messo ulteriore pressione al team principal Fred Vasseur. Sembra che all’interno del team, stando a quanto riportato dai principali giornali nazionali, ci siano dei malumori continui da parte di Hamilton, e il rapporto con il manager francese, il quale ha fortemente voluto l’arrivo dell’ex Mercedes a Maranello, non sembra essere più così idilliaco.
Già a Monza avevamo avvertito una cosa simile: Lewis chiede di fatto un cambio rotta nella gestione della squadra che però sembra fatichi ad arrivare, con il campione britannico che in quasi ogni intervista non lesina parole dolci (la famosa carota) nei confronti del team per il passo avanti fatto nella metodologia di lavoro nell’ultimo anno e mezzo, ma dall’altra parte tende a usare parecchio anche il bastone, parlando di regole di ingaggio e quant’altro, un qualcosa che dovrebbe essere regolarizzato per marciare tutti in un’unica direzione.
Fazioni interne, voci di paddock e la posizione della dirigenza
Le indiscrezioni pubblicate da La Gazzetta dello Sport e Il Corriere dello Sport descrivono un confronto serrato tra il sette volte campione del mondo e Fred Vasseur. Hamilton chiede un diretto coinvolgimento nelle scelte operative e modifiche sostanziali negli assetti del personale di pista, ritenute indispensabili per elevare la reattività del muretto nei momenti chiave del weekend di gara.
Di contro, il manager francese difende la struttura esistente, sostenendo la necessità di focalizzare le risorse sul pacchetto prestazionale complessivo della vettura anziché stravolgere la catena di comando a stagione in corso. A complicare il panorama contribuiscono le divergenze nelle linee di comunicazione adottate dalla dirigenza rispetto alle dichiarazioni pubbliche dei piloti.
In questo scenario, il presidente John Elkann adotta una linea di attesa e valutazione, monitorando la situazione senza interventi diretti. La prolungata assenza di decisioni alimenta inevitabilmente le speculazioni del paddock su possibili stravolgimenti futuri dell’organigramma aziendale. Nonostante le turbolenze mediatiche e il clima di incertezza, Vasseur mantiene la rotta programmata per completare lo sviluppo della monoposto di quest’anno, consapevole che solo una serie di risultati positivi nel finale di campionato potrà stabilizzare l’ambiente e garantire continuità al progetto in vista di un 2027 che dovrà vedere la Ferrari protagonista (un discorso trito e ritrito, ne siamo consapevoli, ndr).
La replica di Hamilton: la smentita social e il richiamo al gruppo
A fronte del dilagare di voci relative a presunti ultimatum e spaccature irreparabili con la gestione di Vasseur, è arrivata la presa di posizione diretta del pilota britannico, intenzionato a spegnere sul nascere le ricostruzioni delle ultime ore, ritenute prive di fondamento. Attraverso i propri canali social, Hamilton ha affidato alle parole scritte la propria versione dei fatti, rivendicando la totale coerenza della propria leadership e la fiducia riposta nei colleghi.
“Ho visto alcune delle notizie che sono uscite e voglio chiarire la situazione qui – ha dichiarato apertamente il britannico per spazzare via ogni dubbio circa il proprio atteggiamento verso il reparto corse di Maranello -. Non ho mai chiesto che qualcuno del mio team fosse sostituito. Chiunque lavori con me lavora duro ogni giorno, e la loro dedizione è ciò che ci fa andare avanti”.
L’inglese ha voluto così precisare che l’atteggiamento critico emerso nelle ultime uscite non vada interpretato come uno scontro personale contro Vasseur o i singoli tecnici, bensì come uno stimolo costante volto a raggiungere gli standard necessari per competere ai vertici della categoria.
“Cerco sempre di dare forza e valorizzare le persone affinché siano la versione migliore di se stesse o, almeno, vedano il meglio in loro stesse – ha proseguito il campione inglese -. Potrei non riuscirci sempre, ma è la mia intenzione ed è ciò che sono qui per fare. Lavoriamo tutti insieme e questo continuerà”.
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