F1 | Chiedimi se sono felice, Vettel e quella malinconia da spazzare via

Per il ferrarista il 2018 è una stagione da lasciarsi alle spalle quanto prima

F1 | Chiedimi se sono felice, Vettel e quella malinconia da spazzare via

E’ l’ultima in assoluto di Fernando Alonso, è l’ultima di Kimi Raikkonen con la Ferrrari, questa Abu Dhabi è insomma una tappa significativa e non poco per la storia della F1. E’, ma ormai conta meno, anche l’ultimo atto di una stagione lunghissima, divisibile in un prima e un dopo (per la Ferrari), in un sogno toccato con mano e in un crollo verticale, senza appello.

E’ anche l’ultima gara di una delle peggiori stagioni di Sebastian Vettel. E stride scriverlo ripensando alle pole e alle cinque meritate vittorie. Ma preoccupano l’eclissi estiva e l’ingorda penombra che ha fagocitato la luce e lo smalto di Seb, che ci hanno consegnato negli ultimi questo campione ormai avvolto in un velo di malinconia, quasi arresosi all’impossibilità di invertire un andamento diventato orribile, tra prestazioni claudicanti della monoposto ed errori di guida (quasi) inspiegabili.

Per Vettel l’imperativo, categorico ed improrogabile, è voltare pagina. E’ affacciarsi alla nuova stagione depennando la seconda metà del 2018, ritornare entusiasti e in forma. Sembra però esserci sempre un detto e non detto da parte di questo campione eppure così genuino e trasparente, un malessere di fondo che traspare ma resta confinato (e giustamente) nell’io più profondo.

Sono indizi disseminati qua e là. Dopo il GP del Messico Seb disse che c’era qualcosa da risolvere in inverno, non è nostro diritto sapere se parlava di problemi di natura personale o con il team, nel giovedi di Abu Dhabi, ai microfoni di Sky Sport il tedesco ha detto: “Non ho ancora pensato a come ripartire dopo una stagione così difficile, credo però sia importante ripartire felici”. Come se ci fossero pensieri ad affastellare la mente, non più sgombra come nei tempi migliori. E in uno sport dove concentrazione e dedizione sono componenti fondamentali, anche una piccola carenza di serenità puà rovinare tutto. Basti ricordare Lewis Hamilton nel 2011, stesso talento ma lontano parente del dominatore serafico di oggi.

Più che i mancati sviluppi, più che i testacoda, è proprio questa improvvida e tangibile ombra che avvolge Vettel a dover essere esorcizzata, allontanata, dimenticata. Non sapremo mai le cause, ma Seb nella sua sincerità ha fatto capire di non aver vissuto il momento più allegro della sua carriera. Chissà quanto avrà inciso nel complesso, ma una cosa è certa: a Melbourne chiedetegli se è felice, e occhio alla risposta…

Antonino Rendina


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