F1 GP Ungheria | Ferrari, Leclerc: “Qualifiche fondamentali qui, sorpassare non sarà facile”

"La modalità sorpasso potrebbe essere anche meno efficace del vecchio DRS", ha detto Charles

Charles Leclerc si presenta all'Hungaroring forte del successo di Silverstone e del secondo posto di Spa-Francorchamps, confermando il ritrovato feeling con la SF-26 dopo le difficoltà incontrate tra Miami e Zeltweg. Sulla carta il tracciato magiaro favorisce la Rossa grazie alle doti di grip meccanico e bilanciamento a centro curva, riducendo l'impatto dei deficit a livello di power unit
F1 GP Ungheria | Ferrari, Leclerc: “Qualifiche fondamentali qui, sorpassare non sarà facile”

da Budapest, Ungheria

Un sorridente Charles Leclerc si è presentato nel giovedì dell’Hungaroring, forte di due risultati importanti come la vittoria a Silverstone e il secondo posto conquistato a Spa. La Ferrari, sulla carta, può dire la sua nel tracciato magiaro, il quale non richiede uno sforzo importante alla power unit e l’aerodinamica della monoposto farà certamente la differenza. Il monegasco è visibilmente più sereno, conscio di aver risolto i tanti problemi che lo hanno afflitto da Miami a Zeltweg.

L’importanza dell’esecuzione e il confronto con la Mercedes

Le prestazioni superiori alle attese registrate nel Gran Premio del Belgio non derivano da improvvisi stravolgimenti tecnici della SF-26, quanto da un’ottimizzazione del pacchetto a disposizione. La natura estrema delle monoposto 2026 punisce severamente ogni minima imprecisione di configurazione, rendendo l’assetto operativo il fattore discriminante del rendimento in pista.

“È stata tutta una questione di esecuzione – spiega Leclerc analizzando il podio nelle Ardenne -. Queste vetture sono così sensibili che, quando anche un solo dettaglio è fuori posto, la differenza in pista diventa enorme. Nelle ultime due gare abbiamo lavorato benissimo, ottimizzando ogni singolo elemento della macchina. Personalmente continuo a ritenere la Mercedes il punto di riferimento e sarà molto difficile batterli nel giro secco in qualifica”.

“Questo tracciato dovrebbe adattarsi meglio alla nostra vettura: la nostra forza principale risiede nel bilanciamento a centro curva e nel grip meccanico, elementi fondamentali a Budapest. Se ti trovi anche solo leggermente fuori dalla finestra di utilizzo, come a Monaco, perdi molto di più di quanto i punti di forza della macchina possano farti guadagnare. Dobbiamo concentrarci sulla preparazione per indovinare assetto ed erogazione dell’energia”.

Algoritmi, deployment e la frustrazione della guida moderna

La gestione delle nuove power unit 2026 ha introdotto dinamiche complesse in cui la componente software incide pesantemente sulla prestazione pura. Il bilanciamento tra l’azione del pilota sul pedale dell’acceleratore e la mappatura di scaricamento della batteria genera spesso risposte controintuitive sul tempo sul giro, penalizzando lo stile di guida istintivo.

“La difficoltà con queste vetture sta nell’elevatissimo numero di variabili: non è come in passato, quando guardavi i dati e capivi subito dove intervenire. Se modifichi la guida ma la mappatura va nella direzione opposta, finisci per stare molto peggio. Non concordo sul fatto che guidare in modo estremamente aggressivo funzioni con la nostra vettura. Anzi, spingere al limite assoluto è meno premiante rispetto al passato: ogni volta che esageri o generi uno slittamento delle ruote, sprechi energia della batteria senza avanzare”.

“Tutto ciò rende la guida meno pura, trasformandola in un gioco di gestione. In Q3 a Spa ho fatto un’ottima Curva 1 guadagnando un decimo e mezzo, ma ne ho persi due e mezzo sul rettilineo successivo per via dell’erogazione, ritrovandomi più lento pur avendo guidato meglio. È una situazione comune a tutti, dobbiamo solo massimizzare ciò che abbiamo”.

Autocritica sul duello con Piastri e la gestione dei dati

L’analisi del fine settimana belga ha lasciato spazio anche alla revisione dei momenti più tesi della corsa, in particolare il contatto con la McLaren di Oscar Piastri durante le fasi di difesa della posizione nel rettilineo del Kemmel.

“Dalla macchina cerco sempre di spingermi al limite, ma con Oscar sono andato un po’ oltre. È un modo di correre azzardato che non voglio adottare sempre, anche perché alla fine è rischioso per me stesso. Cerchi sempre di lasciare il minimo spazio indispensabile, ma in quel caso è stato un po’ troppo”.

Per evitare deviazioni sull’assetto ideale durante i weekend di gara, l’attività del pilota si intreccia costantemente con il lavoro di simulazione svolto a Maranello: “Essere supportati da così tante persone in fabbrica aiuta moltissimo a stabilire le priorità. Quando guardo i dati cerco di concentrarmi sui punti in cui perdo di più come guida, mentre a casa analizzano ogni singola inefficienza legata alla strategia della power unit. Mi fido del processo: facciamo un debrief approfondito prima di salire in macchina per capire esattamente cosa fare e cosa evitare”.

Qualifiche decisive e le difficoltà di sorpasso all’Hungaroring

La conformazione tortuosa dell’Hungaroring, unita alle caratteristiche tecniche delle vetture attuali, sposta l’asse decisivo del fine settimana sulla sessione di qualifica del sabato. La minore efficacia dei sistemi di accumulo e spinta sul dritto riduce le opportunità di recupero durante la gara di domenica.

“Penso che sorpassare sarà complicato, perché su questa pista la modalità di sorpasso non è così incisiva: credo sia persino meno efficace di quanto non fosse il vecchio DRS – conclude Leclerc -. Di conseguenza sarà difficile vedere molti duelli e stravolgimenti in gara. Un pilota davvero veloce deve sapersi adattare rapidamente a qualsiasi macchina, ma questo regolamento aggiunge un pizzico di imprevedibilità. Sabato sarà fondamentale mettere tutto insieme”.

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