F1 GP Ungheria | Rivoluzione Aston Martin a Budapest, Newey: “Risultati promettenti”

La soddisfazione di Alonso: "Macchina più incollata all'asfalto, è andata come ci aspettavamo"

L'Aston Martin si presenta al Gran Premio d'Ungheria con un pacchetto di ben sedici aggiornamenti sulla AMR26, trasformando radicalmente la vettura nel primo vero step di sviluppo curato da Adrian Newey. Il venerdì dell'Hungaroring ha mostrato due volti distinti: un cedimento improvviso alla sospensione posteriore sinistra ha bloccato Lance Stroll nelle FP1, impedendogli di girare per il resto della giornata, mentre Fernando Alonso ha completato il programma raccogliendo dati incoraggianti
F1 GP Ungheria | Rivoluzione Aston Martin a Budapest, Newey: “Risultati promettenti”

da Budapest, Ungheria

L’Aston Martin si è presentata all’Hungaroring con ben sedici aggiornamenti sulla AMR26. Di fatto, la vettura è completamente nuova rispetto a quella vista ad inizio campionato: un pacchetto di modifiche imponente fortemente voluto da Adrian Newey per invertire la rotta. Il venerdì magiaro ha però messo subito a nudo i limiti di affidabilità della squadra. Nelle FP1, la sospensione posteriore sinistra di Lance Stroll, una delle parti più estreme della nuova monoposto, ha ceduto improvvisamente, costringendo il canadese a parcheggiare la vettura e a saltare l’intera giornata di lavoro, comprese le FP2.

È andata decisamente meglio a Fernando Alonso, tredicesimo nella prima sessione e diciannovesimo nella seconda. Il distacco dai top team rimane molto ampio ed era impensabile ipotizzare un recupero immediato verso le posizioni di vertice. Lo spagnolo e i tecnici di Silverstone, però, possono ora guardare con motivazione ai prossimi step.

Il giallo della sospensione di Stroll

L’inconveniente tecnico sulla vettura di Stroll ha congelato i piani del box per gran parte del venerdì. In conferenza stampa a Budapest, Adrian Newey ha fatto il punto sull’accaduto, spiegando l’origine del guasto e le difficoltà operative legate ai componenti di scorta.

“Tutti nel box hanno lavorato per comprendere cosa sia andato storto sulla vettura di Lance – ha spiegato il genio inglese dell’Aston Martin -. L’area interessata dalla rottura in realtà non era stata modificata rispetto alle gare precedenti. Siamo a corto di pezzi di ricambio perché le carenature e altri elementi del pacchetto sono differenti, dunque avevamo piccole modifiche di contorno in quella zona. In questo senso il cedimento è stato del tutto inaspettato. Fino a quando non avremo un quadro chiaro sulla genesi del problema sarà difficile aggiungere altro”.

Alonso ritrova il feeling: “La macchina è più incollata all’asfalto”

Nonostante il cronometro delle FP2 veda Alonso in diciannovesima piazza, la prestazione dello spagnolo è stata fortemente penalizzata dall’interruzione con bandiera rossa e dal traffico incontrato nei minuti finali. L’analisi della telemetria e il comportamento dinamico della AMR26 offrono spunti ampiamente positivi.

“Mi sento bene – ha dichiarato Fernando al termine del venerdì -. Abbiamo riscontrato esattamente ciò che ci aspettavamo in termini di numeri e correlazione dati, un fattore estremamente incoraggiante sia per la vettura del 2027 sia per il prosieguo di questa stagione. C’è ancora molto lavoro da fare, ma questo è il primo passo per aiutarci a crescere. In curva riusciamo ad uguagliare il ritmo dei primi del gruppo di mezzo, che rappresenta la nostra priorità immediata”.

“La vettura si sente più incollata all’asfalto ed è più prevedibile quando si gestisce l’aderenza in percorrenza. Abbiamo ancora molta strada da fare partendo da dietro e dobbiamo trovare prestazioni sia dal telaio sia dal motore, ma siamo nella direzione giusta”.

Alonso ha poi posto l’accento sul potenziale inespresso nella simulazione di qualifica: “La bandiera rossa e il traffico hanno reso difficile estrarre il massimo dai giri lanciati, ma è una condizione che ha riguardato un po’ tutti. Studieremo l’assetto, che potrebbe rivelarsi molto diverso rispetto alle ultime uscite. C’è ulteriore margine da estrarre”.

La filosofia di Newey e la rincorsa aerodinamica

La rivoluzione della AMR26 non si esaurisce con l’appuntamento dell’Hungaroring. Newey ha chiarito la matrice tecnica di questi aggiornamenti, contestualizzando i ritardi di sviluppo accumulati ad inizio stagione a causa della transizione nella nuova galleria del vento di Silverstone.

“Si tratta a tutti gli effetti di un’evoluzione aerodinamica – ha puntualizzato Newey -. Il telaio è lo stesso, il layout è immutato e la sospensione anteriore non è cambiata. Avevamo pochissimo tempo per la ricerca prima del lancio della vettura a febbraio e siamo arrivati in ritardo su tutto. Abbiamo preso la decisione di attendere un paio di settimane in più per avere la nostra galleria del vento operativa a Silverstone, piuttosto che iniziare a lavorare a Brackley per un periodo brevissimo. È stato un lungo processo di ricostruzione. I risultati provvisori visti oggi sono promettenti: questo è solo il primo step, avremo ulteriori novità a Zandvoort e successivamente tra Monza e Baku”.

Sulla gestione del gruppo e la definizione degli obiettivi, Newey mantiene la consueta impostazione pragmatica: “Non sono mai stato un amante della fissazione di traguardi numerici. Preferisco affrontare i problemi con logica, far lavorare la squadra unita e consolidare la cultura di gruppo. Quando non vinci, la scalata sembra una montagna impossibile. L’obiettivo immediato è ritrovare la nostra dignità, raccogliere qualche punto e continuare a spingere per andare avanti”.

L’alleanza con Honda e il futuro di Alonso

Un passaggio cruciale per il salto di qualità dell’Aston Martin riguarda la partnership motoristica con Honda e l’intesa con il suo pilota simbolo. Newey ha confermato la bontà del rapporto con il costruttore giapponese in vista del debutto dell’unità evoluta previsto in Olanda, manifestando al contempo totale fiducia sul rinnovo di Alonso per il 2027.

“La relazione con Honda ha fatto passi avanti enormi – ha ammesso il tecnico britannico -. Da quello che si può definire un avvio disastroso, la difficoltà ci ha spinto ad instaurare un rapporto di lavoro strettissimo. Sono molto felice dei progressi professionali e umani: quando le relazioni migliorano, migliorano anche le prestazioni in pista. Zandvoort sarà un bel banco di prova con la nuova power unit. Per quanto riguarda Fernando, è un pilota straordinario che porta un valore immenso alla squadra, sia per i feedback sia per le capacità di guida. Per noi è fondamentale. Sono confidente sul fatto che si stia godendo questo percorso e che proseguiremo la nostra collaborazione”.

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