F1 GP Ungheria | Mercedes soffre nel giro secco, Russell: “Ferrari velocissime, difficile batterle”
Antonelli: "Fatico con il bilanciamento ma andiamo meglio nel passo gara"

da Budapest, Ungheria
Il venerdì della Mercedes all’Hungaroring è stato più complicato del previsto, quantomeno per quel che riguarda la performance sul giro secco. George Russell ha chiuso la giornata in quinta posizione, mentre Kimi Antonelli è addirittura tredicesimo. Il leader del mondiale non è riuscito a completare una simulazione di qualifica degna di questo nome e, vedendo i distacchi che il britannico ha pagato dalla Ferrari di Lewis Hamilton, la sensazione è che a Brackley abbiano lavorato alacremente nella notte per presentarsi al meglio alle FP3 di oggi e specialmente alle qualifiche. Nella prima sessione di ieri, tra l’altro, spazio anche per Frederik Vesti al posto di Kimi Antonelli.
I numeri sul giro singolo fotografano un ritardo evidente: Russell paga quasi un secondo dalla vetta occupata dalla Scuderia di Maranello, mentre Antonelli è rimasto escluso dalla top 10. Però, il passo gara espresso con carico di carburante dimostra come la W17 sia una monoposto estremamente competitiva sulle distanze più lunghe. Il problema principale resta l’immediata attivazione della gomma al primo passaggio lanciato.
Difficoltà di assetto e sconnessioni dell’asfalto
La giornata del team guidato da Toto Wolff è stata caratterizzata da continue modifiche al bilanciamento meccanico ed aerodinamico. L’Hungaroring ha presentato insidie inaspettate legate alle rugosità e agli avvallamenti del manto stradale, che hanno destabilizzato il comportamento della W17 ad alto carico, alterando la gestione della dinamica del telaio e innescando un surriscaldamento anomalo delle coperture posteriori.
Russell non ha nascosto le criticità riscontrate nel corso della seconda sessione di prove libere, sottolineando le difficoltà incontrate dalla squadra nella ricerca del bilanciamento ideale.
“È stata una giornata strana in pista, e credo che sia valso per tutti – spiega il pilota britannico -. L’Hungaroring è un circuito fantastico su cui guidare, ma il nuovo asfalto ha reso le cose piuttosto complesse. In diversi punti ci sono parecchi avvallamenti e abbiamo faticato parecchio con la gestione dinamica delle sconnessioni. Questo si è riflesso sul degrado gomme, rivelatosi più alto del previsto. Il nostro passo sul giro secco non è sembrato granché, ma nei long run siamo stati decisamente più competitivi”.
“Le Ferrari appaiono fortissime e saranno difficili da battere questo fine settimana: ce lo aspettavamo alla vigilia e finora le premesse sono state confermate. Hanno un bel margine su tutti, quindi dovremo lavorare duro per ricucire il divario”.
Il venerdì travagliato di Antonelli e il lavoro di Vesti
Per Kimi Antonelli la prima giornata a Budapest è risultata ancora più in salita. Il 19enne bolognese ha ceduto l’abitacolo nelle FP1 al collaudatore Frederik Vesti, autore del settimo tempo assoluto in 1:20.101. Il danese ha svolto un programma incentrato sulla correlazione dei dati aerodinamici tra la pista, il simulatore e la galleria del vento di Brackley.
Subentrato nelle FP2, Antonelli non ha trovato la necessaria continuità. L’interruzione della sessione con la bandiera rossa ha congelato il suo primo tentativo su mescola Soft; nel secondo assalto al cronometro, il traffico in pista e ripetuti bloccaggi delle ruote posteriori gli hanno impedito di far segnare un tempo rappresentativo.
“È stato un primo giorno complicato qui a Budapest – evidenzia Kimi -. Ho saltato le FP1, dove Fred ha fatto un ottimo lavoro; quando sono salito nell’abitacolo per le FP2, ho faticato con il bilanciamento, soprattutto nella simulazione di qualifica. Ho dovuto abortire il primo tentativo per via della bandiera rossa e ho riprovato a chiudere un giro alla ripresa della sessione, ma non ci sono riuscito per via del traffico e di alcuni bloccaggi al posteriore. Il long run è andato meglio e penso che siamo riusciti a portare le gomme nella giusta finestra di utilizzo”.
“Abbiamo raccolto molti dati utili da analizzare. Le FP3 saranno fondamentali per mettere la macchina in una posizione migliore e provare a giocarci la pole position. Sappiamo che non sarà facile dato il distacco visto oggi, ma daremo il massimo”.
La diagnosi del box Mercedes: le parole di Andrew Shovlin
A fare la sintesi dei problemi emersi nelle due sessioni è il responsabile degli ingegneri di pista, Andrew Shovlin. L’ingegnere britannico ha confermato le imprecisioni d’assetto individuate durante le FP1, corrette solo parzialmente nel turno pomeridiano.
“Fred ha disputato una seconda uscita davvero solida sulla W17 – spiega Shovlin -. Non è facile rimanere mesi senza guidare la macchina reale e poi dover subito prestare al massimo con pochissimi giri a disposizione, ma il settimo posto finale è un risultato molto consistente. Non è stata comunque una giornata lineare. Nelle FP1 non avevamo la vettura nella giusta finestra di utilizzo: il grip al posteriore era scarso e il problema peggiorava man mano che il giro procedeva. Abbiamo sbagliato la prima direzione d’assetto nel tentativo di riposizionare il bilanciamento, ma verso la fine della sessione abbiamo trovato una strada migliore per i long run”.
La ricerca della prestazione sul giro secco resta il fulcro del lavoro notturno al computer prima della terza sessione di prove libere.
“In vista delle FP2 abbiamo apportato modifiche piuttosto marcate all’assetto meccanico. Sebbene avessimo ancora troppo anteriore, con una serie di regolazioni siamo riusciti a riportare la vettura in una finestra più adeguata. Come nelle FP1, il passo sulla lunga distanza è sembrato buono ed è un segnale incoraggiante, ma dobbiamo chiaramente trovare velocità sul giro secco. Ci stiamo già lavorando: è stato probabilmente il nostro venerdì più difficile dell’anno sul passo da qualifica a basso carico, ma siamo sempre riusciti a far funzionare bene la W17 sotto questo aspetto su tutti gli altri tracciati, quindi confidiamo di riuscirci anche domani”.
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