F1 GP Silverstone | Red Bull, Verstappen arpiona la seconda fila davanti a Leclerc
Max: "Ci stiamo progressivamente avvicinando ai nostri avversari". Solo ottavo Hadjar: "Potevo essere terzo"

Qualifiche Sprint tutto sommato positive per la Red Bull, che con Max Verstappen ha arpionato la seconda fila a Silverstone grazie al terzo miglior tempo in SQ3. Il quattro volte campione del mondo, dopo la ritrovata competitività e il bel ritmo mostrato in gara in Austria la scorsa settimana, spera di poter quantomeno ripetere le prestazioni di Spielberg, seppur su una pista completamente diversa. Il tracciato inglese sta vedendo i valori complessivi potenzialmente rimescolati, complici una Ferrari rediviva e un Lewis Hamilton in grandissimo spolvero che ha conquistato la pole position.
In casa Red Bull ci si aspettava forse qualcosa in più da Isack Hadjar, soltanto ottavo alla fine della sessione pomeridiana. Il posizionamento finale del giovane pilota francese lascia un pizzico di amaro in bocca, considerando che per una buona parte del venerdì è stato vicinissimo alle prestazioni di Verstappen, mostrandosi talvolta anche davanti nei parziali cronometrici.
Verstappen e il bilanciamento della RB22: focus sulla Sprint Race
La seconda fila rappresenta una base di partenza importante per la gara breve di domani, che scatterà alle ore 13:00 italiane. La vettura di Milton Keynes ha palesato qualche difficoltà di adattamento nelle curve ad ampio raggio e ad alta velocità di percorrenza tipiche del layout britannico, costringendo i tecnici a lavorare intensamente sulle mappature della power unit per compensare il deficit aerodinamico.
Max Verstappen ha analizzato la situazione subito dopo la bandiera a scacchi della SQ3: “Le Qualifiche Sprint sono state molto serrate, in particolare per quanto riguarda l’esito della SQ3. Oggi su questa pista abbiamo faticato un po’ in percorrenza curva e abbiamo cercato di ottimizzare al massimo l’erogazione della potenza e la gestione del deployment. Nonostante queste difficoltà, siamo comunque dalla parte giusta della griglia per la corsa di domani, dove spero che riusciremo a trovare un buon passo sulla lunga distanza. Ci stiamo progressivamente avvicinando ai nostri avversari diretti, ma non siamo ancora del tutto dove vorremmo essere in termini di bilanciamento puro. In ogni caso la posizione è buona e speriamo di dare battaglia fin dal via”.
Il rimpianto di Hadjar: un decimo dalla terza piazza
La delusione di Isack Hadjar è lo specchio di una griglia di partenza cortissima, dove i minimi dettagli hanno ridefinito le gerarchie della top 10. Il francese ha pagato una leggera imprecisione nel primo settore del suo ultimo tentativo cronometrato con gomme Soft, un errore che gli ha precluso la possibilità di agganciare la scia dei primissimi. Il pilota ha espresso il proprio rammarico per non aver concretizzato il potenziale velocistico mostrato nelle sessioni precedenti: “I distacchi sono incredibilmente minimi là fuori. Chiudere all’ottavo posto è un po’ deludente, perché la macchina aveva un potenziale decisamente maggiore rispetto al risultato finale”.
“Sento di aver mancato concretamente la terza posizione. Non sono stato abbastanza veloce nell’ultimo giro della SQ3, quindi adesso voglio analizzare i dati per capire esattamente dove ho sbagliato. So di non aver avuto un inizio di giro ottimale nel primo settore, il che mi è costato subito un decimo prezioso, ma ci sono anche altri dettagli che voglio approfondire con gli ingegneri. C’è solo un decimo di distacco dalla P3, il che dimostra quanto fossi vicino, ma è proprio questo aspetto a rendere il verdetto ancora più frustrante. Nel complesso posso comunque essere contento della mia guida oggi, mi sono sentito in ottima forma al volante. Se domani riusciamo a sistemare e a ripulire alcuni dettagli operativi, sono sicuro che potremo giocarci le nostre carte”.
L’analisi di Pierre Waché: la gestione energetica è la chiave
Il direttore tecnico della Red Bull, Pierre Waché, ha spostato l’attenzione sulle variabili macroscopiche introdotte dal circuito di Silverstone. Il passaggio dal caldo e dalle brevi frenate dell’Austria alle temperature rigide e alle raffiche di vento della Gran Bretagna ha imposto una totale revisione dei parametri di assetto meccanico. La sfida principale rimane la corretta calibrazione del sistema ibrido per evitare cali di spinta nei rettilinei.
“Il layout di Silverstone è completamente diverso rispetto a quello dell’Austria della scorsa settimana. Le temperature ambientali sono più basse e il vento è molto più forte, quindi ci siamo trovati di fronte a condizioni ambientali completamente nuove da gestire per il carico aerodinamico. Su un circuito con queste caratteristiche la gestione dell’energia e del deployment è fondamentale per non perdere efficienza sui rettilinei”.
“Di conseguenza, dobbiamo fare tesoro di quanto appreso in questa sessione e portarlo con noi per il resto del fine settimana. Abbiamo capito alcune cose importanti nelle FP1 e fatto dei progressi evidenti nel corso della giornata, ma c’è ancora molto margine di miglioramento in vista delle prossime sessioni. Ci sono aspetti specifici su cui dobbiamo lavorare da parte nostra, quindi analizzeremo a fondo tutta la telemetria questa notte”.
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