F1 GP Silverstone | Mercedes, Russell: “Ho piena fiducia in me stesso”
"Lo scorso anno capivo molto meglio la macchina e le gomme", ha detto l'inglese

George Russell si appresta a vivere il Gran Premio di casa da primo inseguitore di Kimi Antonelli, suo compagno di squadra. Il pilota inglese sperava di arrivare a Silverstone da leader del campionato, così come suggerivano i pronostici prima dell’inizio di questo 2026, ma le cose fino a questo momento sono andate in maniera profondamente diversa, e anche in Austria, con qualche giro in più, il britannico avrebbe rischiato grosso di non vincere la gara per il ritorno furioso di Verstappen e dello stesso Antonelli.
La vittoria del Red Bull Ring ha ridotto il divario in classifica ma ha contemporaneamente evidenziato la necessità di stabilizzare le prestazioni della monoposto anglo-tedesca su circuiti dalle caratteristiche diametralmente opposte rispetto alla pista della Stiria.
Il fattore Silverstone e la pressione del pubblico di casa
Il ritorno sul tracciato del Northamptonshire rappresenta un passaggio fondamentale per ridefinire le gerarchie interne al team di Brackley. Il successo ottenuto domenica scorsa ha parzialmente raddrizzato un avvio di campionato opaco, ma il confronto diretto con il giovane italiano richiede una costanza priva di sbavature. L’affluenza di pubblico prevista sulle tribune britanniche accentua l’importanza del fine settimana, trasformando l’evento in un esame cruciale per le ambizioni iridate di Russell.
“Mi sento benissimo – ha detto l’inglese. Essere qui a Silverstone ogni anno è un momento speciale. Questa corsa diventa sempre più grande e spettacolare di anno in anno, basta guardare quanta gente c’è già. Qualcuno mi ha detto che questo fine settimana ci saranno quasi 600.000 persone, il che è pazzesco.”
Il compromesso tecnico nel formato Sprint e l’enigma gomme
La transizione dai lunghi rettilinei intervallati da frenate secche dell’Austria ai curvoni ad ampio raggio e ad alta velocità di percorrenza di Silverstone impone una revisione totale della mappa aerodinamica. La principale criticità riscontrata da Russell nel corso delle ultime settimane risiede nella ridotta finestra di utilizzo ottimale della vettura, un parametro che nel 2025 risultava molto più accessibile e interpretabile da parte dei piloti.
L’introduzione del formato Sprint riduce ulteriormente i margini di manovra dei tecnici, concedendo una singola sessione di prove libere da 60 minuti prima di congelare i parametri di assetto in regime di parco chiuso. Centrare immediatamente lo sweet spot della monoposto e la corretta finestra di attivazione termica delle mescole Pirelli sarà il fattore discriminante per determinare le posizioni sulla griglia di partenza del sabato.
“Sì, l’obiettivo è semplicemente essere il più veloci possibile – rammenta Russell nel giovedì di Silverstone. Ho il 100% di fiducia in me stesso, ma sto ancora cercando di capire come portare costantemente la vettura nella finestra di funzionamento ideale. L’anno scorso, se mi avessi chiesto prima di una sessione quanta fiducia avessi nel bilanciamento dell’auto e nell’azzeccare il giro, quel livello di fiducia sarebbe stato molto più alto, perché capivo la macchina e le gomme molto più di quanto non faccia quest’anno”.
“Ma stiamo migliorando. Storicamente l’Austria è sempre stata una pista difficile per me: era una gara calda e con poco grip, proprio il tipo di condizioni che di solito detesto. La mia prestazione non è stata perfetta né eccezionale, ma è stata nettamente migliore di quella che avrei ottenuto se avessimo corso lì tre o quattro gare prima. Sono davvero felice dei progressi fatti con la squadra per gestire meglio la vettura e la sessione”.
Cambio di stile e sblocco metodologico per contenere il degrado posteriore
La performance espressa a Zeltweg, per quanto insidiata nel finale dal ritorno dei diretti avversari, ha certificato un’evoluzione metodologica nello stile di guida del pilota inglese. La tendenza della Mercedes a innescare il surriscaldamento dell’asse posteriore in presenza di alte temperature e asfalti a bassa aderenza ha costretto Russell a modificare i propri angoli di imbardata e la gestione della trazione in uscita dalle curve lente.
Questa ottimizzazione dinamica, supportata anche da una meticolosa preparazione fisica, ha sbloccato una maggiore fluidità di guida, elemento essenziale per affrontare le curve sequenziali ad alta energia come Maggots, Becketts e Copse senza compromettere l’integrità strutturale degli pneumatici sulla lunga distanza: “Sì, penso che tu (giornalista, ndr) abbia ragione. Nelle ultime due settimane ho imparato moltissimo su ciò di cui ho bisogno dalla macchina. È stato davvero utile capire cosa mi serve, come devo cambiare il mio stile di guida, metterlo in pratica e poi vincere la gara al primo colpo applicando questo nuovo approccio”.
“È stato fantastico. Normalmente l’Austria, con poco grip, temperature molto alte e degrado delle gomme posteriori non presenta fattori che digerisco facilmente. Vincere lì è stato un ottimo passo avanti. Ora sento di poter iniziare a costruire qualcosa di buono partendo da questo risultato”.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui














