F1 GP Silverstone | Hamilton: “Sarà una pista diversa, avremo batteria scarica ancora prima di Copse”

"La sequenza Maggots e Becketts non darà le stesse sensazioni, perché penso che dovremo parzializzare il gas", ha ammesso Lewis

Il sette volte campione del mondo approda sul tracciato di casa forte del feeling con la SF-26, ma mette in guardia sui limiti della power unit nei curvoni rapidi. Il nodo del formato Sprint e la rincorsa iridata su Mercedes
F1 GP Silverstone | Hamilton: “Sarà una pista diversa, avremo batteria scarica ancora prima di Copse”

Lewis Hamilton arriva nella sua Silverstone forte di un periodo di risultati soddisfacenti, eccezione fatta probabilmente per il quinto posto di Zeltweg della scorsa settimana, dove la Ferrari oggettivamente non poteva fare di più. La vittoria di Barcellona è stata l’apice di un percorso fin qui in continuo miglioramento, segno evidente di come la SF-26 sia una vettura molto più “amica” del sette volte campione del mondo. Qui in Gran Bretagna, Hamilton ha ottenuto ben nove vittorie: sognare la decima, specialmente vestito di rosso Ferrari, è lecito, ma i problemi sul tracciato britannico per la Scuderia di Maranello potrebbero essere molteplici in termini di gestione dell’energia, a maggior ragione in un weekend con il formato Sprint.

Il rientro nei confini di casa coincide con il ventesimo anno di una carriera ai vertici, iniziata idealmente proprio con la prima pole position sul circuito inglese nel 2007, davanti a un pubblico che si preannuncia essere il più numeroso di sempre.

Il bagno di realtà dell’Austria e l’allarme energetico

L’ottimismo generato dal successo in terra spagnola ha subito una parziale decelerazione al Red Bull Ring, dove sono emersi i limiti strutturali della monoposto in termini di velocità pura nei tratti rettilinei. Il deficit prestazionale che separa la Ferrari dai competitor diretti è attualmente quantificabile in circa quattro decimi di secondo nelle zone ad alta velocità, un gap complesso da recuperare interamente nelle sezioni guidate.

La conformazione di Silverstone rischia di amplificare queste criticità a causa delle richieste energetiche del layout inglese. Il fenomeno del clipping e lo svuotamento precoce della batteria rappresentano la minaccia principale per il rendimento della SF-26 nei curvoni veloci, un tema ampiamente dibattuto all’interno del paddock alla vigilia del fine settimana.

“Non è una questione di fiducia, ma di fatti: qui ci sono rettilinei molto lunghi. Credo che questo sarà un weekend senza precedenti in termini di gestione dell’energia. Ne abbiamo parlato tutti nella chat dei piloti, discutendo di quanto sarà critica l’erogazione della potenza su questo tracciato. Rischiamo di esaurire la carica della batteria. Ci sono poche curve utili per ricaricare, quindi l’MGU-K rimarrà disattivato per gran parte del giro, ed è lì che probabilmente faticheremo di più. Il distacco potrebbe addirittura raddoppiare”.

Guidare in coast-down: la metamorfosi di Copse e Maggots

I dati ricavati dalle simulazioni indicano una variazione drastica nell’approccio alle curve storiche del circuito. La carenza di supporto elettrico imporrà uno stile di guida orientato al risparmio energetico, modificando le velocità di percorrenza e privando i piloti della spinta massima nei cambi di direzione più celebri del calendario mondiale: “Onestamente credo che l’impatto sarà enorme. Se guardiamo i dati simulati della velocità, iniziamo a perdere l’ibrido già prima di Copse. Normalmente lì il motore urla, entri a tavoletta e ti tieni stretto al volante. Quest’anno, molto probabilmente, l’auto “veleggerà””.

“Dovremo scalare dall’ottava alla settima marcia tenendo il piede completamente giù sul gas nel tentativo di mantenere alti i giri del motore, e ci aspetterà un rettilineo lunghissimo tra la curva 9 e la 10 praticamente senza supporto elettrico. La sequenza Maggots e Becketts non darà le stesse sensazioni, perché penso che dovremo parzializzare il gas o alzare il piede in alcuni punti. Sarà una pista completamente diversa”.

Lo sviluppo della SF-26 e la riorganizzazione interna

Nonostante i timori legati all’ibrido, la ritrovata competitività di Hamilton affonda le radici in un profondo lavoro di sviluppo tecnico e metodologico avviato a Maranello. La SF-26 risponde finalmente alle precise richieste geometriche avanzate dal pilota, superando le incomprensioni progettuali che avevano caratterizzato il difficile biennio precedente. L’introduzione di soluzioni hardware mirate e una revisione dei flussi comunicativi interni hanno ripristinato la necessaria sinergia tra l’abitacolo e il reparto corse.

“Innanzitutto, questa è una vettura che ho contribuito attivamente a sviluppare. Ci sono elementi, come la sospensione anteriore, che avevo chiesto l’anno scorso, che ho deliberato al simulatore e che ora sono in pista. Quest’anno ho finalmente i freni che volevo, per i quali ho insistito molto. Ci sono stati anche cambiamenti nel mio gruppo di ingegneri personali, abbiamo riorganizzato il modo in cui comunicano con il resto della squadra e mi sono allineato direttamente con i vertici dell’organizzazione, per assicurarci di remare tutti nella stessa direzione, come alleati e noti come rivali”.

“Ora l’ambiente è decisamente migliore e questo ci permette di muoverci in sinergia. L’anno scorso ogni weekend era una sofferenza e, quando le cose vanno così, la gente tende ad ascoltarti meno. C’è voluto molto tempo per ricostruire la fiducia, ma ora quella fiducia c’è e le cose che chiedo vengono fatte”.

La rincorsa iridata a Mercedes e il fattore Sprint

La classifica mondiale vede Kimi Antonelli saldamente al comando su Mercedes, costringendo la Ferrari a inseguire con una strategia aggressiva ma priva di errori operativi. Il formato Sprint del weekend britannico riduce i margini di manovra, concedendo un’unica sessione di prove libere per deliberare l’assetto ideale e stabilizzare le mappature della power unit. Per Hamilton, la rincorsa richiede un rendimento superiore al potenziale teorico espresso dal mezzo meccanico, attendendo tracciati più favorevoli come l’Hungaroring per sferrare l’attacco diretto.

“La Mercedes è un team fenomenale. Stanno esprimendo un livello prestazionale incredibile ed è bellissimo vedere una squadra in totale sinergia. Quello che hanno portato in pista quest’anno è impressionante e ci vorrà uno sforzo enorme per chiunque per raggiungerli. Ora anche la Red Bull ha fatto un grande passo avanti nell’ultima gara. Senza dubbio immagino che Max sarà un grande contendente, e ha anche la potenza per giocarsela con le Mercedes”.

“Noi, come squadra, dobbiamo solo continuare a crederci, rimanere calmi e lavorare. Dobbiamo estrarre il massimo da ogni weekend, anche qualcosa in più rispetto a quello che il potenziale teorico della vettura consentirebbe. Kimi è molto avanti, ha un bel vantaggio in termini di punti. L’Austria è stata un buon bagno di realtà, ma non è finita finché non è finita”.

Il fascino del rosso a Silverstone e l’emozione di Fiorano

L’impatto emotivo di correre davanti al pubblico di casa indossando la tuta della Ferrari rappresenta un elemento di discontinuità storica forte. Il legame con la tifoseria locale si converte in una spinta fisica lungo la pista, evocando le suggestioni dell’infanzia legate alle imprese di Michael Schumacher. A completare l’intensa vigilia del pilota britannico si aggiunge il valore profondo dell’esperienza vissuta sulla pista di Fiorano al volante di una monoposto storica Ferrari a tre posti, condivisa con il fratello Nicolas.

“Condividere un momento del genere così da vicino con mio fratello, considerando tutto quello che ha passato e come mi ha supportato in questi anni e averlo proprio dietro di me, sentire le sue risate e fargli provare le stesse emozioni che provo io ogni volta che salgo in macchina, è stato un momento davvero profondo. Non riusciva a crederci. Ha guardato le gare per anni cercando di immaginare come fosse, e credo che la realtà abbia superato ogni sua immaginazione. Quest’anno sono qui in rosso. So che può essere stato difficile passare dal tifo per la Mercedes alla Ferrari, ma spero di vedere ancora più cappellini rossi questo weekend. Ricordo quando da ragazzino guardavo Michael Schumacher correre qui in TV; è un momento in cui devi darti un pizzico da solo quando esci dal garage. Non avrei mai pensato di avere la possibilità di guidare per la Ferrari”.

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