F1 | Disastro Russell a Monaco: la Mercedes si assume la piena responsabilità
Il team si prende la colpa per non aver dato all'inglese una vettura competitiva, più un Drive-Through per un errore di comunicazione
Il Gran Premio di Monaco ha delineato una netta inversione di tendenza all’interno del box della Mercedes, trasformando la corsa di George Russell in un passaggio a vuoto pesante per la classifica iridata. Il pilota britannico ha lasciato il Principato senza aver incamerato punti, registrando il secondo fine settimana consecutivo di digiuno dopo il problema tecnico che ne aveva decretato il ritiro in Canada. La domenica di Monte Carlo è stata pesantemente condizionata da una sequenza di sanzioni e da valutazioni errate da parte del muretto box, che hanno annullato ogni possibilità di rimonta.
Questo risultato modifica gli equilibri interni al campionato mondiale piloti. Kimi Antonelli ha consolidato la propria leadership, portando a 68 le lunghezze di vantaggio sul compagno di squadra. Russell ha inoltre subito il sorpasso in classifica generale da parte di Lewis Hamilton, scivolando al terzo posto della graduatoria. Il tutto è stato determinato anche da imprecisioni operative che hanno vanificato il passo espresso, e che avrebbe potuto consegnare all’inglese anche un piazzamento sul podio, del tutto inatteso dopo le qualifiche disastrose del sabato.
La gestione delle infrazioni e il caos nella corsia dei box
La sequenza che ha compromesso la gara di Russell è iniziata con un’infrazione dei limiti di velocità all’interno della corsia dei box, una sanzione che i commissari sportivi hanno quantificato in cinque secondi. La successiva gestione della sosta per il cambio degli pneumatici ha però innescato un secondo provvedimento disciplinare. I meccanici della Mercedes hanno infatti iniziato le operazioni di sostituzione delle gomme prima che il conteggio del tempo della sanzione fosse interamente completato, violando il regolamento. Questo ha costretto la direzione gara a comminare un Drive-Through, escludendo definitivamente il britannico dalla lotta per le posizioni di vertice.

Il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha affrontato la questione delle sanzioni nel post-gara, evidenziando come i criteri dei commissari abbiano colpito numerosi piloti lungo tutto l’arco del fine settimana, pur rilevando la necessità di chiarire le dinamiche interne alla propria squadra.
“Non conosco ancora con certezza le ragioni precise di questa sanzione o dei numerosi altri provvedimenti decisi dai commissari, sia per i tagli di percorso che per il superamento dei limiti di velocità nella corsia dei box. Abbiamo registrato circa dodici infrazioni analoghe per eccesso di velocità in pit lane durante il Gran Premio, quindi al momento non sono in grado di fornire una spiegazione dettagliata”.
L’analisi del difetto di comunicazione in Mercedes
Il focus delle critiche interne si è concentrato sull’errore procedurale commesso durante la sosta forzata. La mancata sincronizzazione tra i tecnici presenti sulla piazzola e il muretto box ha evidenziato una lacuna nei protocolli radio. Wolff non ha cercato giustificazioni esterne, ammettendo che la responsabilità del secondo provvedimento risiede interamente nelle decisioni prese dallo staff strategico della scuderia di Brackley.
“Il problema riscontrato durante la sosta ai box è imputabile a un nostro chiaro sbaglio operativo; dobbiamo analizzare a fondo la gestione delle comunicazioni radio per capire se le nostre indicazioni sul rientro fossero corrette. Ricordo che la monoposto ha proseguito la sua marcia senza fermarsi ma, a prescindere dalle dinamiche, il nostro dovere era monitorare la situazione con massima attenzione e trattenerlo in corsia, cosa che purtroppo non abbiamo fatto”.
L’ammissione del manager austriaco evidenzia le difficoltà strutturali incontrate dalla Mercedes nel coordinare le operazioni in situazioni di forte pressione, un fattore che a Monaco si è rivelato più determinante del valore espresso dalla vettura.
Il confronto tra i piloti e gli obiettivi stagionali
Mentre la vettura di Russell sprofondava nelle retrovie, l’altra W17 guidata da Kimi Antonelli completava una corsa lineare, capitalizzando la pole position del sabato per assicurarsi il successo sul circuito cittadino. La differenza di rendimento tra i due lati del garage ha spinto la dirigenza a fare quadrato attorno a Russell, ribadendo l’assoluta fiducia nelle qualità del pilota e minimizzando le speculazioni relative a una sua crisi tecnica.
Wolff ha concluso l’analisi del fine settimana tracciando un bilancio sulle prestazioni dei suoi conduttori e delineando la strategia per i prossimi appuntamenti europei, a partire dal Gran Premio di Spagna. “Kimi ha gestito la corsa in modo impeccabile dal primo all’ultimo giro, mostrando uno scatto perfetto al via, un passo costante e una maturità di guida notevole. Questo è l’approccio ideale che ci attendiamo da un pilota ed è il motivo per cui ha meritato pienamente il successo, per il quale rivolgo i miei complimenti a lui e a tutto il gruppo di lavoro”.
“George era stato autore di un ottimo recupero che lo stava riportando in piena lotta per il podio, prima di essere penalizzato dall’eccesso di velocità nella corsia dei box. Quell’episodio ha compromesso la sua domenica e il successivo drive-through, comminato per non aver scontato la penalità secondo le procedure, lo ha definitivamente escluso dalle prime dieci posizioni. Durante questo fine settimana non ha mai trovato il feeling ideale con il bilanciamento della monoposto e la responsabilità di questo deficit ricade interamente sulla squadra”.
“In Formula 1 si vince e si perde come un unico collettivo; studieremo questo passaggio a vuoto per trarre insegnamenti utili e supportarlo nel suo percorso di recupero. Guardando alla classifica generale, ritengo prematuro fare valutazioni sul campionato in questa fase della stagione. Il calendario prevede ancora molti appuntamenti e, sebbene il bilancio iniziale rimanga ampiamente positivo, affronteremo ogni singolo Gran Premio singolarmente prima di tracciare un bilancio definitivo più avanti nell’anno”.
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