Formula 1 | Ferrari, Vasseur conferma il nuovo motore per Monza: “Un passo nella giusta direzione”
Piero Ferrari ricorda Schumacher: "Con l'arrivo di Michael nel 1996 ci fu un cambio radicale nel modo di lavorare"

La Ferrari si presenta al Gran Premio di casa a Monza forte di un aggiornamento al motore che si spera possa fare la differenza nei lunghi rettilinei del catino brianzolo. Si parla di circa 15 cavalli sbloccati grazie al regolamento ADUO e che permette ai costruttori più indietro con la potenza del motore endotermico di potersi avvicinare al riferimento, in questo caso la Red Bull. La Scuderia di Maranello non vuole lasciare nulla al caso, e dopo aver aggiornato in continuazione la SF-26, adesso arriva all’appuntamento di casa con la speranza di ottenere un risultato positivo, ma Mercedes e soprattutto McLaren, in grande spolvero ultimamente, certamente renderanno cara la pelle alla Rossa davanti al proprio pubblico.
Sul versante operativo, il team principal Fred Vasseur ha confermato l’introduzione dell’unità motrice aggiornata nell’ambito delle finestre concesse dalla Federazione: “Sul fronte della prestazione, introdurremo una power unit aggiornata nell’ambito delle opportunità di sviluppo previste dall’ADUO. Rappresenta un passo nella giusta direzione, e come sappiamo, questa stagione si gioca molto sui guadagni marginali. Monza è un circuito impegnativo e i valori in campo sono estremamente ravvicinati, quindi la nostra priorità sarà eseguire al meglio ogni aspetto del weekend, fin dal venerdì”.
L’energia del pubblico e l’atmosfera dell’Autodromo
L’appuntamento di Monza travalica il puro valore della classifica iridata, trasformandosi in una cassa di risonanza emotiva per l’intero reparto corse. Vasseur ha evidenziato l’impatto della presenza dei tifosi lungo le curve del tracciato lombardo: “Quello di Monza è sempre un weekend molto speciale per la Ferrari. Correre davanti ai nostri tifosi dà a tutta la squadra un’energia incredibile e quest’anno ci sarà un’ulteriore componente emotiva, perché celebreremo Michael Schumacher e l’eredità che ha lasciato nella nostra azienda. Trarremo ulteriore motivazione dalla passione del nostro pubblico di casa e vogliamo regalare ai nostri tifosi un bel weekend”.
L’unicità dell’atmosfera monzese viene confermata dal vicepresidente Piero Ferrari, che rievoca il valore immutabile della corsa attraverso epoche e generazioni differenti della Formula 1: “Ogni volta che arriviamo a Monza, ciò che mi colpisce di più è il calore dei tifosi. Monza è da sempre un luogo speciale per Ferrari e c’è sempre l’aspettativa che la squadra possa fare qualcosa di speciale, indipendentemente da come sia andata la stagione fino a quel momento. L’atmosfera unica del circuito, il sostegno dei tifosi e la passione che si respira riescono a trasmettere un’energia particolare a tutta la squadra, incoraggiando il team e i piloti a dare il massimo”.
Il ricordo del 1996 e il legame tra Schumacher e la Ferrari
La ricorrenza dei trent’anni dall’inizio dell’era Schumacher a Maranello trova spazio anche nell’allestimento visivo della vettura, la cui veste cromatica richiama la F310 del 1996 con cui il pilota tedesco si impose nella sua prima stagione in Rosso sul tracciato brianzolo.
Piero Ferrari ha ricordato le circostanze agonistiche di quella storica affermazione e il peso avuto nella costruzione dell’intesa con l’ambiente ferrarista: “All’inizio dell’era Schumacher la Ferrari non era ancora nella posizione di poter lottare con continuità per la vittoria, ma Michael riusciva comunque a ottenere grandi risultati grazie alle sue straordinarie qualità. La vittoria di Monza del 1996 ne è un esempio perfetto: fu una prestazione da grande campione, arrivata in un luogo che per Ferrari ha un significato particolare”.

“Credo che quella giornata sia stata importante anche per il rapporto tra Michael e i tifosi. Era alla Ferrari da pochi mesi, aveva già vinto in Spagna e in Belgio, ma vincere a Monza, davanti a quel pubblico, contribuì a creare un legame che negli anni successivi sarebbe diventato sempre più forte. Michael seppe capire cosa significasse correre per Ferrari e quanto fosse importante per i nostri tifosi, e credo che anche per questo sia entrato così profondamente nella loro storia e nel loro affetto”.
La rivoluzione del metodo di lavoro e la cultura dei dati
Oltre ai trionfi iridati e ai successi in pista, il contributo più profondo lasciato da Schumacher a Maranello risiede nella trasformazione dell’approccio professionale e dell’analisi tecnica.
Piero Ferrari descrive in dettaglio la transizione metodologica promossa dal pilota tedesco, i cui principi guidano il lavoro degli ingegneri anche nella Formula 1 contemporanea: “Ai tempi di Michael ci fu un cambiamento importante nel modo di lavorare. Fino ad allora lo sviluppo della vettura si basava principalmente sulla sensibilità del pilota, sui suoi commenti e sui dati tecnici raccolti in pista. Michael fece un passo ulteriore: iniziò a studiare in maniera approfondita anche se stesso all’interno della vettura. Ricordo che portava a casa il computer con i dati della telemetria per analizzare ogni dettaglio della propria guida, capire dove potesse migliorare e individuare i punti del circuito in cui avrebbe potuto fare la differenza. Questo approccio, estremamente metodico e orientato ai dati, ebbe un impatto profondo sulla cultura Ferrari che si riflette ancora oggi in certe pratiche del team. Naturalmente i tempi erano molto diversi”.

“All’epoca era possibile svolgere molti più test e tutto quel lavoro di analisi serviva a preparare al meglio prove, qualifiche e gara. Oggi i regolamenti limitano molto di più i test, ma il principio resta lo stesso. Michael ha dimostrato quanto fosse importante studiare ogni dettaglio, utilizzare i dati come strumento di miglioramento e prepararsi con la massima attenzione anche lontano dalla pista. Credo che questa capacità di analizzare il proprio lavoro e cercare continuamente qualcosa da migliorare sia una delle eredità più significative che abbia lasciato alla Ferrari”.
In piena continuità con questa impostazione, Vasseur ribadisce come il rigore operativo costituisca il requisito fondamentale per massimizzare il potenziale dell’aggiornamento motoristico nella sfida del Gran Premio d’Italia: “La sua instancabile ricerca del miglioramento, l’attenzione ai dettagli e la profonda convinzione nell’importanza del lavoro di squadra sono valori fondamentali per noi ancora oggi. A Monza la priorità assoluta sarà l’esecuzione perfetta di ogni fase del lavoro in pista per estrarre la massima prestazione dalla vettura”.
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