F1 GP Cina | Verstappen in quarta fila nella Sprint: “Un vero disastro, perdiamo tantissimo in curva”
Hadjar: "Crollo inspiegabile, il divario con Ferrari e McLaren è cresciuto significativamente"
Il venerdì di Formula 1 ha emesso un verdetto inaspettato: le qualifiche Sprint del Gran Premio di Cina 2026 hanno delineato un quadro tecnico preoccupante per la Red Bull, che sembra aver smarrito la bussola dopo un esordio non così negativo come quello di Melbourne. Max Verstappen, solitamente abituato a lottare per i millesimi della pole position, si è ritrovato relegato in un’anonima ottava posizione, accusando un distacco pesante non solo dalla Mercedes di George Russell (un secondo e sette decimi!), ma anche da una Ferrari e una McLaren che appaiono decisamente più a loro agio tra le pieghe del tracciato cinese.
La RB22 di fatto quarta forza del lotto. Non si tratta solo di una questione di velocità pura, ma di una crisi di identità meccanica che sembra colpire la vettura di Milton Keynes proprio nelle fasi di inserimento e percorrenza curva. Se in Australia i segnali di allarme erano stati parzialmente mascherati dal talento dei piloti, a Shanghai le lacune del telaio e le difficoltà nella gestione energetica sono emerse con una chiarezza disarmante.
Un labirinto tecnico tra bilanciamento e aderenza
Il problema principale che ha afflitto Verstappen e il suo giovane compagno di squadra, Isack Hadjar, risiede in una cronica mancanza di aderenza. In un’era regolamentare dove il bilanciamento tra la potenza del motore termico e la spinta elettrica è diventato il fulcro della prestazione, la Red Bull sembra faticare nel trovare il giusto compromesso aerodinamico per scaricare a terra i cavalli della nuova power unit. La vettura appare nervosa, incapace di trasmettere fiducia ai piloti nelle sequenze di curve ad ampio raggio che caratterizzano i primi due settori del circuito cinese.
Proprio questa instabilità ha innescato una reazione a catena: per cercare grip, i piloti sono costretti a forzare le traiettorie, surriscaldando prematuramente le coperture e compromettendo la fase di trazione in uscita. È un circolo vizioso che Max Verstappen ha provato a spiegare con la consueta schiettezza, pur mantenendo un profilo basso e analitico per non esasperare ulteriormente gli animi all’interno del box.
“La giornata si è rivelata estremamente disastrosa sotto il profilo del ritmo puro – ha detto l’olandese. Abbiamo sofferto una cronica carenza di aderenza, che ha rappresentato il nostro ostacolo maggiore, impedendoci di trovare un bilanciamento accettabile per la monoposto. Stiamo lasciando decimi preziosi in ogni fase di percorrenza curva e questa dinamica finisce inevitabilmente per innescare una serie di ulteriori complicazioni a catena, rendendo la guida imprevedibile”.
“Il limite più critico per noi resta la stabilità e la tenuta della vettura nei tratti guidati, una fase che al momento appare totalmente fuori controllo rispetto ai nostri parametri. Onestamente, l’intera sessione è stata un disastro tecnico; non abbiamo né grip né equilibrio e questo ci impedisce di risolvere i piccoli problemi che si accumulano giro dopo giro. Non so ancora di preciso quali correttivi potremo apportare dopo la gara Sprint, ma ora non ci resta che analizzare minuziosamente ogni dato per individuare le modifiche necessarie in vista di domani, cercando di capire dove risiedano i nostri vincoli principali per tentare un cambio di rotta”.
Red Bull, anche Hadjar ha problemi con la RB22
Alle spalle dell’olandese, Isack Hadjar ha chiuso la top 10 con una prestazione che, sebbene lo veda vicino al caposquadra in termini cronometrici, conferma l’involuzione della Red Bull rispetto alla buona forma mostrata a Melbourne. Il giovane francese si è detto personalmente soddisfatto, ma ha espresso serie perplessità sulla competitività globale della RB22. Il divario di mezzo secondo dai primi non è solo frutto di un assetto sbagliato, ma sembra indicare un ritardo nello sviluppo di alcune componenti chiave, incluse le mappature della Power Unit che, in Cina, sembrano soffrire la concorrenza dei motori Mercedes.
“Posso ritenermi moderatamente soddisfatto del giro che sono riuscito a mettere insieme, dato che il distacco da Max non è eccessivo e questo rappresenta per me un segnale incoraggiante. Resta difficile spiegare il crollo del nostro ritmo complessivo o il motivo per cui ci siamo ritrovati con un gap di mezzo secondo dai primi della classe. Per essere realmente competitivi domani avremo bisogno di un incremento prestazionale su ogni fronte; oggi l’aderenza è venuta a mancare in modo evidente e anche l’erogazione della potenza non è stata all’altezza delle nostre aspettative iniziali”.
“Il divario rispetto a McLaren e Ferrari è cresciuto significativamente rispetto a quanto visto lo scorso weekend e dobbiamo assolutamente approfondire le ragioni di questo passo indietro. In ogni caso, rimango convinto che ci sia ancora molto potenziale da esprimere e punti pesanti in palio nel resto del fine settimana”.
La visione del direttore tecnico: il piano di Pierre Waché
A tentare di gettare acqua sul fuoco è Pierre Waché. Il direttore tecnico della Red Bull non ha nascosto che l’approccio scelto per le qualifiche Sprint sia stato fallimentare, ma ha ribadito la fiducia nel percorso di crescita della scuderia. Secondo Waché, la squadra è ancora in una fase di apprendimento estremo dei nuovi sistemi di gestione dell’energia e del telaio evoluto, e i passi avanti compiuti dopo l’Australia non sono ancora sufficienti per competere con l’efficienza chirurgica della Mercedes.
La sfida per gli ingegneri di Milton Keynes sarà quella di sfruttare la Sprint Race di domani come un vero e proprio test in tempo reale, cercando di salvare il salvabile in vista delle qualifiche del Gran Premio, dove la posizione di partenza sarà ancora più vitale.
“L’assetto che avevamo deliberato per queste qualifiche Sprint non ha restituito i frutti che ci eravamo prefissati, quindi per noi è ora imperativo analizzare a fondo la nostra performance per estrarre correttivi utili sia per la gara breve che per le qualifiche ufficiali – ha dichiarato Waché. Stiamo affrontando un processo di apprendimento costante e cerchiamo di progredire di settimana in settimana; dopo la trasferta australiana abbiamo già implementato dei passi in avanti per quanto riguarda la gestione dei flussi energetici e la risposta del telaio basandoci sui dati raccolti”.
“Nonostante i miglioramenti siano evidenti, è chiaro che non abbiamo ancora raggiunto il livello che ci compete per stare davanti. Le sessioni di domani rappresenteranno un banco di prova fondamentale e ci forniranno indicazioni preziose per correggere il tiro e avvicinarci finalmente ai nostri obiettivi stagionali”.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui









