F1 GP Austria | Russell difende la FIA: “Singola bandiera gialla la scelta più giusta”
"Ho alzato il piede per centro metri circa, ho perso tantissimo tempo", ha detto l'inglese

George Russell ha conquistato l’undicesima pole position della sua carriera, la seconda consecutiva dopo quella di Barcellona, la quarta di questa stagione. Una coda di polemiche però ha accompagnato l’ultimo giro in Q3 del pilota della Mercedes, visto che ha ottenuto la pole in regime di bandiera gialla dopo l’incidente di Verstappen nelle ultime due curve del tracciato di Zeltweg. L’inglese ha visto l’esposizione di una singola bandiera gialla, probabilmente una scelta errata della FIA, ma lui ha alzato il piede e la telemetria lo dimostra.
Si profila una evidente falla del regolamento. In una situazione ad alta velocità come quella del Red Bull Ring, sarebbe stata più corretta l’esposizione della doppia bandiera gialla per mettere Verstappen in totale sicurezza, specialmente considerando che la Medical Car stava per entrare in pista a soccorrere l’olandese. Scegliere di non congelare i tempi, permettendo ai piloti di migliorare la prestazione cronometrica nel complesso del giro e del terzo settore, è sembrata una scelta fuori da ogni logica regolamentare. Fino allo spegnimento dei semafori della gara di domani si discuterà sicuramente sull’accaduto, ma la prima e la seconda fila composte da Russell, Leclerc, Hamilton e Antonelli garantiscono uno spettacolo assoluto.
La telemetria e la verità di Russell: “Ho alzato il piede per cento metri”
I dati telemetrici confermano il rispetto formale delle norme da parte del poleman, il quale ha strutturato il suo tempo record grazie a una prima parte di pista rasente la perfezione. Russell ha chiarito la dinamica dell’ultimo tentativo, quantificando il tempo perso nel micro-settore condizionato dal regime di bandiera gialla singola: “Avrei voluto completare il giro senza alzare il piede, perché sarei stato altri tre o quattro decimi davanti, ma ho alzato il piede prima della gialla e poi c’era la verde esposta”.
“Affrontando curva 1 avevo guadagnato un decimo e mezzo, con altri due decimi guadagnati tra curva 3 e 4. Il giro era incredibile. Poi ho trovato quella singola bandiera gialla nell’ultimo settore; ho alzato il piede per cento metri, perdendo tantissimo tempo. Essendo una curva con molta visibilità ed una singola gialla, ero abbastanza sicuro che non ci fosse pericolo reale. Appena girato, ho visto il verde più avanti. La Red Bull era così lontana dalla pista che non mi sono accorto di nulla, l’ho capito solo dopo aver visto il replay”.
In qualità di direttore della GPDA (Grand Prix Drivers’ Association), Russell ha difeso l’operato della direzione gara, contrastando le critiche sulla sicurezza della pista: “La singola gialla era corretta: una doppia gialla implica un pericolo immediato in pista. Con una singola gialla non perdi mai il controllo dell’auto. L’unico motivo per cui Verstappen era nel muro così lontano è che stava attaccando al limite ed è uscito. Credo che la gestione sia stata corretta; io avevo tutto sotto controllo e la situazione era molto diversa da una doppia bandiera gialla”.
Il “click” della W17 e il fattore psicologico dei messaggi radio
La prestazione della Mercedes W17 in Q3 rappresenta un netto salto in avanti rispetto alle difficoltà palesate nel corso della sessione precedente. Russell ha rischiato l’eliminazione in Q2, faticando a trovare la corretta finestra di utilizzo degli pneumatici Soft C5 prima di apportare lievi modifiche di dettaglio all’ala anteriore e alle procedure di warm-up del set di coperture.
Il pilota inglese ha analizzato la spirale prestazionale che determina l’efficienza delle attuali monoposto: “Quando l’auto ‘clicca’, le gomme entrano nella finestra di funzionamento ideale e tutto si allinea, trovi una quantità enorme di tempo dal nulla. Se azzecchi curva 1 e la percorri velocemente senza far scivolare l’auto, mantieni le temperature più basse; di conseguenza, arrivi alla curva successiva con più grip, vai ancora più forte e le gomme restano fresche. È una sorta di spirale positiva. Al contrario, se sbagli curva 1, entri in una spirale negativa”.
Un ruolo chiave nel resettare la concentrazione del pilota è stato giocato dal Team Principal Toto Wolff, intervenuto via radio nei momenti di massima pressione in pista: “Sapere che il tuo capo ha il 100% di fiducia in te è fondamentale. Mi ha detto: ‘Goditela, goditi la guida’. L’ho ripetuto a me stesso: ‘Non forzare, goditela’, perché quello che facciamo è un privilegio. Quando sei in difficoltà e ti mancano due o tre decimi, dirti ‘cercherò di spingere meno’ non è logico, vuoi sempre fare di più. Ma a volte, frenare cinque metri prima del solito è il modo più veloce”.
Monoposto 2026 e l’allarme sulle pressioni Pirelli
L’analisi di Russell si è estesa alle caratteristiche tecniche delle vetture di nuova generazione e alle criticità strutturali che i piloti si trovano a gestire nel 2026. Nonostante una buona evoluzione generale delle auto sul fronte del comportamento dinamico dopo il Gran Premio del Giappone, permane un problema legato ai sistemi di controllo degli pneumatici: “Parlandone con Charles prima, ogni volta pensavamo sempre di poter spingere, quest’anno una volta andiamo più veloci, altre volte siamo più lenti dei compagni di squadra”.
“Non capiamo perché queste macchine, gomme o power unit siano così impegnative da interpretare. L’unico problema su cui tutti noi piloti ci lamentiamo sono le pressioni delle gomme. Se il sistema di monitoraggio di un team fallisce e l’auto genera più carico, devono compensare alzando le pressioni di due o tre psi. Per noi è come guidare su dei grossi palloncini. Se riuscissero a risolvere questo aspetto, sarebbe molto meglio per noi e per lo spettacolo”.
Analisi dei valori in gara: Ferrari cresce e minaccia la Mercedes
La Ferrari si presenta al via della corsa con ottime credenziali, confermando una crescita importante rispetto alla difficile e conservativa giornata di venerdì, quando le due SF-26 avevano girato più basse di motore e con un bilanciamento non ottimale, successivamente corretto dai piloti.
Le caratteristiche tecniche dei due top team configureranno una sfida strategica basata sulla gestione termica delle coperture. Russell individua nella velocità di punta l’arma principale per difendere la leadership della Mercedes nei 71 giri di Spielberg: “I primi sette abbiano tutti una possibilità e credo che sarà la gara più combattuta tra noi, Ferrari, McLaren e Max. Sarà difficile per la Ferrari superarci nei rettilinei grazie al nostro vantaggio di velocità di punta, ma loro sono avvantaggiati nelle curve. Questo aspetto dell’assetto dovrebbe aiutarci nella gestione delle gomme. Se dovessero dividere la strategia o metterci sotto pressione, potrebbe essere dura resistere. E naturalmente Kimi sarà velocissimo”.
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