F1 GP Austria | Ferrari, Vasseur: “Non possiamo migliorare il motore da un giorno all’altro”

"Anche con ADUO ci vuole tempo, non abbiamo una bacchetta magica", ha detto Fred

Dopo l'esaltazione di Barcellona, la Scuderia subisce la superiorità di Mercedes e Red Bull sul tracciato di Zeltweg. Hamilton si salva con i duelli in pista, mentre Leclerc sprofonda all'ottavo posto. Il team principal analizza le debolezze della SF-26 e il modo di operare sin dalle prime sessioni di prove libere
F1 GP Austria | Ferrari, Vasseur: “Non possiamo migliorare il motore da un giorno all’altro”

La Ferrari torna con i piedi per terra. Dopo la bellissima vittoria di Lewis Hamilton a Barcellona, la Scuderia di Maranello si deve accontentare di un amaro quinto e ottavo posto nel Gran Premio d’Austria. Un fine settimana iniziato vistosamente al di sotto delle aspettative già nelle prove libere di venerdì, quando le due SF-26 sembravano molto lontane dai vertici sia sul giro secco che sul ritmo profuso nel passo gara.

Era evidente che i due piloti stessero girando ben al di sotto del reale potenziale lato motore, nel tentativo probabilmente di nascondere le critiche temperature d’esercizio. Infatti, nella giornata di sabato, la prestazione complessiva non è stata negativa: sfruttando una serie di fattori fino a quel momento favorevoli, Leclerc e Hamilton stavano persino per monopolizzare la prima fila dello schieramento. Una prima fila che, a onor del vero, senza l’incidente di Max Verstappen nelle battute finali della Q3, sarebbe stata del tutto impossibile da mantenere.

Ferrari: le sorti di Hamilton e Leclerc in gara

La domenica ha ristabilito i reali valori prestazionali espressi dalle vetture in pista, dividendo nettamente il rendimento dei due piloti della Rossa. Il sette volte campione del mondo conferma comunque il suo buon momento di forma, mettendo in mostra una reattività eccellente. Hamilton ha animato le prime fasi della corsa grazie alle battaglie vinte nei confronti del compagno di squadra e a quel serrato ruota a ruota con Verstappen che ha immediatamente riportato alla memoria le storiche dinamiche del mondiale 2021.

Di segno del tutto opposto la domenica di Charles Leclerc, protagonista di una corsa decisamente deficitaria. Il monegasco, ottavo al traguardo, non è mai stato realmente in partita sin dalla partenza, andando subito in profonda difficoltà praticamente con tutti gli avversari diretti nonostante scattasse dalla prima fila dello schieramento. Un problema di feeling per Charles che dura ormai da diversi Gran Premio, ma questa involuzione evidenzia anche come la Ferrari abbia un urgente bisogno di aggiornamenti al motore ben più cospicui di quelli portati in Austria; modifiche strutturali di cui, purtroppo per i tecnici di Maranello, non se ne parlerà in modo concreto prima del Gran Premio di Monza.

L’analisi di Vasseur: il deficit motoristico e il nodo ADUO

Il team principal della Scuderia, Frederic Vasseur, ha affrontato i problemi emersi a Zeltweg senza cercare scuse, confermando le lacune tecniche che affliggono la monoposto: “Abbiamo un deficit di potenza da inizio stagione, sappiamo benissimo che la situazione attuale è questa. Anche con l’introduzione del motore ADUO non si può minimamente immaginare di risolvere una lacuna simile da un giorno all’altro; non abbiamo una bacchetta magica”.

“Miglioreremo la situazione nel corso dei prossimi mesi, ma ci vorrà tempo, e quando si interviene sul motore il tempo richiesto per deliberare le modifiche è sempre maggiore. Conosciamo i nostri punti deboli, ma la difficoltà maggiore in gara è che quando lotti nei treni di vetture vieni costantemente sorpassato in rettilineo, e questo fattore ci rende la vita decisamente più difficile in ogni fase della corsa”.

Vasseur ha precisato che la carenza di velocità di punta non deve diventare un alibi per la squadra: “Il motore non può essere una giustificazione assoluta. A Barcellona abbiamo vinto la scorsa settimana, e questo significa che qui a Spielberg non abbiamo messo tutto insieme nel modo corretto. Non avevamo il passo sufficiente per stare davanti alla Mercedes, ma forse abbiamo spinto troppo con la strategia nella gestione iniziale delle gomme, finendo per distruggerle precocemente a causa del pattinamento. Dovevamo svolgere un lavoro complessivo migliore, concentrandoci maggiormente sulla marcatura diretta delle McLaren”.

Il pasticcio strategico e la reazione per Silverstone

La gestione della gara di Hamilton e Leclerc ha evidenziato le indecisioni del muretto box, che ha modificato i piani concordati con i piloto compromettendone la risalita: “Charles era pienamente convinto sulla strategia delle due soste all’inizio della corsa. Successivamente abbiamo deciso di cambiare i piani in corsa ed è stata la scelta sbagliata. Onestamente credo che questo risultato negativo sia il frutto di aver messo troppa attenzione sulla Mercedes; non avevamo il passo per lottare con loro oggi. È stato un errore da parte nostra: se avessimo gestito la gara diversamente, impostando il ritmo sul nostro potenziale originario, potevamo stare davanti alle McLaren al traguardo”.

Il manager francese ha concluso analizzando la forte variabilità tecnica che caratterizza il mondiale 2026: “Questo della Stiria era un tracciato molto difficile per noi, lo sapevamo già alla vigilia. A Barcellona la situazione era diversa, ci sono una serie di curve in appoggio come la 1, la 2 e la 3 che si adattano molto di più alla nostra macchina. Non eravamo dei campioni assoluti la settimana scorsa e oggi non siamo diventati improvvisamente stupidi. Ogni weekend fa storia a sé, con situazioni e temperature dell’asfalto diverse”.

“La stessa Mercedes ha sofferto a Barcellona, mentre qua è tornata a vincere con autorità. La situazione cambia costantemente poiché ci sono sei o sette macchine racchiuse in appena due decimi di secondo; è normale che vi siano condizioni che si addicono di più a una determinata vettura o a un motore. Dobbiamo reagire immediatamente a Silverstone, cercando di capire cosa non abbiamo fatto bene qua. Già da venerdì abbiamo lavorato male: l’approccio è stato piuttosto scadente da parte nostra, non siamo riusciti a fare gli stint nelle giuste condizioni operative e abbiamo pagato duramente il conto oggi”.

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