F1 GP Austria | Ferrari, Leclerc: “La Mercedes è ancora la macchina più veloce”
Charles vuole riscattarsi: "Il feeling non manca, nelle ultime due gare ho avuto problemi tecnici specifici e ho perso tanti punti"

Charles Leclerc affronta il Gran Premio d’Austria con un obiettivo chiaro: riscattare le ultime gare assolutamente pessime. Dopo la pausa di aprile, il pilota della Ferrari ha conquistato soltanto 26 punti. Un bottino ridotto, condizionato da errori continui e costanti in tutte le ultime quattro uscite, da Miami a Barcellona, che hanno inciso sul suo rendimento, finora ben al di sotto delle aspettative. Questa situazione è inversamente proporzionale alla crescita della SF-26 e di Lewis Hamilton. Charles si trova adesso a dover seguire le direttive del sette volte campione del mondo se vuole tornare competitivo, o quantomeno cercare di prendere quanto più spunto possibile dal compagno di squadra.
Zeltweg evoca comunque ricordi positivi. In Austria si ricorda una delle vittorie più belle e sofferte di Leclerc, quella del 2022, quando negli ultimi giri aveva l’acceleratore in tiro per un problema tecnico sulla F1-75, riuscendo a portare la vettura al traguardo in prima posizione. Oggi Charles deve necessariamente riprendere la retta via e ritrovare quella confidenza con la monoposto che adesso sembra mancargli, così da formare con Hamilton il dream team che i tifosi della Ferrari sognano da anni.
Il confronto con la Mercedes e i nodi tecnici
Il giovedì di Spielberg ha permesso a Leclerc di analizzare i temi del weekend. Il focus principale resta la Mercedes, indicata come il riferimento sui rettilinei austriaci: “Credo ancora che la Mercedes sarà la macchina più veloce. Durante l’ultima gara abbiamo gestito bene le gomme, quindi spero di poter mantenere questo punto di forza per questo weekend. Qui ci sono rettilinei più lunghi, e la power unit Mercedes è superiore al momento, quindi mi aspetto di pagarne un po’ le conseguenze. Sì, credo che loro rimangano l’obiettivo da battere”.
I problemi di affidabilità hanno condizionato le ultime tappe, compreso l’imprevisto riscontrato in Spagna. Leclerc ha minimizzato i timori per il futuro, pur ammettendo il peso degli ultimi eventi: “È stato un problema piuttosto improvviso. Non credo sia motivo di preoccupazione per il futuro, ma certamente non è stato piacevole vivere gli ultimi due weekend. È stata dura, quindi non vedo l’ora di avere un weekend pulito e tornare dove dovremmo essere. Fa particolarmente male quando succede in fine settimana in cui, come squadra, siamo stati molto competitivi. Speriamo di mettere tutto insieme qui in Austria”.
Il bilancio dopo Barcellona e il feeling con la SF-26
Leclerc ha spiegato la necessità di un reset dopo le tappe di Monaco e del Montmelò, dove il rendimento è stato inferiore alle attese della vigilia: “Monaco e Barcellona sono andate molto peggio di quanto ci aspettassimo sulla carta. Abbiamo avuto due problemi tecnici in due gare consecutive, il che ci è costato molti punti, ma è anche vero che non mi sono sentito a mio agio con la macchina come all’inizio della stagione. A Barcellona ho ritrovato quel feeling, il che è positivo. A Monaco e in Canada le difficoltà erano dovute ad altri problemi. Non sono troppo preoccupato per il passo in sé; voglio solo completare un weekend pulito con il team per tornare al nostro livello, perché è passato troppo tempo da quando non siamo riusciti a fare quello che dovevamo la domenica”.
Leclerc ha inoltre smentito l’ipotesi di difficoltà legate alla direzione dello sviluppo della monoposto, escludendo problemi strutturali di adattamento: “Non è che non mi senta a mio agio con la macchina di quest’anno; è solo che in Canada e soprattutto a Monaco abbiamo avuto problemi specifici molto complessi che mi hanno fatto perdere un po’ di fiducia nella vettura, ma non nel progetto in sé. L’anno scorso ho disputato una stagione molto forte e stiamo lavorando come squadra su questo progetto. Non è che stiamo prendendo direzioni opposte”.
“Queste macchine sono molto diverse, ma oggi abbiamo molta libertà nel setup per far sì che l’auto si adatti al proprio stile di guida. A Barcellona, dopo le modifiche apportate, mi sono sentito molto meglio. Sono state solo quelle due o tre gare in cui è mancato il feeling. I problemi tecnici di Monaco e Spagna ci hanno fatto perdere molti punti in soli tre weekend, ma guardo avanti a questo fine settimana per lasciarci tutto alle spalle”.
Le caratteristiche della pista e la gestione del campionato
Il Red Bull Ring rappresenta un tracciato storicamente favorevole alle caratteristiche di guida del monegasco, che punta a ritrovare il ritmo senza subire la pressione del digiuno di vittorie: “Ho sempre amato l’Austria, mi piace semplicemente il ritmo. È sempre stata una pista che si adatta bene al mio stile di guida, ma il fatto che non vinciamo da molto tempo non aggiunge pressione particolare. Certo, vedere la vittoria di Lewis a Barcellona mi fa venire voglia di tornare a gustare una sensazione simile, ma negli ultimi anni non avevamo la macchina per farlo. Ora sembra che siamo sulla strada giusta per ritrovare il ritmo necessario per lottare per la vittoria. È il mio lavoro stare lì davanti, proprio come ha fatto Lewis a Barcellona”.
A differenza di Hamilton, Leclerc preferisce non fare calcoli in ottica mondiale, rimandando ogni valutazione sulla classifica generale: “Ad essere onesto, non penso ancora al campionato. Gli ultimi weekend sono stati piuttosto intensi nel cercare di far funzionare tutto. Abbiamo risolto molte cose nelle ultime gare e ora cerco solo di ritrovare il mio ritmo. Se ci riusciremo, spero arrivino molte vittorie. Penseremo al campionato alla fine della stagione”.
Setup e bilanciamento aerodinamico
Dal punto di vista prettamente tecnico, la configurazione della SF-26 impone un lavoro mirato sulle regolazioni meccaniche, a causa di un livello di carico aerodinamico di base che richiede precisione: “La velocità di punta è fondamentale su piste con lunghi rettilinei, e un’auto efficiente è ciò di cui hai bisogno su quasi tutti i circuiti. A me piace un anteriore molto solido; ci stiamo lavorando e quest’anno sembra che ci siamo. Il pacchetto complessivo del 2026 è un po’ diverso. L’anno scorso potevamo giocare con i livelli di carico aerodinamico, dando priorità alla gara rispetto alla qualifica. Non è più così: siamo sempre al limite perché abbiamo poco carico di base, quindi lavoreremo molto sul setup”.
Il piano di aggiornamenti costanti portati da Maranello rappresenta comunque una base solida per contrastare la Mercedes, nonostante la rapidità con cui cambiano i valori in pista: “Siamo in un ottimo momento. È fantastico vedere così tanta innovazione sulla nostra auto dall’inizio dell’anno e vedere le persone in fabbrica spingere per portare costantemente nuovi aggiornamenti. Mostra quanto tutti stiano spingendo ed è gratificante vedere che tutto questo si traduce in performance, avvicinandoci alla Mercedes”.
“Dobbiamo comunque stare attenti perché le cose nel paddock cambiano molto velocemente. Quest’anno ogni singolo aggiornamento può fare una grande differenza. Puoi sentirti sulla cresta dell’onda finché un altro team non porta un enorme pacchetto di novità, facendoti tornare in difesa. Il nostro lavoro è restare vigili, spingere al massimo e vedere dove saremo a fine anno”.
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