A Valencia spettacolo e 58 sorpassi

La bellissima gara di domenica scorsa fa crescere il rammarico per una pista che è a rischio eliminazione dal calendario

A Valencia spettacolo e 58 sorpassi

Descritto in anticipo come una corsa noiosa, il GP d’Europa di Valencia è stato uno dei gran premi più belli di sempre, e non solo per la vittoria di Fernando Alonso in rimonta: sono stati 58 infatti i sorpassi sulla pista spagnola.

Anche i piloti erano pessimisti prima della gara, rileggendo le loro dichiarazioni: si parlava di un circuito cittadino, un tracciato veloce ma molto simile a quello di Montreal, su cui francamente, ad eccezione della zona DRS, non si sono viste manovre emozionanti. Il quotidiano finlandese Turun Sanomat ha invece contato i sorpassi veri nella gara di domenica, e il conteggio è di 58: quest’anno sono stati di più solo al GP della Cina. Si tratta del doppio esatto dei sorpassi dello scorso anno sul circuito valenciano, che presentava anche una doppia zona DRS, rispetto alla zona singola di questa stagione. La palma come pilota più aggressivo non spetta però a Fernando Alonso, che pure ha rimontato dall’11ma posizione, ma a Mark Webber e Lewis Hamilton con sei vetture superate ciascuno, mentre Fernando Alonso, Vitaly Petrov e Michael Schumacher hanno superato con successo cinque rivali. Questa stagione vede al comando Shanghai come circuito più spettacolare, seguito appunto da Valencia (58), Bahrein (43), Malesia (40), Barcellona (38), Canada (35), Australia (30) e Monaco (9). Il GP in assoluto con più sorpassi fu la gara di Montreal dello scorso anno, con 89 passaggi, seguito dal GP della Turchia con 79.

Il prossimo anno comunque, complice la situazione economica precaria della Spagna e le proteste dei residenti, la gara di Valencia dovrebbe cedere spazio a quella di Barcellona, sede del GP di Spagna: vi sarà una sola corsa in terra iberica all’anno, con un’alternanza tra i due circuiti. Le trattative con Ecclestone sono in corso da parte degli organizzatori, come riferisce il quotidiano El Pais: la volontà delle parti di continuare c’è, quello che mancano sono i finanziamenti.

Lorena Bianchi

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