Kubica: lampi di passato a Singapore, prospettive rosee?

Kubica: lampi di passato a Singapore, prospettive rosee?

Come in tutte le gare che si disputano sui tracciati “moderni” (se così li possiamo chiamare), anche il GP di Singapore di ieri ha mostrato tutte le pecche regolamentari di questa Formula 1.

Le solite pene

Il trenino formatosi dopo il primo rientro della Safety Car, con Timo Glock e la sua spremutissima Virgin che hanno tenuto dietro per diversi giri almeno cinque monoposto più veloci di 3 secondi al giro, ne è l’esempio lampante.

Fortunatamente la lotta sul filo dei millesimi tra Alonso e Vettel ha ravvivato gli animi e tenuto alta la tensione tra gli spettatori. Ma, proprio nella lotta tra i primi due classificati, si sono visti tutti i limiti di queste vetture. Al di là del fattore umano (Vettel avrebbe tentato il sorpasso?) una vettura, anche se più veloce, fatica tantissimo ad avvicinarsi a chi precede. Tanto che il tedeschino ha scortato l’asturiano fino al traguardo senza dare mai l’impressione di poterci provare veramente. E qui (divagando) hanno peccato di strategia al muretto Red Bull. Perchè non tentare un giro in più fuori?

Un lampo di anni 80

L’unico modo per provarci è tentare l’azzardo, come hanno fatto Hamilton su Webber (e ci ha rimesso), Kobayashi su Schumacher (idem) e lo stesso Schumacher sul rientrante Heidfeld.

Oppure, perchè c’è sempre un’alternativa, dimenticarsi di essere nel 2010 per una quindicina di giri e chiamarsi Robert Kubica.

Premessa: dobbiamo essere obiettivi. Robert ha effettuato la sua ultima sosta al 45° giro e ha potuto approfittare delle coperture nuove.
Ma, alla luce del fatto che nelle stesse condizioni molti colleghi non riescono a cavare un ragno dal buco, va dato atto al polacco di averci regalato una sequenza di sorpassi degni di un Top Driver.
Senza strafare e sempre con correttezza, ha sorpassato a partire dal 50° giro, e uno per giro, Buemi (Toro Rosso), il compagno Petrov, Massa (Ferrari), Hulkenberg (Williams) e Sutil (Force India).
Incredibile la sequenza con cui, terminato un sorpasso, Robert si apprestava dopo mezzo giro a mordere l’alettone di chi era subito davanti.
Mozzafiato il sorpasso all’esterno su Sutil, al limite del contatto. Hamilton ha tentato la stessa azione su Webber e sappiamo com’è andata a finire per l’Inglese.

Per un quarto d’ora buono, Robert è riuscito a distogliere l’attenzione dal duo di testa, preso da una lotta di nervi “staticamente appassionante” e a regalare agli appassionati quello che gli stessi vorrebbero vedere ad ogni Gran Premio. Staccate al limite e sorpassi sul filo del rasoio. Sfortunatamente quello di ieri è stato un caso in una Formula 1 penalizzata dai regolamenti, ma un giorno sarebbe bello poter tornare indietro nel tempo.

Dalla Polonia con furore

Al di là del filotto di ieri,è dall’inizio della stagione il polacco regala prestazioni al di sopra delle aspettative con la sua Renault.
A dimostrarlo sono i due podi di Montecarlo e Spa (non due piste a caso) e i 114 punti in classifica con due ritiri all’attivo (Inghilterra e Ungheria). Il confronto col compagno “pagante” Petrov è piuttosto impietoso, 95 punti di distacco.

In F1 dal GP d’Ungheria 2006 in sostituzione di Jacques Villeneuve alla BMW-Sauber, Robert Kubica (Cracovia, 26 anni a Dicembre) ha mostrato subito le sue qualità arrivando sul gradino più basso del podio al suo terzo gran premio a Monza, dietro Michael Schumacher e Kimi Raikkonen.

Nel 2008, sempre al volante della BMW, ha vissuto la sua migliore stagione con tre terzi posti, tre secondi e il coronamento del sogno della vittoria nel GP del Canada, a Montreal.

Coincidenza, proprio in Canada nel 2007 aveva rischiato la vita in un terribile incidente che ha fatto temere per il peggio.

L'incredibile schianto di Montreal 2007, dal quale Robert è uscito praticamente illeso.

Fortunatamente, scocca e collare Hans hanno svolto pienamente il proprio dovere, restituendo Robert alla pista dopo aver saltato solo un appuntamento.
Nel 2009 i cambiamenti regolamentari hanno spezzato l’equilibrio che la BMW aveva trovato sulla propria monoposto, e così il polacco non ha potuto replicare gli splendidi risultati dell’anno precedente.

Ragazzo simpatico e disponibile, anche quest’anno si è dimostrato molto veloce e spesso si è infiltrato tra i primi sei. A Singapore stava confermando il proprio trend positivo prima di essere costretto ad un’ulteriore sosta. Ironizzando potremmo dire che è stata una fortuna, visto quello a cui abbiamo assistito successivamente.

Prospettive

Già dall’anno scorso girano voci di un ulteriore salto di qualità, con l’approdo in una scuderia che possa finalmente mettergli a disposizione quanto basta per vincere il Mondiale.
Il suo nome è stato accostato più volte alla Ferrari, ma è indubbio che le sue qualità siano apprezzate da tutti i migliori team. Non si esclude, quindi (magari già dall’anno prossimo) un colpo di scena positivo.

Robert senza dubbio ci spera, i suoi tifosi anche.
E, oggettivamente, se lo merita.

Alessandro Secchi

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