Pirelli Video 3D: Il circuito del Nurburgring dal punto di vista delle gomme

Pirelli Video 3D: Il circuito del Nurburgring dal punto di vista delle gomme

Il Nurburgring è un nome leggendario nelle corse, oggi rappresentato da un circuito moderno che offre un’ampia gamma di velocità e curve differenti. Ecco i punti del circuito particolarmente impegnativi sugli pneumatici.

La prima zona di frenata severa è all’entrata del complesso, in fondo al rettilineo di partenza-arrivo. Gli pneumatici assorbono tutta l’energia prodotta nel processo di frenata. In accelerazione in uscita dalla prima curva stretta, il retrotreno della monoposto può scodare, stressando in modo particolare gli pneumatici posteriori – che devono garantire una combinazione di grip e trazione in una delle parti più tecniche del tracciato, cruciale per ottenere un buon tempo sul giro.

Uscendo dal complesso, i piloti accelerano fino alla marcia più alta prima di un’altra frenata severa prima delle curve 5 e 6: entrambe in discesa, sinistra-destra, che fanno perdere grip all’anteriore. Il pilota deve quindi andare a cercare aderenza sul cordolo esterno, sfruttandolo al massimo mentre percorre la curva.

All’ingresso della curva 7, una forte decelerazione produce una forza longitudinale di 5G che trasferisce molta energia agli pneumatici. L’anteriore sinistro lavora a un angolo di scivolamento elevato per compensare il camber insolito del circuito, assicurando la massima precisione e riducendo gli effetti del sottosterzo.

Nella parte finale e molto veloce del circuito, i piloti utilizzano il KERS per ottenere la massima potenza dal motore e raggiungere la velocità massima di 300 km/h. Un punto-chiave è la chicane NGK: nella zona di frenata prima della chicane, c’è infatti una buona opportunità di sorpasso, poi i piloti devono sfruttare i cordoli. L’impatto mette molta energia sulle spalle degli pneumatici, stressando la carcassa con un carico equivalente a oltre 800 chilogrammi in un’area piccolissima.

L’ultima curva a destra, la numero 15, è molto lunga. In uscita, i piloti usano nuovamente i cordoli prima di scaricare tutta la potenza per affrontare il rettilineo di partenza-arrivo.

Le altre curve sono generalmente da media velocità, per cui si tratta di un circuito fluido, con solo tre aree di frenata decisa. Come spiega il collaudatore Pirelli, Lucas di Grassi: “Ci sono molte curve in successione dove, se commetti un errore, comprometti l’intera sequenza. È quindi necessario guidare in modo molto pulito e preciso. Solo così si può essere veloci. Ma occorre anche gestire bene gli pneumatici. Il punto cruciale per l’assetto è avere una monoposto agile nei cambi di direzione.”

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