Motori congelati? Ok, ma che i valori siano livellati altrimenti la F1 morirà

Dal 2022 a tutto il 2024 le squadre non potranno sviluppare le power unit

Motori congelati? Ok, ma che i valori siano livellati altrimenti la F1 morirà

Complesse, costose, poco racing. Le power unit introdotte nel 2014, così come le conosciamo, le dovremo sopportare fino al 2025, dopo di che saranno introdotti nuovi motori, si spera più semplici di questi 1.6 turboibridi che hanno fatto la fortuna soltanto della Mercedes.

La notizia – invero attesa – è che i motori resteranno congelati dal 2022 a tutto il 2024. Tre anni senza possibilità di toccare le power unit, senza quindi possibilità di apportare migliorie e sviluppi. La F1 Commission, l’organismo composto da FIA, team e Liberty Media che approva le novità regolamentari poi ratificate in ultima battuta dal Consiglio Mondiale della FIA, si è espresso all’unanimità per il congelamento dei motori dal 2022. Una mossa tesa a ridurre i costi delle attuali unità motrici e soprattutto una mano tesa alla Red Bull che potrà continuare con i motori Honda in via ufficiosa, gestendoli personalmente, nonostante il disimpegno del costruttore nipponico e senza avere problemi di sviluppo.

La ricaduta sportiva di questa decisione potrebbe essere devastante. Immaginate un triennio di superiorità motoristica della Mercedes senza possibilità alcuna per Renault, Ferrari e Honda (rectius Red Bull) di poter avvicinarsi alla “cavalleria” di Stoccarda-Ineos-Wolff.

Più che un congelamento dei motori diventerebbe un congelamento dei valori in campo, e anche un po’ un congelamento di zebedei degli appassionati ai quali sarebbe tolta anche la mera speranza – che spesso rimane tale – di assistere ad un mutamento dei rapporti di forza.

Ecco perché in questa stramba e misterica riunione ci si auspica che chi abbia accettato il congelamento in posizione di svantaggio (Ferrari, Renault e “Honda”) abbia almeno pensato o proposto soluzioni per avere in ogni caso dei valori in campo livellati. Non pensiamo ad un Balance of Performance, ma ci chiediamo se chi decide nelle stanze dei bottoni, dando incondizionatamente il proprio assenso a proposte alquanto rivedibili, sappia esattamente a cosa vada incontro.

Se ad una Formula 1 già preda dell’infinito ciclo Mercedes togliamo anche la speranza di poter invertire la tendenza “congelando” il cuore della monoposto allora la F1 è morta a prescindere. Perché non si comprende quale presa possa avere sul pubblico una categoria dove la competizione è stantia, scritta, scontata.

Dal 2006 al 2013 le monoposto erano equipaggiate con motori aspirati V8 2.400cc e di motori si parlava ben poco, soprattutto negli ultimi anni di regolamento dove le prestazioni dei motoristi erano livellate. Ciò che preme quindi è avere una competitività diffusa, con le squadre libere di concentrarsi sugli sviluppi di telaio e aerodinamici, senza dipendere in modo dirimente dalle power unit (come ancora oggi).

Motori congelati? Bene, non è un problema, ma che esprimano valori quantomeno vicini. Altrimenti sarà stato l’ennesimo autogol di una categoria che per essere sostenibile, ecologica e parsimoniosa sta letteralmente perdendo di vista il suo scopo principale: la competizione.

Antonino Rendina


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