Mario Andretti: “Formula 1 in crisi d’appeal? Deve aumentare la creatività”

L'americano avrebbe una ricetta per aumentare l'appeal della Formula 1

Mario Andretti: “Formula 1 in crisi d’appeal? Deve aumentare la creatività”

Il grande circo della Formula 1 fa tappa ad Austin questo fine settimana accompagnato da alcune nubi che potrebbero preannunciare tempeste di impatto potentissimo. La Marussia e la Caterham non prenderanno parte al GP degli Stati Uniti, essendo finite in amministrazione controllata, la Force India ha rischiato di seguire il loro esempio e da parecchi mesi, sia la Sauber che la Lotus hanno affermato che la crisi si sente anche in Formula 1, eccome. Con un panorama finanziario da crollo della borsa di New York del 1929, la pressione su Bernie Ecclestone non può che aumentare giorno dopo giorno. Mario Andretti, in qualità di ambasciatore del tracciato di Austin nel mondo, ha voluto offrire la propria ricetta per migliorare l’appeal di questa Formula 1 in crisi.

Secondo l’ex pilota statunitense, i responsabili dei regolamenti dovrebbero provare a essere più creativi nelle regole. Con appena 18 monoposto in griglia di partenza questo fine settimana Andretti avrebbe anche la sua ricetta per movimentare la corsa: “Mi piacerebbe vedere in pista ogni team con la sua terza vettura, ad esempio la Mercedes potrebbe schierare un pilota americano in veste di ospite. Avete idea di che evento risulterebbe? Tutti i media nazionali e internazionali ne parlerebbero – ha sottolineato l’ex pilota – Ci sono molti modi per aumentare l’interesse verso la Formula 1, bisognerebbe solo parlarne”, ha concluso.

Eleonora Ottonello

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3 commenti
  1. Raphael

    29 Ottobre 2014 at 18:45

    Che dire, Andretti incarna lo spirito “agonistico” delle “vere” corse motoristiche statunitensi.
    Mettere un pilota USA su una Mercedes… così, di punto in bianco, magari senza uno straccio di test… , in pratica una chicane mobile in pista.
    L’importante è che se ne parli…. the show must go on.

  2. ASOT

    31 Ottobre 2014 at 01:28

    Essere patetico . Un “americano” con un accento e pronuncia maccheronica e che è la per puro folklorismo….con quel cappello poi….dai chuck norris, evita di esprimerti che come pilota sei stato insignificante e ora sei solo una pedina da mettere in teca e alla cerimonia del podio dato che gli Yankees non hanno piloti decenti americani da mostrare…

  3. ASOT

    31 Ottobre 2014 at 01:31

    Un pilota americano come terzo pilota ospite. Tanto per ridurre i costi e sprecare una vettura che con ogogni probabilità romperà il cambio o andrà a sbattere a muro alla prima curva. Lasciate quella roba da dementi (Nascar) a gente del luogo….è il massimo in campo motoristico che possano capire.

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