Le Pagelle del Gran Premio del Brasile

Le Pagelle del Gran Premio del Brasile

NICO ROSBERG 10

Secondo favoloso weekend per Nico e per i suoi fan. Con la seconda vittoria di seguito, il biondo della Mercedes mette in cassaforte il secondo posto della classifica piloti, definendo bene, chi e in che ruolo andrà al gran galà della FIA di fine stagione. Nulla da dire sulla velocità dimostrata in qualifica e sulla concentrazione sfoderata in gara nel momento in cui Lewis lo ha messo non poco sotto pressione. La strategia a tre pit stop si è dimostrata efficacie e non ha lasciato spazio aperto per nessuna altra alternativa che mettesse a rischio la sua leadership. Sarà interessante la gara di Abu Dhabi, laddove davvero si correrà solamente per la vittoria.

LEWIS HAMILTON 8

Si vede già dal suo sguardo che rimanere dietro a Rosberg per sole due volte gli fa davvero male. Arrogante o meno, pensate quello che volete, ma Lewis è davvero uno che corre per vincere, sempre, altro che Marques … Ops. Polemiche a parte, abbiamo visto un Hamilton decisamente più brillante che in Messico, e nel secondo stint, con le medie ha provato, senza troppi pensieri ad attaccare il compagno, sperando anche in un errore che di fatto poi non è arrivato. Nella seconda parte della corsa, complici i doppiaggi, avvicinarsi a Nico e stato impossibile e così si è dovuto accontentare del secondo gradino del podio.

SEBASTIAN VETTEL 9

Possiamo dirlo: questo weekend Seb ha fatto davvero un super lavoro. Ha chiuso la corsa ad appena quindici secondi dal leader, in una domenica in cui hanno finito a pieni giri solamente in quattro. Una strage praticamente. Qui Vettel da il meglio di se, o meglio spreme il meglio dalla vettura, che sinceramente non crediamo potesse offrire qualcosa di più. Ancora un terzo posto diranno in tanti. È vero. Arrivabene docet. Finché non si vince non si può essere del tutto felici. C’è comunque il nuovo record di tredici podi nella prima stagione in Ferrari, numero mai fatto segnare da nessun pilota. Speriamo siano numeri che si riproporranno i prossimi anni.

KIMI RAIKKONEN 7

Finalmente una gara senza troppi intoppi per il nostro Iceman. Niente guasti, niente Bottas di turno. Insomma una passeggiata. Anche un po’ troppo noiosa questa passeggiata, che finisce con l’essere una corsa nella terra di nessuno, con, per fortuna, un buon vantaggio su Bottas, ma con anche un discreto distacco dal proprio compagno di squadra. Prende quarantasei secondi da Rosberg e trenta da Vettel. Un confronto abbastanza impietoso.

VALTTERI BOTTAS 6

Il suo obiettivo è quello di rimanere davanti a Raikkonen, ma fin da subito è chiaro a tutti che qui la Williams non ha speranza contro le rosse. Rimedia in partenza alle tre posizioni di penalità passando Kvyat e Hulkenberg, ma già dopo pochi giri accusa un ritardo di parecchi secondi dal connazionale. Nessuna strategia ai box può salvarlo dallo scivolare sempre più giù con i tempi. È sì una gara senza rischi né duelli, ma alla fine viene anche doppiato dal duo di testa.

NICO HULKENBERG 7.5

Questo sesto posto è il miglior risultato di stagione per il pilota tedesco. Questa domenica, grazie ad una bella qualifica e ad una attenta strategia dei pit stop, Nico ha potuto portare la sua Force India alla piazza numero sei per la terza volta in questo 2015. L’unico sorpasso di giornata avviene al primo pit, grazie ad un undercut di un giro che gli permette di sopravanzare Kvyat. Da lì in poi deve solo prendersi la briga di sorpassare Maldonado e mantenere la posizione nonostante il pressing del russo che si aggirava sempre attorno ai due secondi di distacco.

DANIIL KVYAT 6.5

Il russo salva la faccia al team Redbull in questo difficile weekend brasiliano. Già al sabato si prende un buon sesto posto in griglia; purtroppo non riesce a difendere bene la sua posizione al via e lascia sfilare Bottas. Al primo pit perde un’altra piazza in favore di Hulkenberg, rimanendo però incollato ai suoi scarichi per il resto della corsa. Tutto sommato un settimo posto che non può dirsi di certo deludente, specialmente guardando il risultato del proprio compagno di squadra.

FELIPE MASSA 5

Da lui ci si aspettava spettacolo, ma è partito ottavo e così ha chiuso la corsa. Con una strategia fotocopia di quella dei suoi avversari, l’idolo locale ha avuto ben poca fortuna, così come un ritmo gara non all’altezza delle aspettative. Non è riuscito per tutta la durata della corsa ad avvicinarsi alla RedBull di Kvyat, e gli unici sorpassi fatti sono stati quelli su Maldonado (per altro sempre in crisi di gomme). Davvero deludente Felipe, dov’è finita tutta la grinta del pre gara?

ROMAIN GROSJEAN 7

In griglia quattordicesimo, al via guadagna tre posizioni, ritrovandosi undicesimo mentre subito nei primi giri duella animatamente con Nasr. Al trentaduesimo giro sfrutta il duello tra Perez e Verstappen per sorpassare il messicano, entrando così in zona punti. Al quarantesimo giro è il turno di Versappen a lasciare strada al francese, dopo che entrambi avevano scavalcato Nasr in crisi di gomme. Ma non è finita, perché dopo l’ultimo pit Maldonado è ancora davanti, ma con gomme piuttosto finite, e sorpassarlo non è così difficile per Romain. Ci regala dei bei sorpassi, forse gli unici insieme a quelli di Verstappen in questa sonnolente corsa.

MAX VERSTAPPEN 6.5

Un plauso va senza ombra di dubbio a questo giovane pilota che, tanta roba, ci risveglia dalla ronfata generale con due sorpassi da brividi. Il primo su Perez, il nono posto, il secondo su Nasr, entrambi alla S di Senna, entrambi all’esterno, forzando una manovra che in pochi avrebbero avuto il coraggio di fare. Alla faccia di Lewis e di chi dice che ad Interlagos non si sorpassa. Per il resto chiude la sesta gara di seguito a punti, solo uno questa volta, e non dodici come quelli degli USA. Chi riuscirà a portarlo alla propria corte nei prossimi due anni?

PASTOR MALDONADO 6

Unico a scegliere di partire su gomme medie è un po’ chi smuove la situazione, ritrovandosi quasi sempre con gomme finite ad essere incalzato da tutti gli altri. Al quindicesimo giro infatti è sesto, dopo che tutti gli altri hanno pittato. Da qui scala pian piano fino alla nona posizione prima di fermarsi ai box per montare le soft. Ancora una volta scala la classifica fino all’ottava posizione. Negli ultimi giri si trova a dover fronteggiare il ritorno di Verstappen e Grosjean su gomme soft, ma contro di loro non può fare niente se non lasciarli passare.

DANIEL RICCIARDO 5

Gli montano la promettente nuova power unit Renault ed è costretto a partire dal fondo dello schieramento. Al muretto poi, decidono di provare una strategia quantomeno fantasiosa con un pit subito dopo quattro giri. La Power Unit si rivela talmente buona che a tratti Daniel stenta a sorpassare una Manor. Risultato: mai in zona punti chiude dodicesimo. Help!

SERGIO PEREZ 5

Combatte con Verstappen per circa trenta giri, e sembra potere tenere il ritmo per entrare nella zona punti, ma una volta perso il duello viene passato anche da Grosjean e grazie alla strategia diversificata anche da Maldonado. Perso il treno per conquistare qualche punto la sua gara va allo sbando e nel finale subisce anche il sorpasso di Ricciardo.

FELIPE NASR 5.5

Non che ci fossero aspettative enormi sull’altro Felipe del gruppo, o meglio non che la Sauber potesse avere chissà che osa da dire in gara. Fatto sta che Felipe in fondo in fondo stava conducendo una gara decente, salvo poi toccarsi con Maldonado e perdere del tempo prezioso. Al traguardo è quattordicesimo.

JENSON BUTTON 6 & FERNANDO ALONSO 6 (politici)

Con la speranza di un buon risultato sotto le suole delle scarpe, il duo della McLaren affronta la gara a testa alta, con anche una buona dose di umorismo. Entrambi non vengono mai inquadrati dalla regia internazionale, e su di loro c’è poco da dire. Quindicesimo e sedicesimo, di nota dietro di loro solamente la presenza di Ericsson. Non un gran che in ogni caso.

MARCUS ERICSSON 4

Non pervenuto potrebbe bastare. Anch’egli non viene mai preso in considerazione dalla FOM, e la sua gara si riduce ad una mera corsa verso il traguardo, cosa che fa male, chiudendo anche dietro alle due McLaren.

WILL STEVENS 6 & ALEXANDER ROSSI 6 (politici)

Dopo qualche appuntamento di debacle, l’inglese torna ad essere il punto di riferimento del team, e chiude davanti allo statunitense. Quest’ultimo, senza prestar conto al risultato, si corre la sua garetta come allenamento per l’anno prossimo.

CARLOS SAINZ JR. sv.

Percorre pochi metri a causa di un guasto all’elettronica.

 

Le Pejelle (il meglio e il peggio del weekend)

I Grid Boys: Perché volete male ai Fan della Formula 1, FOM perché? Con rispetto ma statisticamente l’88% dei fan della Formula 1 sono uomini. Ma anche senza ricadere nel volgare, le ragazze che hanno affollato le gliglie di partenza di questo 2015 erano vestite in maniera davvero elegante. E poi poveri piloti! Come disse Seb “che senso ha? Arrivi e parcheggi dietro a John? Che roba è?”

Come disse Seb, parte seconda: Giornalista “lo sai che qui non ci saranno le grid girls?” Seb “Davvero? Niente Grid Girls? Dobbiamo fare sciopero!”

La dodicesima power unit: Date un premio a quel team. Con il limite delle quattro power unit all’anno, la McLaren Honda si presenta in Brasile montando la dodicesima unità sulla vettura di Alonso. Attendiamo con ansia qualcuno che abbia tenuto conto di tutte le posizioni di penalità rimediate in griglia da Jenson e Fernando.

Fernando e la tintarella: memore del ritiro del venerdì, dove era rimasto seduto molto scomodamente su un durissimo guard rail, il sabato, al grido di “stop the car” lo stoico spagnolo sceglie un bel posticino per prendere una pausa dal tran tran di tutti i giorni, e si gode da una posizione privilegiata la fine delle qualifiche.

Ringraziamo Internet per certe Perle

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Matteo Bramati.

 

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