Le Pagelle del Gran Premio della Malesia

Voti al weekend di Sepang

Le Pagelle del Gran Premio della Malesia

DANIEL RICCIARDO 10

La tanto agognata vittoria arriva in una torrida domenica di ottobre, lì dove nessuno l’avrebbe mai detto, dove le Mercedes e le Ferrari avrebbero dovuto mettere in crisi la RedBull. E invece no. Doppietta RedBull, con Ricciardo sul gradino più alto del podio. Un primo posto guadagnato e difeso con la forza dagli attacchi del compagno di squadra. Per fortuna che oggi tanto qualcosa va storto lì davanti, e le gare riprendono ad avere un’anima e a regalare emozioni. MEGLIO TARDI CHE MAI

MAX VERSTAPPEN 9

Dopo aver perso un paio di posizioni al via a causa della frenata ritardata di Vettel, quando la corsa entra in regime di VSC, al muretto gli ingegneri decidono di diversificare la sua strategia da quella di Ricciardo, tentando di sostare mentre il ritmo è lento per guadagnare tempo sugli altri. Questo trucco non funziona come aveva fatto a Barcellona e Max, con gomme più fresche deve recuperare su Raikkonen e Ricciardo. Il sorpasso sul primo gli riesce ma quando tenta di sopravanzare il suo compagno riceve un cordiale “si accomodi qui dietro”. Quando poi si profila la possibilità di una doppietta le posizioni vengono congelate e tanti saluti alla seconda vittoria.

NICO ROSBERG 9

Quando viene toccato da dietro da Vettel alla prima curva il suo umore non fa una piega: al team radio non dice niente, comincia semplicemente a spingere like hell. Deve rimontare, e alla svelta, perché andare alle ultime cinque gare con Lewis in vantaggio è una vecchia storia che rievoca brutti ricordi. Sorpassa facilmente le vetture che il suo passo lo sognano la notte di natale, e arriva velocemente alle spalle di Raikkonen. Dopo aver montato gomme dure nuove si inventa un bel sorpasso in curva due nel quale però urta la Ferrari rimediando una penalità di dieci secondi. Problemi? Nessuno, basta schiacciare il mix 3 e spingere un po’ per accumulare 12 secondi di distacco dalla Ferrari. RIDE BENE CHI ARRIVA AL TRAGUARDO

KIMI RAIKKONEN 7.5

Per l’n-esima volta in questa stagione la Ferrari si ritrova a dover fare affidamento sul finlandese per portare a casa dei punti, e Kimi risponde prontamente. Per quel che può tiene botta agli attacchi di Verstappen e Rosberg, ma il massimo che la macchina può permettersi è il quarto posto. Ormai in questo finale di stagione quello che emerge in Ferrari non è tanto il talento – parecchio – dei piloti, quanto il disappunto per una vettura davvero non all’altezza delle aspettative.

VALTTERI BOTTAS 8

Partendo dall’undicesima piazza in griglia ha la facoltà di scegliere la mescola con cui partire, e di conseguenza di poter scegliere una strategia più o meno bizzarra. Il finlandese decide di partire con gomme Medie, fermandosi dopo ventinove giri per montare pneumatici Hard, andando di fatto al traguardo con una sola sosta. Il compromesso paga e Valtteri recupera molte posizioni classificandosi alla fine al quinto posto.

SERGIO PEREZ 7

La favola della gara di Perez, che dopo la prima curva è terzo, svanisce dopo pochi giri, quando, dopo essere stato passato da Raikkonen e Verstappen, il regime di VSC offre una bella chance a coloro che erano partiti con le gomme medie. Sergio, al contrario, montando le soft perde molte posizioni alla sua successiva sosta dovendo così recuperare a suon di sorpassi nel gruppo. Chiude sesto dopo avere riguadagnato un paio di posizioni.

FERNANDO ALONSO 9.5

Parte stra-ultimo a causa delle numerose penalità inflittegli a causa di sostituzioni di parti della Power Unit, come al solito da qualche gara a questa parte. Subito al via guadagna molte posizioni, e al muretto decidono di optare per una strategia aggressiva, andando all’attacco delle posizioni. La fortuna, che premia gli audaci, aiuta Fernando nella sua seconda sosta, che avviene in regime di VSC in occasione dello stop di Hamilton in pista. Montato l’ultimo set di gomme fresche lo spagnolo può volare al traguardo con un positivo di ben quindici posizioni rispetto a quella di partenza.

NICO HULKENBERG 6.5

Alla prima curva Nico si vede collidere proprio davanti a se il trio Vettel-Rosberg-Verstappen, e per evitarli perde due posizioni, rimanendo bloccato alle spalle di Button per più di metà gara. Solo nell’ultima frazione arriva il sorpasso che lo colloca in ottava posizione. Non un risultato brillantissimo, ma comunque utile per scavalcala Williams nella classifica costruttori.

JENSON BUTTON 6.5

La gara di Jenson si articola su due soste. Alla partenza guadagna subito la quarta posizione, ma dopo pochi giri comincia a retrocedere in classifica. La beffa più grande è però la VSC che viene chiamata in causa giusto un paio di giri dopo il suo pit, permettendo alle vetture rivali, su tre soste di guadagnare più di quindici secondi. Nonostante ciò alla fine riesce a chiudere in zona punti, completando un uno due McLaren su un circuito non esattamente incline alle potenzialità della macchina.

JOLYON PALMER 8

Finalmente arriva il tanto agognato punto iridato, uno zero sulla casellina del britannico che tanto lo umiliava nel confronto con il compagno di squadra che d’ora in poi non ci sarà più. Dopo una qualifica deludente ecco che oggi è andato tutto alla perfezione per Jolyon. La Strategia, le gomme, i pit, tutto perfetto, ed ecco che arriva anche il decimo posto finale.

CARLOS SAINZ JR. 6.5

Lo spagnolo ha una partenza davvero concitata, con il motore della sua Tororosso che si pianta proprio mentre lui si ferma in griglia. Fortunatamente riesce a farlo ripartire proprio nel momento in cui i semafori si spengono, ma a causa di questo contrattempo il suo scatto non è dei migliori, però alla prima curva riesce a guadagnare sei posizioni. In tutta la corsa combatte per la zona punti cercando di guadagnare più posizioni possibili con un’audace strategia delle soste, ma alla fine la macchina si rivela non all’altezza dei primi dieci in classifica.

MARCUS ERICSSON 6

Stranamente troviamo una Sauber poco al di fuori della zona punti – solitamente entrambe le macchine rimanevano ben lontane dai primi 10 – questa volta il passo della vettura numero 9 si è rivelato abbastanza convincente, ma non abbastanza elevato da poter attaccare le posizioni che contano. Da sottolineare che lo svedese ha percorso tutta la gara senza poter bere a causa di un guasto al sistema che eroga l’acqua al pilota. Uno stress ulteriore in un Gran Premio già abbastanza torrido.

FELIPE MASSA 6

Più un sei politico quello del brasiliano visto il bottino di sfortune che si è rimediato oggi. A momento del giro di ricognizione l’acceleratore della sua Willliams lo abbandona, costringendo i meccanici a spingere la macchina ai box nel tentativo di sistemare il tutto. Incredibilmente nei due minuti del formation lap gli uomini in pit lane riescono a fare ripartire tutto, ma Felipe deve comunque cominciare la sua gara dalla pit lane. Dopo essersi fermato in regimme d Safety Car e aver montato gomme dure per un lungo stint, passano appena sei giri e Felipe viene richiamato ai box per sostituire di nuovo le gomme a causa di una foratura. Insomma, come ha detto anche lui: “quando non è il tuo giorno non puoi farci niente”.

DANIIL KVYAT 5

Lamenta lungo tutto il corso della gara dei problemi a gestire la sua vettura a causa di un danno rimediato al primissimo giro all’ala anteriore. Gara rovinata fin da subito, passata a cercare di stare al ritmo di quelli davanti, ma potendoli solo guardare scappar via dalle retrovie.

PASCAL WEHRLEIN & ESTEBAN OCON 6

Questa volta la Manor torna a giocare il ruolo di fanalino di coda del gruppo. Le due MRT non riescono a trovare il passo con le gomme dure, e così gli unici duelli che possono ingaggiare sono quelli tra loro stessi. Sepang si rivela un tracciato non adatto a questo team.

FELIPE NASR s.v.

Dopo una partenza bruttina tenta una strategia ad una sosta cercando di risparmiare il tempo di stop e passaggio alla corsia box. Un problema al break by wire non ci fa scoprire se la strategia avrebbe pagato o meno.

LEWIS HAMILTON 9

Re indiscusso del weekend, deve abbandonare la Leadership tra le fiamme del suo motore. Un guasto alla Power Unit Mercedes è un evento che succede una volta all’anno, Forse meglio qui che ad Abu Dhabi. Ma non giriamoci intorno, qui il pilota più veloce era lui, punto.

ESTEBAN GUTIERREZ 6

Alla curva uno rimedia una foratura a causa di un contatto con Magnussen. Rientra ai box, cambia gomme e subito cerca di rimontare delle posizioni in classifica. Con il fondo danneggiato la macchina risulta difficile da guidare, poi al trentanovesimo giro il guasto che fa volare la sua ruota lungo la pista. Il ritiro è inevitabile.

KEVIN MAGNUSSEN s.v.

Continua a gareggiare invano dopo che alla prima curva una vettura lo tampona da dietro rovinando irreparabilmente il fondo della sua Renault. Al diciassettesimo giro arriva la chiamata dai box per ritirare la vettura.

ROMAIN GROSJEAN s.v.

Per la seconda gara consecutiva afflitto da un problema ai freni finisce rovinosamente nella ghiaia andando a sfiorare le barriere. Tanto ormai la macchina era già inutilizzabile.

SEBASTIAN VETTEL 0

Black out totale del tedesco, che alla prima curva ha una crisi di identità e si reinventa Verstappen e Kvyat dei tempi migliori, e con una manovra da play station stende il povero Rosberg malcapitato. Ovviamente ad uscirne con le ossa – o meglio sospensioni – rotte è proprio la Ferrari numero cinque. Stendiamo un pietosissimo velo.

 

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