Le Pagelle del Gran Premio del Messico

Voti al Weekend di Città del Messico

Le Pagelle del Gran Premio del Messico

LEWIS HAMILTON 9

Luigino, sempre più in modalità “lepre” in queste ultime gare, zitto zitto, con il suo mare tra il mistico e lo snob, conquista senza troppa fatica sia la pole che la vittoria in quel bellissimo scenario che è Città del Messico. Unico sussulto della sua gara l’escursione iniziale alla prima curva per saggiare, per conto di Charlie, se i giardinieri del tracciato andavano pagati o meno. Dopo di chè, testa bassa, sguardo cattivo, e martellare come se tutti i 71 giri fossero la sagra dell’Hammer Time. Ma com’è che a lui niente penalità per l’uscita di pista alla prima curva?

NICO ROSBERG 6

Queste ultime gare in cui continua ad arrivare secondo gli garantiscono la sufficienza, semplicemente per il fatto che se continua così, tutto ciò gli garantirà di lasciare Abu Dhabi con il titolo in tasca. Nico, in versione “tartaruga”, per la serie chi va piano la sano e va lontano fa il suo dovere e nulla di più. Si piazza dietro al compagno, prendendosi in questa occasione anche il suo bel distacco consistente, ma alla fine è lì, ancora una volta sul secondo gradino del podio. Ma come la prima curva qui ci insegna: siamo sicuri che chi va piano vada veramente così tanto sano?

DANIEL RICCIARDO 9

E fu così che, nonostante la foratura, il sorridente Danielone riuscì ad aggiudicarsi il terzo posto finale, grazie ad una doppia penalità inflitta ai due che avevano tagliato il traguardo prima di lui. L’australiano accusa al primo giro una foratura ed è costretto a rientrare subito ai box a montare gomme medie. Tira su uno stint lunghissimo su queste gomme per poi alla fine montare coperture soft. Negli ultimi 20 giri rimonta qualcosa come 15 secondi su Vettel finno ad arrivarci ruota a ruota alla curva 4. La difesa del tedesco non è propriamente del tutto ortodossa e Daniel si deve accodare, avendo apparentemente sprecato la sua unica occasione per salire sul podio nello stadio. Qualche ora dopo la fine della gara però arriva la gioiosa – per lui – notizia: penalità a Vettel e 15 punti tondi tondi per l’australiano.

MAX VERSTAPPEN 4

Cito: “Quando ho tagliato la curva 1 ho pensato che fosse una situazione simile a quella di Hamilton in partenza, lui aveva tagliato e aveva anche guadagnato del tempo. Io facendo lo stesso non ho nemmeno guadagnato nulla, quando sono rientrato ero alla stessa distanza da Vettel, quindi non capisco la penalità.” Ma Max! Neanche se giochi alla PalyStation in modalità commissari addormentati passi impunito con un taglione così immane alla curva 1! Bella gara, difesa strenua come sempre, ma quando uno sbaglia deve semplicemente ammetterlo, e ci fa anche una figura migliore!

SEBASTIAN VETTEL 5.5

Finalmente la Ferrari trova una strategia giusta per dare al Tedesco la possibilità di lottare per il podio: d’altronde con solo un pit era difficile cannare anche quello (ma non impossibile, lo sappiamo bene). Seb allunga fino all’inverosimile il suo stint su gomme soft, mantenendo anche dopo trenta e passa giri dei tempi più che dignitosi. A distanza di venti giri dallo stop di Verstappen, Vettel si ferma a montare gomme nuove, mettendosi alla rincorsa dell’olandese. Messo sotto pressione Max sbaglia, ma non cede la posizione al Tedesco. A Seb si chiude la vena, e nel momento di difendersi dall’attacco di Ricciardo esagera, cambia direzione dopo aver frenato entrando in contatto con la RedBull. Secondo i commissari questo è sufficiente per rifilare una penalità di 10 secondi alla Ferrari. E anche oggi, si arriva terzi domani.

KIMI RAIKKONEN 5

La gara del pilota finlandese di casa Ferrari è più un calvario alla ricerca del grip su gomme medie. Gomme quasi mai provate nelle libere e che quindi giocano il ruolo della variabile incontrollata sulla strategia di Kimi. La sua gara, infatti, doveva svolgersi come quella degli altri su una sola sosta, ma la mancanza di grip, e di un passo gara soddisfacente costringono gli ingegneri a cambiare idea e mandare Kimi su due soste, montando un altro treno di gomme medie, sperando che la mescola nuova aiuti. Kimi, però, anche su questo secondo treno di gomme fatica, e a stento riesce a passare Hulkenberg, portandosi almeno in sesta posizione ma staccato di trenta secondi dal compagno di squadra.

NICO HULKENBERG 8

Finalmente arriva anche per Nico il solido risultato tanto atteso che sembrava ormai essere appannaggio solamente del suo compagno di squadra. La vera chiave del weekend si rivelano essere senz’altro le qualifiche, dove, con una superba prestazione, riesce a mettersi davanti ad entrambe le Ferrari. Le possibilità per la gara, naturalmente lo vedono alle spalle delle due rosse, ma con la sua buona partenza riesce a rimanere con i primi qualche giro più a lungo del previsto. Dopo essere stato passato dei piloti di punta si profila una gara decisamente solitaria per il tedesco, con un solo acuto nel finale, nella difesa su Raikkonen. Nico, su gomme ben più consumate non riesce a contenere il ritorno del Finlandese, e addirittura va in testacoda alla curva 4. Fortunatamente il margine sull’ottavo è decisamente ampio Hulk riesce a rimettersi in carreggiata senza perdere nessuna posizione.

VALTTERI BOTTAS 7 & FELIPE MASSA 7

La Williams torna prepotentemente in Top Ten con entrambe le vetture proprio nel Weekend in cui mancano al muretto i Boss della scuderia – tanti auguri di pronta guarigione a Frank Williams – limitando i danni in classifica costruttori rispetto alla Force India. Con entrambi i piloti su una strategia ad una sola sosta, nel caso di Bottas la gara fila via liscia senza nessun problema; con massa c’è un po’ di apprensione in più, quando, dopo il primo stop, avendo montato gomme medie, il suo ritmo sembra crollare, ma poi pian piano il brasiliano recupera velocità mantenendo Perez alle sue spalle a breve distanza. Fortuna che la Williams ha una velocità di punta mostruosa sul lungo dritto del circuito Hermanos Rodriguez.

SERGIO PEREZ 6-

L’idolo di casa questa volta tradisce un po’ le aspettative, sebbene non manchi di far segnare un punto finendo decimo. Checo dopo una qualifica bruttina comparata a quella di Nico cerca in gara la gloriosa rimonta, come quella dello scorso anno, ma sulla sua strada trova la formidabile e velocissima Williams, che sul rettilineo si riesce a vedere solo con il binocolo. Bloccato dietro a Massa, il messicano ci prova in tutti i modi, ma nulla, Felipe non si passa. Una gara, come lui stesso ha definito “frustrante”, addolcita solamente dal tifo infinito dei 300.000 tifosi accorsi a sostenerlo lungo tutto il weekend.

MARCUS ERICSSON 9

Partito dalla quindicesima piazza, Marcus incappa subito in un contatto al via nel quale danneggia la sua ala anteriore e anche il fondo vettura. Rientrato immediatamente ai box cambia alettone e monta gomme medie, già con l’idea di tornarsene a casa con un deludente risultato finale. Tuttavia da subito trova un buonissimo compromesso tra tempo sul giro e usura delle gomme. Incredibilmente resiste per 70 giri su quello stesso treno di gomme medie, andando ad occupare l’undicesima posizione, a solo un passo dalla zona punti. Dalle stalle, alle stelle!

JENSON BUTTON 7 & FERNANDO ALONSO 6.5

Nessuna delle due vetture del team di Woking riesce questa volta a portare a casa dei punti in campionato. Su questa pista, infatti, entrambe le McLaren accusano notevoli problemi nel riuscire a sorpassare gli avversari, rimanendo entrambi bloccati dietro a vetture apparentemente più lente per parecchi giri. Jenson, su una strategia ad una sola sosta, riesce a passare faticosamente le due Renault solo dopo avere preparato la manovra per molti giri, Fernando invece soffre di eccessiva usure delle coperture ed è costretto a fermarsi per un secondo pit, perdendo del tempo prezioso e alla fine non può fare altro che accodarsi al compagno di squadra.

JOLYON PALMER 6.5

Anche il pilota inglese, così come Ericsson, prova l’emozione di portare fino al traguardo il suo set di gomme medie su 70 giri. Rientrato ai box al primo giro è subito chiamato ad una magistrale gestione degli pneumatici per arrivare fino al traguardo, e questa volta non delude le aspettative. Nella seconda parte di gara ingaggia una battaglia con le due McLaren, ma le sue gomme possono offrirgli davvero poco e lui è costretto a far passare le due vetture di Woking. Partendo dal fondo della griglia a causa di un danno rimediato nelle FP3, il quattordicesimo posto è sicuramente un buon risultato per il suo team.

FELIPE NASR 6

Unico pilota a partire su gomme medie, vede subito la possibilità di una bella gara quando in curva due e tre i contatti nel gruppo creano quel caos che lo avvantaggia. Purtroppo l’entrata della Safety Car cancella subito le sue illusioni ricompattando il gruppo. La sua strategia si rivela essere ad una sola sosta, ma con gomme invertite rispetto alla maggior parte degli altri. Con il potenziale della vettura riesce a fare ben poco anche con una strategia diversificata.

CARLOS SAINZ JR. 5.5

La gara dello spagnolo è compromessa fin dalle prime battute quando nel giro di ricognizione si presentano contemporaneamente dei problemi al cambio e un surriscaldamento eccessivo dei freni. Poche centinaia di metri dopo la partenza, inoltre, Carlos si becca una penalità di 5 secondi dovuta al confronto ravvicinato irregolare con Alonso. Con tutti questi contrattempi il riuscire ad entrare nella zona punti diventa un obiettivo veramente arduo da raggiungere, infatti il risultato finale è solo un sedicesimo posto.

KEVIN MAGNUSSEN 5

Su questa pista – non la ppiù calda del calendario tra l’altro – il pilota Danese si perde alla ricerca del passo gara. Come da previsioni le Soft su cui parte si degradano molto velocemente, così Kevin rientra ai box per montare gomme medie. Su questo tipo di pneumatici, però, il suo passo si fa davvero scarso, tanto da indurre il suo muretto a cambiare strategia e tentare l’azzardo delle gomme Supersoft nel finale, sperando che il risultato sia lo stesso della scorsa settimana negli Stati Uniti. L’azzardo non paga, Kevin non trova la velocità sperata, e, già nelle retrovie, chiude la sua corsa al diciassettesimo posto.

DANIIL KVYAT 5

Arriva al traguardo diciottesimo e si dice soddisfatto. Che punto di vista ottimista. È vero, si deve essere anche divertito a gareggiare in mezzo al gruppo e a battagliare con gli altri, ma il fatto che la macchina non fosse abbastanza veloce per guadagnare altre posizioni dovrebbe almeno suscitare un po’ di frustrazione.

ESTEBAN GUTIERREZ 5 & ROMAIN GROSJEAN 5-

Ultimamente stiamo finendo gli aggettivi per descrivere i disastri del Team Haas in questo sport. Anche in Messico la squadra Statunitense non cava un ragno dal buco, alle prese fin dal venerdì con problemi su problemi da risolvere velocemente. Gutierrez inoltre rovina la sua gara – e non solo – con il contatto al via, mentre Grosjean, seduto su una monoposto posseduta da qualche entità maligna prima cambia strategia da una a due soste, poi si rassegna alla ventesima posizione.

ESTEBAN OCON s.v & PASCAL WEHRLEIN 6

Purtroppo ritroviamo le Manor ultime in classifica, e questo ci dispiace. Un po’ per Esteban Ocon, la cui gara è compromessa dai tanti problemi riscontrati sulla sua macchina, ma sinceramente più per Wehrlein, che, dopo una bellissima qualifica e una buona partenza, viene sbattuto fuori da Gutierrez, vedendo la sua gara sfumare dopo appena tre curve.

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