Intervista esclusiva a Nick Fry

Intervista esclusiva a Nick Fry

A venti giorni esatti dalla presentazione della monoposto 2008 della Honda, il direttore generale del team, Nick Fry, si confessa in un'intervista-fiume ai microfoni di F1GrandPrix.it. Dal recente ingaggio di Ross Brawn alla conferma di Rubens Barrichello, dai progetti in atto per Luca Filippi al progetto ecologico della squadra di Brackley, passando ovviamente per la deludente stagione 2007 e i programmi per il 2008. Sempre disponibile al confronto con la stampa, il manager di Epsom non si sottrae anche agli argomenti piu' spinosi e sa ribattere con tutta la sua fiducia nel futuro del suo team. Vedremo se anche la pista gli dara' ragione.

Nick Fry, iniziamo naturalmente dall'ultimo arrivato nel tuo team, ovvero Ross Brawn. Che tipo di aiuto e di approccio ti aspetti che possa dare alla squadra nel campo tecnico?
“Il team ha bisogno di una guida esperta sotto l'aspetto tecnico. Abbiamo degli ingegneri di incredibile talento, ma ci e' mancato qualcuno che abbia gia' vinto dei campionati del mondo. Come molti sanno, abbiamo ingaggiato molti tecnici da altri team, come l'aerodinamico Loic Bigois, John Owen eccetera. Daranno un contributo, ma quello che ci mancava ancora era qualcuno che avesse la visione e anche l'esperienza. La differenza tra la vittoria e la sconfitta in Formula 1 e' molto piccola e una parte di questa differenza la fa la fiducia. Prima dell'arrivo di Ross, eravamo un team che pensava di poter vincere un campionato del mondo, ora siamo un team che sa di poter vincere un campionato del mondo. Non necessariamente il prossimo anno, ma certamente in futuro. Sono sicuro che, visto che Ross ce l'ha fatta in passato, potra' farcela ancora.”

Parlando con Luca Filippi, ci ha confidato di aver trovato un approccio di grande giovinezza e cambiamento all'interno della Honda. Qual e' la tua visione in merito?
“La mia visione e' che abbiamo bisogno di gente giovane, gente che venga da diversi background e da nazioni diverse. Uno dei pericoli nell'essere un team con sede in Inghilterra e di proprieta' di una compagnia giapponese e' che si ha una prospettiva particolare. Sono sempre molto entusiasta di lavorare non solo con persone giovani e di talento, ma anche persone che provengano da un diverso background, un'educazione diversa, che parlino lingue diverse, perché portano ricchezza al team. Una cosa che non ci manca e' l'entusiasmo: anche se la stagione per noi e' stata molto deludente, il team si e' mantenuto sempre molto determinato, molto ottimista, i nostri impiegati hanno lavorato molto sodo, percio' non abbiamo perso nulla. Ma ovviamente avere gente giovane come Luca in arrivo nel nostro team contribuisce ulteriormente, perché i giovani, per natura, potremmo dire, sono entusiasti e hanno molta energia. Spero che si sia divertito nella sua esperienza con noi e spero che potremo lavorare ancora con Luca.”

La domanda e' cattiva, ma inevitabile: che senso ha, nell'ottica di questa ricerca della giovinezza, confermare un pilota come Barrichello?
“C'e' una chiara logica dietro alla decisione di continuare con Jenson e Rubens: i problemi che abbiamo avuto quest'anno riguardavano la vettura e non i piloti. Un team ha bisogno di continuita'. Per il prossimo anno, contiamo di risolvere i problemi alla vettura, ma non abbiamo bisogno di risolvere alcun problema relativo ai piloti. Rubens e' un pilota che ha dimostrato di poter battere Michael Schumacher, percio' puo' guidare in modo molto veloce. Comprendo che, quando un team mette a disposizione di un pilota che e' in Formula 1 da oltre quindici anni una vettura deludente, correre con entusiasmo e' difficile. Ma sono fiducioso al 100% che il prossimo anno, quando daremo a Rubens una buona vettura, fara' un lavoro ottimo. Ne sono sicuro.”

Per Luca, ma anche Mike Conway e Andreas Zuber, che ruolo vedi nel futuro della squadra?
“Un team di Formula 1 ha bisogno davvero di tre cose, in termini di piloti. Primo, ha bisogno di piloti titolari esperti, che siano veloci e possano vincere delle gare. Numero due, ha bisogno di almeno un collaudatore di grande esperienza che abbia abilita' specifiche e che puo' essere o meno un pilota che in futuro correra' in Formula 1. Penso che oggi, fare il collaudatore in Formula 1 sia un lavoro a parte e alcuni dei piloti che sono bravissimi a fare questo lavoro non necessariamente correranno di nuovo in Formula 1: questa potrebbe essere la situazione di Luca Badoer, Pedro de la Rosa, ma queste persone possono ancora fare un lavoro fantastico. Il terzo gruppo, se volete, sono i piloti di Formula 1 del futuro, che hanno bisogno di test per raggiungere quel livello. Di certo, Luca, Mike ed Andy rientrano in questa categoria: non saranno necessariamente i piloti che contribuiranno di piu' ai test nel primo anno, possono dare il loro sostegno a piloti piu' esperti, ma sono avviati verso un sedile da titolari, mentre i collaudatori potrebbero non essere in questa situazione. Questi sono lavori molto diversi e credo che sia un esempio di come la Formula 1 sia divenuta piu' specializzata.”

In questo senso, veniamo da una stagione in cui i giovani hanno avuto grosse difficolta' a provare le monoposto di Formula 1 per via dei regolamenti sui test. Saresti favorevole a cambiare questi regolamenti per il futuro?
“Si' e penso che abbiamo compiuto un piccolo passo avanti perché nelle regole per i test del prossimo anno saranno previste delle giornate dedicate ai piloti piu' giovani e penso che questo sia molto importante. Certamente quest'anno e' stato molto difficile dare la possibilita' di girare molto anche ai piloti con piu' esperienza in Formula 1 – Christian Klien per esempio. In realta' i piloti titolari di Formula 1 vogliono compiere molti test, percio' ritagliare piu' tempo per quello che chiamiamo lo sviluppo dei piloti e' un fatto positivo. Abbiamo fatto un passo avanti con le giornate per i giovani piloti il prossimo anno, ma potremo farne altri in futuro.”

Parliamo del progetto della “green car”. Molti hanno criticato l'approccio della Honda definendolo solo di facciata, per nascondere l'incapacita' di trovare un nuovo title sponsor. Invece, sappiamo che, in concreto, vi state impegnando verso una maggior compatibilita' ecologica del team. Puoi spiegarci che cosa accade, davvero, dietro le quinte?
“Per quanto concerne cio' che facciamo su base quotidiana, stiamo cercando di migliorare. Non vogliamo porci davanti agli altri, non abbiamo mai sostenuto di essere nella situazione perfetta o di essere migliori di chiunque altro, ma diciamo invece che stiamo cercando di dare un contributo in modo molto ampio. Prima di tutto nell'utilizzo di energia nella factory: ora tutte le lampadine sono a risparmio energetico, acquistiamo la nostra energia da una fonte piu' ecologica, monitoriamo la CO2 emessa dalle automobili aziendali su base mensile e cerchiamo di migliorare ogni mese incoraggiando i nostri impiegati a guidare le Honda Civic ibride o diesel piuttosto che veicoli con motori a maggior cilindrata. Gli scarti di lavorazione delle fibre di carbonio ora sono tutti riciclati, per esempio. Ci impegniamo nella raccolta differenziata dei rifiuti. Questo fa parte di un progetto in corso: stiamo considerando al momento la possibilita' di migliorare ancora il nostro utilizzo di energia introducendo pompe di calore o pannelli solari – abbiamo gia' introdotto i pannelli solari sul tetto dei motorhome per la fornitura di elettricita'. Sono tutte piccole cose, ma danno un contributo. L'obiettivo e' quello di cambiare il modo di pensare dei nostri impiegati, fornitori e di tutte le persone associate al team. Se utilizziamo degli impianti di risparmio energetico che funzionano, e' piu' probabile che i nostri impiegati li utilizzino anche a casa. Ad ognuno di loro diamo un sistema per monitorare l'utilizzo di energia a casa, cosicché possano iniziare a dare davvero il loro contributo. La cosa importante e' costruire questa influenza.”

Parliamo ora del 2008. A che punto siete con la preparazione?
“Penso che siamo in una buona situazione. Il problema principale della vettura di quest'anno, penso che tutti lo sappiano, riguardava le prestazioni aerodinamiche, che sono state molto deboli. Cio' che abbiamo cercato di fare e' risolvere questo problema in modo logico. Una delle cose positive dell'arrivo di Ross e' che e' arrivato, ha visto cio' che abbiamo fatto e pensa che sia stata una reazione molto sensata e logica ai problemi che abbiamo avuto quest'anno. È d'accordo con cio' che abbiamo fatto finora: certamente possiamo migliorare, ma i nostri numeri nel campo dell'aerodinamica, venendo da una situazione di debolezza, ora sono piuttosto buoni, anche se finche' non andremo a Melbourne non potremo saperlo davvero.”

Qual e' il tuo obiettivo per il prossimo anno?
“Il mio obiettivo per il 2008 e' semplicemente quello di tornare dove eravamo a fine 2006. A quell'epoca potevo recarmi con il mio team ad ogni gara e ritenere di avere una chance di salire sul podio. Questo non significa che ce l'avremmo effettivamente fatta, ma significa che avevamo un'opportunita' realistica. Il prossimo anno voglio semplicemente tornare in quella posizione. Quando salgo sull'aereo o in macchina per andare a un Gran Premio, voglio essere fiducioso delle nostre chance. Se riusciremo farlo, questa potrebbe essere una buona posizione da cui iniziare a lavorare per il 2009 e 2010 verso la vittoria di un campionato del mondo, che e' ancora il nostro obiettivo. Ross non sarebbe venuto da noi se non avesse gli strumenti per farlo.”

Fabrizio Corgnati

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