GP Brasile, Interlagos: Anteprima ed orari del weekend

GP Brasile, Interlagos: Anteprima ed orari del weekend

Il circuito di Interlagos a San Paolo ospita il Gran Premio del Brasile, penultima, e forse già decisiva, prova del campionato 2010 di Formula 1.

Si arriva in Brasile con una classifica iridata sconvolta! Il Gran Premio di Corea ha regalato colpi di scena a ripetizione e ha letteralmente mescolato le carte in tavola. Ma andiamo con ordine.

La scorsa settimana il circus a quattro ruote è approdato in Corea del Sud sul circuito di Yeongam ancora non completato, come ben si poteva capire dalle inquadradute televisive. Se le qualifiche si sono svolte normalmente, travagliatissima è stata la gara. Sin dal primo mattino una leggera ma insistente pioggia si è abbattuta sul circuito che, a causa del manto stradale steso solo pochi giorni prima, si è trasformato in una piscina olimpionica.

In un primo momento la partenza era stata rinviata di dieci minuti per poi dare il via alla corsa dietro la Safety Car. Ma si era subito capito che proseguire oltre in quelle condizioni sarebbe stato assurdo. Al terzo giro la direzione gara decide per la bandiera rossa. Quasi un’ora di discussioni e poi la gara è stata fatta ripartire sempre dietro la vettura di sicurezza che dopo qualche giro ha lasciato spazio alla gara vera e propria.

A questo punto si è scatenato il caos: Mark Webber con un errore da principiante tocca troppo il cordolo alla curva 13, va in testacoda si tocca con Rosberg ed è costretto al ritiro. Vettel manteneva saldamente il comando seguito da Alonso ed Hamilton. A cinque giri dalla fine l’altro colpo di scena: il motore di Vettel si pianta! Vince Alonso seguito da Hamilton e Massa.

La classifica mondiale vede ora al comando proprio l’alfiere spagnolo della Ferrari seguito da Webber ed Hamilton. Alonso ha undici punti di vantaggio sull’australiano e ventuno sull’inglese. Uno scenario impensabile solo qualche settimana fa.

Si giunge quindi in Brasile sul circuito di Interlagos, intitolato a Josè Carlos Pace, che sorge alla periferia sud della megalopoli sudamericana. Si tratta di un tracciato molto tecnico, da percorrere in senso antiorario, caratterizzato da notevoli dislivelli. Deve il suo nome Interlagos, al fatto di sorgere su un lembo di terra situato tra due laghi artificiali, il Guarapiranga e il Billings, costruiti negli anni ’10 del XX secolo per rifornire San Paolo di acqua ed energia elettrica. E proprio a causa della natura argillosa del terreno, il circuito presenta notevoli dossi e avvallamenti che rendono ogni tratto diverso da un altro.

Il circuito, nonostante sia molto amato dai piloti, non è comunque esente da critiche. Si mette spesso in risalto la pericolosità di alcuni punti, che infatti la gestione dell’impianto ha annunciato che saranno modificati, e l’inadeguatezza delle infrastrutture che ormai risalgno ai primi anni ’80.

Il Gran Premio del Brasile dal 2004 è stato spostato a fine stagione e negli ultimi quattro anni ha assegnato i titoli iridati. Tuttavia, molti ricorderanno che per vari decenni era tradizionalmente una delle prime gare in calendario, e anzi negli anni ’80 e ’90 era proprio la prima dell’anno. Interlagos, nella città di San Paolo, è la pista che ospita il “debutto” del Brasile nel giro dei Gran Premi iridati, è il 1973. Tuttavia non era la Interlagos così come la conosciamo oggi, bensì una pista molto più lunga, quasi 8 chilometri, che alternava curve veloci, curve molto lente e rettilinei velocissimi.

Fu progettato per permettere la visibilità quasi dell’intero circuito dalle tribune del traguardo. A vincere in quella prima edizione è proprio il fresco campione del mondo e idolo di casa Emerson Fittipaldi sulla intramontabile Lotus 72, vittoria poi bissata l’anno dopo ma con una McLaren al termine di una gara accorciata di otto giri per uno scroscio di pioggia. Nel 1975 c’è la sorpresa della pole position della piccola scuderia Shadow guidata da Jarier, che sembra imbattibile anche in gara, ma a sette giri dalla fine si ritira e per la terza volta in tre anni la vittoria va a un pilota brasiliano, il giovane Carlos Pace alla sua prima e purtroppo unica vittoria. Nel 1976 siamo in piena era Lauda-Ferrari e Niki, iridato in carica, vince a mani basse nonostante la pole di Hunt e una sfuriata iniziale in testa di Regazzoni. Nel 1977 e 1978 vince ancora la Ferrari, entrambe le volte con Reutemann, grazie anche alle gomme Michelin, ma nel 1978 la pista è quella, inedita, di Jacarepagua, a Rio de Janeiro.

Nel 1982 Piquet dopo una sfuriata di Villeneuve, in testa per i primi 29 giri, batte Rosberg e vince, ma a fine gara vengono entrambi squalificati per vetture sottopeso (siamo nel pieno della guerra Fisa-Foca e gli inglesi avevano il famoso trucco dei serbatoi per l’acqua “di raffreddamento” per correre sottopeso e contrastare la superiorità dei turbo Ferrari e Renault). Il vincitore diviene così Prost, alla prima di una lunga serie di vittorie in terra brasiliana.

Nel 1983 Piquet si riprende il dovuto, vincendo stavolta senza discussioni. L’anno successivo Alain Prost, all’esordio con la McLaren-Porsche, vince dopo un ottimo inizio di Alboreto che debutta sulla Ferrari con 11 giri al comando prima di un guasto ai freni. Prost si ripete l’anno dopo iniziando così la scalata al suo primo mondiale battendo un Alboreto ancor più competitivo partito dalla pole ma urtato da Mansell al via. Piquet vince ancora davanti alla torcida nell’86 debuttando al meglio con la Williams e arrivando davanti all’emergente connazionale Ayrton Senna. Prost ancora primo nei due anni successivi, in particolare nell’88 approfitta di un problema in partenza del suo nuovo compagno di squadra, che è proprio Senna, e va a vincere, primo atto di una rivalità che farà epoca.

Nel 1989 triplice inaspettato debutto vincente: all’ultima edizione a tutt’oggi disputata a Jacarepagua, eliminatisi in partenza Patrese, Berger e Senna (che ancora una volta non riesce a vincere in casa), Mansell esordisce sulla Ferrari con una vittoria totalmente inattesa visti i ricorrenti guai di affidabilità del nuovissimo cambio automatico, anch’esso al debutto, battezzando in modo vincente anche la prima gara di Cesare Fiorio come diesse della Rossa.

Nel 1991 Ayrton Senna riesce una volta per tutte a sconfiggere la macumba che non lo voleva vincitore in Brasile trionfando con una gara leggendaria, guidando negli ultimi giri col cambio rimasto in sesta marcia, battendo la sempre più forte Williams-Renault di Patrese: l’urlo di Senna sul traguardo, misto di gioia e di fatica, rimbalzano dalla cronaca direttamente alla leggenda. Senna fa il bis nel 1993 battendo, anche grazie alla pioggia, Prost.

Nel 1994, la stella di Senna brilla per l’ultima volta con una pole strappata coi denti all’emergente Schumacher con la Benetton, il quale però in gara è imprendibile e costringe Ayrton all’errore. Sarà l’ultima volta che i brasiliani vedranno correre il loro idolo prima che un muretto sul Santerno lo fermi per sempre. Schumacher rivince nel 1995 davanti a Coulthard. Nel 2000 Michael Schumacher, al quinto anno con la Ferrari riesce a vincere e a portarsi decisamente in testa al mondiale, che a fine anno prenderà finalmente la via di Maranello dopo 21 anni di digiuno. Memorabile l’edizione 2003 con la pioggia che provoca incidenti a raffica e dal groviglio di incidenti esce fuori la sorpresa Fisichella, alla sua prima vittoria.

Edizione del 2005 da ricordare per Alonso che diventa il più giovane campione del mondo della storia della F1. Lo spagnolo rivincerà il titolo nel 2006 di nuovo in Brasile, gara che vede la vittoria del pilota di casa Felipe Massa, primo brasiliano a trionfare dai tempi di Senna, mentre passa alla storia la gara d’addio alla F1 di Schumacher, che viene attardato da un guaio in prova e da un contatto in gara con Fisichella che gli provoca una foratura: Michael comincia una epica rimonta che lo porta a rimontare un giro di ritardo fino alla quarta posizione finale, con sorpassi eccezionali.

Nessun ferrarista dimenticherà mai l’edizione 2007: dopo una stagione segnata dalla clamorosa spy-story, l’harakiri del giovane Hamilton che con la sua McLaren partiva con un vantaggio di sette punti sul finlandese della Ferrari e quattro sul suo compagno-rivale Alonso, consegna a Raikkonen il titolo mondiale. Hamilton si rifà nel 2008 andando a vincere il suo primo titolo iridato, divenendo il campione più giovane della storia della Formula 1.

L’edizione dello scorso anno ha invece visto il trionfo di Button e della Brawn GP che si sono imposti proprio sulla Renault.

Si giunge quindi in terra carioca con la possibilità che si assegni già il titolo. La Red Bull sembra intenzionata a rifarsi dopo il doppio zero della Corea, anche se, la situazione che si è venuta a creare in Corea ha messo in evidenza l’assoluto pressappochismo col quale il team austriaco fin dall’inizio di questa stagione si è approcciato alla sfida iridata. La guerra interna tra Vettel e Webber ha portato il team sull’orlo di una crisi di nervi. A nostro giudizio se la Red Bull, invece di tentare di spingere a tutti i costi Vettel, anche a scapito del compagno meglio messo in classifica, avesse imposto gerarchie chiare, questo 2010 sarebbe passato alla storia come un 2004 con altri colori.

Il team di Horner insomma ha gestito male la situazione piloti. È notorio che i vertici della squadra stiano spingendo in tutti i modi per far vincere il mondiale a Vettel. Il vero capo del team, l’eminenza grigia Marko, braccio destro di Mateschitz da inizio anno in dichiarazioni più o meno pubbliche non fa altro che sottolineare il valore del pilota tedesco, difendendolo anche quando i fatti gli danno palesemente torto come accadde in Turchia con l’incidente causato da Vettel ai danni proprio di Webber.

Insomma, sembra di stare riassistendo al film del 2007 visto in casa McLaren con la lotta Hamilton-Alonso gestita in modo pessimo, al termine della quale a godere tra i due litiganti fu il terzo incomodo Raikkonen. Potrebbe, forse, finire nello stesso modo.

Piccola nota: come è accaduto per il Gran Premio d’Italia, la RAI ha comunicato che per gli ultimi due Gran Premi (Brasile e Abu Dhabi), saranno trasmesse anche le tre sessioni di prove libere sulla piattaforma digitale terrestre Rai Sport 2.

Domenico Della Valle – Francesco Ferrandino

INFO
Lunghezza del circuito: 4,309 km
Giri da percorrere: 71
Distanza totale: 305,909 km
Numero di curve: 15 – 10 a sinistra, 5 a destra
Senso di marcia: antiorario
Mescole Bridgestone: supersoffici/medie

RECORD
Giro prova: 1:09.822 – R Barrichello – Ferrari – 2004
Giro gara: 1:11.473 – J Montoya – Williams BMW – 2004
Distanza: 1h28:01.451 – J Montoya – Williams BMW – 2004
Vittorie pilota: 6 – A Prost
Vittorie team: 11 – McLaren
Pole pilota: 6 – A Senna
Pole team: 10 – McLaren
Km in testa pilota: 1.140 – A Prost
Km in testa team: 3.050 – McLaren
Migliori giri pilota: 5 – M Schumacher
Migliori giri team: 10 – Williams
Podi pilota: 10 – M Schumacher
Podi team: 29 – McLaren
———-

Albo d’oro
01. 1973 E Fittipaldi – Lotus Ford
02. 1974 E Fittipaldi – McLaren Ford
03. 1975 C Pace – Brabham Ford
04. 1976 N Lauda – Ferrari
05. 1977 C Reutemann – Ferrari
06. 1978 C Reutemann – Ferrari
07. 1979 J Lafitte – Ligier Ford
08. 1980 R Arnoux – Renault
09. 1981 C Reutemann – Williams Ford
10. 1982 A Prost – Renault
11. 1983 N Piquet – Brabham BMW
12. 1984 A Prost – McLaren TAG
13. 1985 A Prost – McLaren TAG
14. 1986 N Piquet – Williams Honda
15. 1987 A Prost – McLaren TAG
16. 1988 A Prost – McLaren Honda
17. 1989 N Mansell – Ferrari
18. 1990 A Prost – Ferrari
19. 1991 A Senna – McLaren Honda
20. 1992 N Mansell – Williams Renault
21. 1993 A Senna – McLaren Ford
22. 1994 M Schumacher – Benetton Ford
23. 1995 M Schumacher – Benetton Renault
24. 1996 D Hill – Williams Renault
25. 1997 J Villeneuve – Williams Renault
26. 1998 M Hakkinen – McLaren Mercedes
27. 1999 M Hakkinen – McLaren Mercedes
28. 2000 M Schumacher – Ferrari
29. 2001 D Coulthard – McLaren Mercedes
30. 2002 M Schumacher – Ferrari
31. 2003 G Fisichella – Jordan Ford
32. 2004 J Montoya – Williams BMW
33. 2005 J Montoya – McLaren Mercedes
34. 2006 F Massa – Ferrari
35. 2007 K Raikkonen – Ferrari
36. 2008 F Massa – Ferrari
37. 2009 M Webber – Red Bull Renault
———-

Orari del Gran Premio del Brasile

Venerdì 5 Novembre
10:00-11:30 (13:00-14:30) Prove Libere 1 – Rai Sport 2
14:00-15:30 (17:00-18:30) Prove Libere 2 – Rai Sport 2

Sabato 6 Novembre
11:00-12:00 (14:00-15:00) Prove Libere 3 – Rai Sport 2
14:00-15:00 (17:00-18:00) Qualifiche – Rai Due

Domenica 7 Novembre
14:00 (17:00) Gara – Rai Uno

Leggi altri articoli in Gran Premi

Lascia un commento

6 commenti

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati