F1 | Test Pirelli a Barcellona: la Ferrari chiude con Arthur Leclerc
Sono 2.817 i chilometri percorsi dai team presenti al Montmelò nei due giorni di prove dedicati alle gomme

Archiviata la parentesi del Gran Premio, il circuito del Montmelò si è trasformato per due giorni in un caldissimo laboratorio a cielo aperto per lo sviluppo degli pneumatici Pirelli da asciutto. La casa milanese ha completato una maratona di test focalizzata sulle mescole della prossima stagione, mettendo alla prova strutture e mescole innovative in condizioni climatiche estreme che hanno spinto al limite i materiali e la resistenza dei piloti. L’attività in pista ha visto alternarsi i tecnici di Ferrari, Aston Martin e Cadillac, impegnati in un programma di lavoro serrato volto a raccogliere dati fondamentali per definire il comportamento delle coperture slick prima che la Formula 1 affronti i continui cambiamenti regolamentari.
La prima giornata di prove sul tracciato del Montmelò, andata in scena martedì, ha visto la partecipazione collettiva di Ferrari, Aston Martin e Cadillac, scese in pista con l’obiettivo di deliberare gli pneumatici slick destinati alla prossima stagione. Il programma di lavoro strutturato dai tecnici della Pirelli è stato diviso in due fasi distinte: nel corso della mattinata, le tre scuderie hanno concentrato i propri sforzi sulla valutazione di diverse soluzioni di struttura interna per la mescola intermedia C2, effettuando una serie di performance run brevi da 8 giri ciascuno, ideali per isolare il comportamento della carcassa sotto il massimo sforzo velocistico.
Nel pomeriggio, invece, i team hanno cambiato approccio, montando le opzioni strutturali che avevano mostrato i riscontri più promettenti per testarle sulle lunghe distanze attraverso intensi long run, fondamentali per verificare la resistenza dei materiali e il decadimento termico sulla distanza di un intero stint di gara.
L’intera sessione del martedì è stata condizionata da temperature tipicamente estive, persino ben più calde di quelle registrate nel corso dell’ultimo fine settimana di gara, con la colonnina di mercurio dell’aria che ha toccato i 34°C e un asfalto rovente che ha raggiunto il picco di 57°C. Al volante della Ferrari, Charles Leclerc si è sobbarcato un lavoro importante, completando ben 134 tornate, equivalenti a un totale di 624 chilometri percorsi, facendo registrare il suo miglior tempo di riferimento in 1:16.619.
Ancora più elevato è stato il chilometraggio accumulato dal giovane Jak Crawford al timone dell’Aston Martin, capace di inanellare ben 146 giri per un bilancio complessivo di 680 chilometri, fermando il cronometro sul miglior tempo personale di 1:23.709. La sessione è stata invece decisamente più travagliata per la Cadillac condotta da Zhou Guanyu, la cui progressione è stata fortemente rallentata da alcuni inconvenienti tecnici che hanno limitato l’attività in pista a sole 54 tornate per 251 chilometri complessivi, con un miglior crono registrato in 1:21.543 prima di dover ricorrere alle cure dei meccanici nel garage.
Test Pirelli: mercoledì dedicato ai giovani
Mercoledì si è concluso il secondo giorno di test organizzato da Pirelli sul circuito di Barcellona, che ha visto una parziale rotazione delle forze in campo. Como da programma, la scuderia di Maranello e il team americano hanno proseguito i lavori in solitaria sul circuito spagnolo, con Zhou Guanyu che ha mantenuto regolarmente il proprio sedile nell’abitacolo della Cadillac, mentre Charles Leclerc ha ceduto il volante della SF-26 al fratello Arthur.
Durante le ore mattutine è continuato senza sosta il programma di prove focalizzato sulle diverse opzioni di struttura per la mescola C2, le quali sono state testate inizialmente attraverso una serie di short run per valutarne l’impatto prestazionale immediato e, successivamente, per mezzo di articolati long run volti a verificarne la costanza di rendimento. Dopo la consueta pausa pranzo, i due piloti in pista hanno invece modificato l’oggetto delle proprie valutazioni, concentrandosi sull’analisi ravvicinata di alcune specifiche varianti della mescola C2 sulle lunghe distanze per affinarne la composizione chimica del battistrada.
Anche la sessione del mercoledì è stata caratterizzata da condizioni meteorologiche estreme, con il caldo che ha ulteriormente inasprito lo sforzo sui componenti meccanici dato che la temperatura massima dell’asfalto ha toccato il picco di 58°C, mentre quella dell’aria ha raggiunto la quota critica di 36°C. Nonostante il clima torrido, Arthur Leclerc ha risposto presente completando un totale di 141 giri, equivalenti a ben 657 chilometri di esperienza accumulata, facendo segnare un tempo di 1:17.430 come miglior crono personale della giornata.
Ottimi segnali di ripresa sono giunti anche dal box della Cadillac, dove Zhou Guanyu è riuscito a mettersi alle spalle i problemi tecnici del giorno precedente effettuando ben 130 giri, pari a 605 chilometri complessivi, e fermando il cronometro sul tempo di 1:19.321.
Prendendo in esame l’intero arco della due giorni di test collettivi al Montmelò, il bilancio finale tracciato dagli ingegneri della Pirelli si rivela piuttosto solido: le squadre coinvolte hanno percorso complessivamente 2817 chilometri per un totale di 605 giri effettuati, raccogliendo un quantitativo di dati fondamentale che verrà ora analizzato e processato nei laboratori della sede centrale di Milano.
Archiviata la calda parentesi in terra spagnola, il prossimo appuntamento con il programma ufficiale di test di sviluppo Pirelli è già fissato sul circuito di Silverstone, dove il martedì e il mercoledì successivi al fine settimana del Gran Premio di Gran Bretagna si torneranno a testare le future varianti degli pneumatici slick, potendo contare questa volta sulla partecipazione attiva in pista delle scuderie Mercedes e Williams.
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