F1 | Russell le ha prese ancora da Antonelli, e Hamilton diventa una preoccupazione
Uno scenario totalmente inaspettato per l'inglese della Mercedes, dato da tutti per favorito prima dell'inizio del mondiale

Il Gran Premio di Barcellona ci ha dato diverse risposte, confermando la sua natura di tracciato-test ideale per misurare i reali valori in campo delle monoposto. Se da un lato l’appuntamento spagnolo ha certificato che la Ferrari quest’anno può davvero considerarsi competitiva a pieno titolo grazie agli aggiornamenti portati al Montmeló sulla SF-26, dall’altro lato ha messo in evidenza una complessa situazione interna in casa Mercedes che potrebbe presto prendere strade inaspettate. Molti potrebbero liquidare questa analisi come un’esagerazione data la netta supremazia mostrata dalla W17 fino a questo weekend, ma occorre considerare diversi fattori critici che stanno gradualmente emergendo dai garage di Brackley e Brixworth.
Il primo campanello d’allarme è di natura puramente tecnica e riguarda la preoccupante mancanza di affidabilità della power unit della Stella. Il cedimento della batteria sulla monoposto di Kimi Antonelli, avvenuto proprio mentre si trovava in piena lotta per il podio, non può passare inosservato, soprattutto alla luce del fatto che lo stesso identico problema si è ripetuto con una costanza allarmante in questa prima fase del campionato. Il guasto ha colpito non solo le Frecce d’Argento ma anche le vetture clienti, in particolar modo la McLaren di Lando Norris, accendendo i riflettori su una fragilità ormai conclamata di tutto il sistema power unit tedesco, ma sul quale faremo un approfondimento a parte considerando anche la situazione ADUO.
Mercedes: il duello psicologico tra Antonelli e Russell
Oggi il vero fulcro della questione riguarda il duello ravvicinato tra George Russell e Kimi Antonelli. Se si guardasse esclusivamente la classifica di tappa, il pilota inglese potrebbe sorridere per i 18 punti guadagnati sul compagno di squadra grazie alla noia tecnica che ha appiedato il bolognese. Eppure, il volto scurissimo mostrato da Russell nella conferenza stampa post-gara la dice lunga sul suo reale stato d’animo. A pochi giri dalla bandiera a scacchi, infatti, il giovane italiano leader del mondiale ha sferrato l’ennesima martellata nei denti al vicino di box con un sorpasso prepotente, pulito e perentorio, volto a far capire una volta per tutte chi è che comanda all’interno del team.
Nonostante lo zero forzato, Antonelli mantiene un vantaggio di 50 punti netti su Russell, costringendo l’inglese a fare i conti con una realtà diametralmente opposta rispetto alle aspettative. Di fronte alle domande dei giornalisti sull’intensità della battaglia fratricida nel secondo stint e sul tempo perso nel corpo a corpo, Russell ha ammesso il prezzo pagato in pista, spostando però l’accento sulla superiorità complessiva mostrata dalla Ferrari numero 44 di Hamilton.
“La battaglia ci è costata un po’ di tempo – ha spiegato il britannico analizzando la gestione dei distacchi – ma credo che Lewis, aiutato anche dalla Virtual Safety Car, fosse comunque destinato a vincere la corsa, a dire il vero. È partito con due secondi di vantaggio su di noi e probabilmente nella nostra sfida interna abbiamo perso circa un secondo, ma oggi il suo ritmo era davvero eccezionale ed è stato impressionante vederlo girare su quei tempi. Anche nel corso del primo stint mi aspettavo che Kimi tentasse l’affondo su di lui, ma guardando i monitor si vedeva chiaramente che Lewis aveva la situazione sotto controllo”.
L’allarme gomme e lo spettro di Hamilton
Il malumore di Russell non è figlio solo del sorpasso subito dal compagno, ma di una palese mancanza di performance della sua W17 nella seconda metà di gara. Sollecitato sul bottino di punti recuperato e sulla possibilità di rimediare alla sfortuna dei precedenti fine settimana, il pilota della Mercedes ha preferito evitare calcoli iridati, concentrandosi sulle lacune emerse sulla lunga distanza.
“Sarò del tutto sincero: in questo momento non sto pensando al campionato, ma sono concentrato esclusivamente sul controllare ciò che è in mio potere. Venerdì e sabato ho avuto la netta sensazione di aver fatto tutto al meglio delle mie capacità, estraendo il massimo praticamente in ogni singolo giro. Oggi ho fatto un’ottima partenza e il primo stint è stato solido, ma gli ultimi due stint completati sulle gomme dure non sono stati abbastanza buoni. La mia mente esce da questa gara con la consapevolezza che la prestazione non è stata forte a sufficienza e che devo migliorare personalmente”.
Il circuito di Barcellona ha infatti scombinato i piani strategici della Mercedes, introducendo variabili termiche che hanno colto di sorpresa il muretto di Brackley dopo una prima parte di stagione lineare: “Questo è un tracciato estremamente impegnativo ed è stata la prima vera gara dell’anno in cui abbiamo riscontrato un degrado significativo degli pneumatici. Basti pensare che Lewis ha trionfato impostando una strategia a tre soste, mentre le sei gare precedenti erano state decisamente più facili e gestibili con una sola sosta ai box. Oggi è stata tutta un’altra storia e dovremo valutare attentamente la situazione in Austria, ma continuerò a guardare solo a ciò che posso gestire, cercando di mantenere alta la pressione”.
Con il prepotente ritorno al vertice di Hamilton e della Ferrari, lo scenario nel box Mercedes rischia di mutare rapidamente, e a farne le spese potrebbe essere proprio il povero Russell. Sfumata l’ipotesi di un ordine di scuderia che Toto Wolff ha fatto intuire col senno di poi, il verdetto della pista ha già espresso le sue sentenze. Dopo appena sette gare, il pilota che a inizio stagione sembrava il prediletto assoluto per la conquista del titolo si ritrova ora a dover inseguire sia il suo attuale compagno di squadra che il suo illustre predecessore, in un ribaltamento di ruoli totalmente inaspettato.
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