F1 | Pagelle GP USA – Hamilton a un passo da Schumacher, Bottas top. Ferrari? Non pervenuta

Le nostre valutazioni sull'ultimo Gran Premio degli Stati Uniti

Ferrari torna a soffrire al COTA, Hamilton raggiunge quota sei titoli
F1 | Pagelle GP USA – Hamilton a un passo da Schumacher, Bottas top. Ferrari? Non pervenuta

VALTTERI BOTTAS 10 E LODE – Veloce, freddo, implacabile. Il finlandese mostra gli artigli a partire dalla qualifica di sabato, dimostrando il proprio talento a bordo della Mercedes. La sua performance non basta per tenere aperto il mondiale, visto che a Lewis Hamilton bastava un ottavo posto per laurearsi campione del mondo, ma restano comunque i tanti aspetti positivi di questo fine settimana. Il Bottas lento e impacciato è solo un lontano ricordo. TIGRE

LEWIS HAMILTON 10 E LODE – Il voto non si riferisce solo al titolo mondiale, ma anche alla prestazione sontuosa tirata fuori al Circuit of the Americas. Gli bastava un ottavo posto per chiudere matematicamente i giochi, ma nonostante questo spinge per tutta la gara, cercando con insistenza il gradino più alto del podio. La strategia a una sosta sembrava una follia, almeno a inizio gara, ma l’inglese riesce a gestire alla grandissima i pneumatici, beffando Max Verstappen grazie anche a una bandiera gialla. Nulla può contro le gomme più fresche di Bottas, ma il week-end negli USA resta la cartolina perfetta del suo mondiale. IMMENSO

MAX VERSTAPPEN 8.5 – Red Bull non ha lo stesso ritmo di Mercedes e si vede. L’olandese, in ogni caso, massimizza il risultato, chiudendo al terzo posto una gara priva di errori o sbavature. Una prestazione matura che riscatta, almeno parzialmente, le follie compiute in Messico. Sbaglia nelle dichiarazioni contro Ferrari (si parla avendo prove a mano.ndr) e ci aspettiamo una sgridata da parte della Red Bull. La professionalità è tutto a questo mondo. VELOCE MA CHIACCHIERONE

CHARLES LECLERC 6 – La rottura al sabato mattina non lo aiuta, visto che è costretto ad affrontare le sessioni principali del fine settimana con una power unit SPEC 2 vecchia e usurata. Chiude al quarto posto, lontano dai primi tre, e di sicuro non era il piazzamento che la Ferrari si aspettava all’inizio del week-end- Andrà meglio in Brasile. SPENTO

SEBASTIAN VETTEL S.V – La sua qualifica è da 9, mentre per la gara non c’è nulla da dire. Per quanto ci riguarda non è neanche scattato. SFORTUNATO

ALEX ALBON 6.5 – Il thailandese è un pilota da tutto o niente. Si qualifica bene al sabato, ma in gara finisce per fare confusione durante il primo giro, scivolando nel gruppo di centro classifica. Come al solito, però, riesce a tirare fuori gli artigli, compiendo bei sorpassi e risalendo fino alla quinta piazza. Si regala altri punti importanti, ma servono piazzamenti più importanti per puntellarsi quel sedile a Milton Keynes. BENE MA NON BENISSIMO

DANIEL RICCIARDO 7 – Beffa Norris sul finale e vince la classifica della Formula 1.5, ovvero quella dei team di centro classifica. McLaren sembrava la favorita assoluta dopo le qualifiche del sabato, ma l’australiano come al solito riesce a metterci del proprio, regalando a Renault un piazzamento importante. La valutazione finale è simile a quella del Messico: sprecato per quella vettura. LEONE

LANDO NORRIS 6.5 – Veloce e brillante nelle libere, meno preciso e concreto in qualifica e gara. L’inglese, nonostante una McLaren estremamente competitiva, si fa beffare da Daniel Ricciardo, concludendo la gara al settimo posto. Piazzamento positivo, ovviamente, ma viste le premesse ci saremmo aspettati qualcosina di meglio. NI

CARLOS SAINZ 6 – Mezzo punto in meno rispetto a Norris perché scattava dalla settima piazza. Vince matematicamente il titolo della Formula 1.5, ma la domenica di Austin non è da considerarsi propriamente positiva. FESTA A META’

NICO HULEKNBERG 6 – E’ il solito Hulkenberg. Concreto e affidabile, anche se stavolta risulta più lento del compagno di scuderia. Conquista un punto che serve più al suo morale che alla squadra. AFFIDABILE

SERGIO PEREZ 7.5 – Il messicano sta vivendo un vero e proprio stato di grazia. Dopo la prestazione strabiliante del Messico, infatti, l’alfiere della Racing Point (voto 4 per l’errore nelle libere.ndr) conclude una bellissima rimonta dalla pit lane, regalandosi un punto che da tanto morale in vista del finale di questa stagione. SUPER

KIMI RAIKKONEN 6 – Il finlandese ha un moto d’orgoglio dopo le batoste delle ultime settimane, ma questo non basta per portare la sua Alfa Romeo Racing in zona punti. Dispiace perché la sua gara è stata positiva. RISVEGLIAT

DANIIL KVYAT 5 – Terzo errore in tre week-end e terza penalità beccata al termine della gara. Il costo? Una zona punti che avrebbe fatto tanto comodo alla Toro Rosso. Non ci siamo. OCCHIO

LANCE STROLL 4 – E’ sempre la solita storia. SITUAZIONE NERA

ANTONIO GIOVINAZZI 5 – Mentre Kimi si risveglia dal sonno che perdurava dal Gran Premio di Spa, Antonio fatica leggermente di più negli States, concludendo in fondo alla classifica. In ogni caso l’italiano sta pagando la poca competitiva della C38. PASSO FALSO

ROMAIN GROSJEAN e KEVIN MAGNUSSEN 5 – Valutazione simile a Stroll. E’ sempre la solita storia. BANDIERA BIANCA

GLI ALTRI: PIERRE GASLY 5.5, GEORGE RUSSELL 6, ROBERT KUBICA 6

GLI STATI UNITI 6.5 – Gara strategica, con l’opzione della doppia sosta che ha animato le lotte di vertice. Tanti duelli invece a centro gruppo, con il Circuit of the Americas che si conferma uno dei migliori Tilkodromi in calendario.

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1 commento
  1. stefanoabbadia

    9 novembre 2019 at 07:16

    Impressionante leggere un simle paragone…I tempi di Prost Piquet Manseel Senna e poi Schumacher sono passati…come si può paragonare uno come Hamilton a shumacher? Schumacher sapeva anche collaudare una vettura (lui non credo proprio), era un personaggio al volante al box e fuori, lui secondo me cerca di esserlo lavorando sui capelli e su certe scemenze che va dicendo ma non lo è.

    Il suo compagno al top? beh..al suo topo può darsi , certo che è facile per Ham esaltarsi ed elevarsi avendo u compagno cosi..e guidando una vettura cosi superiore…basta un nulla che sparisce nelle retrovie…non ci siamo…serviva un personaggio in un periodo di magra e l’hanno creato. io la penso cosi….pure Vettel vinse 4 mondiali..sul missile, ci slai un bimbo e lo subì..cambio team e spari…mah

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