F1: Pagelle del Gran Premio di Gran Bretagna 2011

F1: Pagelle del Gran Premio di Gran Bretagna 2011

Sempre in attesa del ritorno del pagellista ufficiale e inscalzabile, ecco le pagelle del GP di Gran Bretagna 2011. Appuntamento sicuramente più appetibile rispetto a quello di Valencia, sia per i contenuti in gara che nel paddock, anche se di questi ultimi avremmo fatto volentieri a meno.

Dunque, partiamo con i voti.

PILOTI

Fernando Alonso: 9.5
Che dire, seriamente parlando? In palla pallissima, veloce, presente e pronto ad approfittare degli errori altrui.. Si rende protagonista di una gara perfetta per aggressività ed intelligenza tattica. Si fa superare quando sa di non poter lottare e di non dover rischiare, supera quando sa di poterlo fare, gestisce infine un buon vantaggio, derivante dal buon bilanciamento della Rossa e dalla lotta tra Hamilton e Vettel. Prima vittoria del campionato assolutamente meritata, vedremo tra due settimane se il trend è cambiato. Ne gioverebbe il campionato.

Sebastian Vettel: 7.5
Dopo aver perso la Pole si riprende la leadership in partenza, infil(z)ando Webber e dandosi da fare per scappare come suo solito da lepre e guadagnarsi anche questa gara. L’obiettivo, però, si ferma alla sosta n°2, quando un non precisato problema tecnico gli fa perdere otto secondi e due posizioni. Tenta senza successo di infilare Hamilton, perdendo però troppi secondi, anticipa quindi la terza sosta per superare Lewis (e la tattica funziona) ma è ormai troppo tardi per pensare di impensierire un Alonso ormai irraggiungibile. Arriva a fatica (e grazie al team) secondo, ma quando va male, sono comunque 18 punti.

Mark Webber: 5.5
Chi lo capisce, quest’australiano, è bravo. In qualifica acciuffa una Pole con le unghie e con i denti per far sentire di esserci anche lui. La giornata del sabato si conclude con la firma del rinnovo, ma basta la partenza a rovinargli i piani e la gara, in cui appare in ombra rispetto al compagno per gran parte dei giri, salvo rifarsi sotto al termine. Tenta di passare Seb senza riuscirci, nonostante un chiaro Team Order del quale non è affatto contento a fine gara (e ha ragione). Ma allora perchè firmare il rinnovo, quando si conosce la situazione? In ogni caso, dopo quella di Barcellona, anche questa è un’occasione sprecata.

Lewis Hamilton: 7.5
Partenza da standing ovation, sul bagnato dà spettacolo sfidando e superando tutti con scioltezza ed agio. Sull’asciutto si notano tutti i passi da gambero della Mclaren e Lewis ci rimette. Anche a questo giro arriva l’invito del muretto a preservare la macchina, in quest’occasione relativamente al carburante. Riesce a difendere con la forza il quarto posto dall’assalto di Felipe Massa, con il solito sorpasso discusso e la solita cattiveria agonistica. Ma, gente come Lewis, che ci mette sempre il cuore e un pizzico di follia, o la ami o la odi. Lottatore.

Felipe Massa: 5.5
Non è più il Felipe di una volta. Non quello che, statistiche alla mano, figura come il quarto pilota Ferrari con più Gran Premi vinti dopo Schumacher, Lauda, Ascari. Questo bisogna ricordarlo prima di definire Felipe bollito, perso, irrecuperabile, brocco (che poi, lo si dice anche di Schumacher ormai). Parte bene poi si perde come spesso capita, e solo i problemi di carburante di Hamilton gli permettono di tornare sotto nel finale. Nel parallelo con Alonso perde tantissimo e lo sa. Ci vuole aria nuova.

Nico Rosberg: 6.5
Gara senza infamia e senza lode per Nico, che nonostante una partenza orribile (perde diverse posizioni) sfrutta lo sfruttabile e porta la Mercedes dietro i top team, area di competenza della Freccia Spuntata d’Argento. Viene inquadrato pochissimo, specialmente quando Perez lo tallona. Resiste e porta a casa 8 punti che danno un po’ di morale alla squadra. Ma c’è da lavorare, e tanto.

Sergio Perez: 7.5
Il botto di Montecarlo sembra non aver minimamente scalfito la sua voglia di correre. Viceversa, la sua consistenza è sempre più ammirevole in gara. Arriva ad impensierire Rosberg più di una volta, corre bene senza strapazzare le gomme come di consueto e fermandosi una volta in meno, arrivando ad ottenere un settimo posto veramente prezioso per la Sauber e per lui. Bravo, uno dei giovani più promettenti della F1.

Nick Heidfeld: 7.5
Bravo bravissimo anche Heidfeld, che si preoccupa di salvare il salvabile con una Lotus Renault che, francamente, sembra essere peggiorata da qualche gara a questa parte. La limitazione degli scarichi soffianti, tra l’altro, potrebbe aver pesato in modo consistente in una vettura che ha, proprio negli scarichi frontali, il punto di forza. Nick corre in difesa dagli attacchi di Schumacher nel finale, ma grazie ad una buona strategia guadagna 8 posizioni e raccoglie anche punti preziosi per il team e per il morale. Intelligente.

Michael Schumacher: 6.5
Lo Zio sbatte (su Koba, ammettendo l’errore che può capitare) e si sbatte. Perde 40 secondi per il giro completo senz’ala anteriore e uno Stop&Go assurdo (come quello su Koba), ma arriva comunque a 17 secondi dal compagno di squadra, dopo essere piombato in diciassettesima posizione. In partenza ne guadagna quattro trovandosi nono con il solito primo giro da Kaiser second edition. Come ritmo viaggia meglio di Nico e, alla fine, arriva al traguardo guadagnando due punti. Mezzo punto in più per la rimonta, ma senza errori sarebbe stata una buonissima gara.

Jaime Alguersuari: 7
E all’improvviso Jaime si svegliò. Altra gara a suo favore, rispetto al compagno Buemi. Rimonta con costanza dopo un’altra pessima qualifica per la Toro Rosso, fino ad intimorire Schumacher verso la fine della corsa. Il sorpasso non gli riesce ma la prestazione è comunque molto positiva. Ancora una volta Buemi resta dietro, tanto da convincere i vertici ad aver scelto giusto mandando Ricciardo in HRT a ‘scaldarsi’, piuttosto che al suo posto.

Adrian Sutil: 5.5
Arriva davanti al compagno Di Resta, ma la sua gara è completamente differente. Rende meno di Paul per tutto il weekend, e in gara non è consistente come il collega di box. Una gara tutto sommato anonima che lo vede partire undicesimo per arrivare..undicesimo. Nessun ulteriore spunto da segnalare. Assopito.

Vitaly Petrov: 5
Una prestazione assolutamente non all’altezza delle aspettative sue, della Renault e in confronto al compagno di casacca Heidfeld. Il russo dice anche di aver avuto problemi con le intermedie e con l’assetto. Resta il fatto che mentre Nick, di posizioni, ne guadagna 8, lui arriva 12° dopo esser partito due piazze più dietro. Non ci siamo. Rompe e sbatte meno dell’anno scorso (per fortuna) ma, come prestazioni, dopo un buon inizio di stagione pare essersi perso.

Rubens Barrichello: 5.5
Abbastanza incolore per tutta la gara. Rubinho non si distingue per grandi manovre, soprattutto con pista umida, che un tempo era suo terreno di caccia. Soffre, quindi, sul bagnato, lotta per tenere una Williams ballerina in pista, ma complessivamente il voto non può che essere negativo. Dalla sue dichiarazioni, è anche lecito aspettarsi di più.

Pastor Maldonado: 5
Molto, molto bene in qualifica al sabato con la settima posizione. Peccato che, per la gara, gli venga assegnata una strategia a tre soste (contro le due di Rubens) e il risultato sia pessimo. Sette posizioni perse nell’arco del GP, e Pastor precipita così dalla settima alla quattordicesima posizioni. Male, viste le premesse.

Paul di Resta: 7
Gli diamo sette perchè, nonostante la toccata con Buemi, fino alla sciagurata sosta ai box era tranquillamente settimo con la sua Force India, dopo essersi qualificato addirittura sesto. Il ragazzo ha grinta da vendere, e va forte. Il tempo perso ai box gli e ci toglie la possibilità di capire dove sarebbe potuto arrivare, fermo restando che sarebbero stati sicuramente punti, ancora una volta. Ottima stagione d’esordio.

Timo Glock: 6.5
Non male, pur essendo in un team tutt’altro che da vertice. Ha una buona partenza, riesce a rimanere davanti ai diretti avversari, in primis Trulli del Team Lotus. Per sua stessa ammissione, dopo il ritiro dell’italiano ha avuto vita facile, senza dover spingere troppo o strapazzare la sua Virgin. Un piccolo passo in avanti.

Jerome d’Ambrosio: 5.5
Stessa strategia di Glock, stessa vettura, ma il ritmo è decisamente diverso e giunge a quasi mezzo minuto dal compagno. Per lui è la stagione d’esordio, ma in questa gara non è stato al livello del compagno com’è stato nelle gare precedenti. Piccolo passo indietro.

Vitantonio Liuzzi: 7
Un applauso a Tonio che, con la HRT, (ricordiamo, ha iniziato a fatica il Mondiale), è giunto a soli sette secondi dalla Virgin di d’Ambrosio. Strategia simile a quella dei diretti avversari e, tutto sommato una buona prestazione per i limiti della vettura. Un buon voto di incoraggiamento.

Daniel Ricciardo: 7
Considerata l’auto a disposizione e le sue potenzialità, il debutto lo passa positivamente, portando l’auto al traguardo, e si merita un bel 7 di fiducia. Sicuramente non sarà stato facile per lui, ma siamo sicuri che l’esperienza in HRT possa servirgli per farsi le ossa quanto basta prima di approdare in un team di rilievo.

Jenson Button: 7
Gli diamo un mezzo punto in più di incoraggiamento. Conduce una gara delle sue, poco appariscente ma molto concreta, quando si verifica l’unica situazione che può costringerlo al ritiro,vale a dire un errore altrui. In questo caso, non gli avvitano l’anteriore destra che, per miracolo, non se ne va dal mozzo ma rimane agganciata alla Mclaren. Jenson, correttamente, si ferma senza far drammi, ma che smacco un ritiro simile davanti al pubblico di casa.

Sebastien Buemi: 5
E’ vero, si è ritirato per una collisione con Paul di Resta, ma onestamente non ci siamo. Da qualche gara soffre il confronto con il compagno di squadra Alguersuari, che sta facendo di tutto per tenere il sedile in Toro Rosso. Lui sembra soffrire la pressione arranca da qualche settimana. Anche stavolta, prima del ritiro, è infatti alle spalle del compagno dopo essergli partito davanti.

Kamui Kobayashi: 6.5
Il piccolo grande Samurai se la cava bene fino a quando il ciclone Kaiser non lo spazza via. Rimane vittima anche lui della parodia Stop&Go, ma più che colpa sua questa volta è il team che lo fa ripartire al momento sbagliato. Essendo Samurai e Kamikaze, riparte alla cieca portando con sè una dozzina di pistole per il cambio gomme. Ma lui è così, e ci piace tantissimo. Si rifarà. Ganbatte!

Jarno Trulli: 5.5
La sua osservazione circa l’affidabilità raggiunta dalle monoposto a Valencia è stata prontamente smentita da un ritiro malinconico e sfortunato. Certo, chi poteva aspettarsi che proprio il povero Jarno sarebbe stato vittima delle sue stesse parole? Ad ogni modo, in questo weekend il suo compagno finlandese gli è stato decisamente davanti.

Heikki Kovalainen: S.V
Le parole del buon Trulli hanno sortito effetti indesiderati anche sulla macchina del povero Heikki, che era riuscito a portare in Q2 la propria Lotus. Difficile giudicare una gara così breve, interrotta dal ritiro. Iellato

SQUADRE

Red Bull: 6.5
Un errore ai box compromette la cavalcata di Vettel (questione tecnica), mentre un Team Radio, proferito da chi si bagnava di Santità (questione morale), fa imbestialire Webber che ben ha fatto, se vero, ad ignorarlo, anche se senza successo. Insomma, non è stato il “solito” weekend brillante per il team di Mateschitz, tutt’altro. Anche se, tutto sommato, nonostante problemi in pista e via cuffie le Lattine portano a casa secondo e terzo posto. unico dubbio: quanto ha influito davvero questa riduzione degli scarichi soffianti?

McLaren: 5
Un grande tonfo per la scuderia di Woking. Già da Valencia la situazione non sembrava essere troppo rosea, ma il team anglosassone aveva rassicurato tutti sul fatto che si trattasse unicamente di un weekend anomalo. La McLaren sembrava essere uno dei team favoriti questo weekend, dopo la tormentata riduzione degli scarichi soffianti, ed è forse per questo che la caduta è ancora più clamorosa. Hamilton ci mette del suo per recuperare in gara, ma il probabile l’errore di calcolo di benzina da parte del team è abbastanza imperdonabile. Button si deve ritirare per il mancato fissaggio dell’anteriore destra nell’ultimo pit. Per essere la gara di casa, davvero un disastro. Rimandati.

Ferrari: 9
Non poteva essere anniversario migliore, il sessantesimo della prima vittoria sulla stessa pista. Fermo restando che si aspetta il Nurburgring per una genuina conferma dei progressi svolti dalla F150, il team di Maranello si rivela sveglio ed attento, con una tattica di gara precisa, un ottimo Alonso e una vettura che sembra aver colmato, almeno per ora, il gap con il team dominante ed in testa alla classifica. Le modifiche portate a Silverstone, tracciato storicamente indigesto alla Ferrari degli ultimi periodi, fanno ben sperare. Di certo, a Maranello, sono riusciti a sorprendere tutti con una prestazione sopra le righe che fa ben sperare per il resto del campionato. Vedremo tra due settimane se è stata solo una rondine, o se è primavera. Intanto, ci si goda il gran successo.

Mercedes: 4.5
Parole, parole, soltanto parole. Ancora non bastano gli sforzi e gli aggiornamenti portati a Silverstone, che sembrano soddisfare moderatamente i due piloti della squadra. La Mercedes rimane la quarta/quinta forza del Mondiale, ma il problema peggiore è il distacco da quelle che occupano le posizioni più avanzate. In condizioni normali, non si può pretendere più della quarta fila in qualifica e delle stesse posizioni in gara. I piloti fanno quello che possono, anche esagerando, ma il problema principale non sono affatto loro. Ci vuole assolutamente un salto in avanti degno di tal nome, per dar senso ad un ritorno come quello della stella a tre punte.

Lotus-Renault: 5
Non ci siamo e ancora non ci siamo. Questa Lotus-Renault sembrava essere una delle quattro forze del mondiale, invece sta lentamente scivolando indietro. Certo, la prestazione di Petrov in gara non aiuta, Heidfeld fa quello che può con una buona strategia ed una condotta saggia. Ma la vettura? Tra quelle indicate, a quanto pare, sembra aver sofferto maggiormente la limitazione degli questi scarichi soffianti, ma non è solo dovuto a questo il trend negativo che sta facendo scivolare indietro il team di Bouiller. Manca Robert, assolutamente.

Sauber: 7
Peccato per il ritiro di Kobayashi, perché entrambe le monoposto potevano tranquillamente piazzarsi in zona punti. Perez si rende protagonista dell’ennesima gara solida, grazie ad una buona strategia (vero punto forte della Sauber di quest’anno) e arriva dietro la Mercedes di Rosberg. La squadra di Peter Sauber è sulla strada giusta per potersi togliere qualche soddisfazione, ma una scommessa l’ha già vinta con la sua coppia di piloti.

Toro Rosso: 6.5
E’ un gran peccato che le prestazioni in gara di questa vettura non vengano confermate in qualifica, come se sul giro secco la vettura non riuscisse ad esprimersi al meglio. Anche questa volta, alla fine qualcosa si riesce comunque a raccogliere grazie ad Alguersuari, ma è necessario cambiare rotta anche al sabato, per capire effettivamente quanto sia competitiva questa vettura.

Williams 4.5
La prestazione in gara è assolutamente al di sotto del blasone e della storia di questa squadra. Nessun miglioramento rispetto alle gare precedenti, la qualifica pare esser stata frutto unicamente di un gran sabato di Maldonado. Sia lui (soprattutto) che Rubens non tengono il passo, e finiscono fuori punti. Si spera che il ritorno ai motori Renault dal 2012 e l’ingresso dei nuovi tecnici dia una spinta in più alla squadra inglese.

Force India: 6.5
Manca ancora qualcosa per rimanere stabilmente in zona punti, ma i segnali mostrati a Silverstone sono incoraggianti, a partire dall’ottima qualifica di Paul Di Resta e dalla tranquillità con cui riusciva a mantenere la settima posizione, fino a quando non è arrivato l’errore ai box che gli è costato l’ottimo piazzamento. Peccato per Sutil in giornata no, ma la squadra è migliorata rispetto all’anno scorso.

Team Lotus: 4
Dopo un buonissimo sabato con l’ingresso in Q2 di Kovalainen arriva una domenica bestiale, con doppio ritiro per Trulli il compagni finlandese. Era da un bel po’ che non si assisteva ad un doppio ritiro e, come per scherzo del destino dopo le parole di Trulli a Valencia sull’affidabilità ormai inossidabile delle monoposto 2011, fa sorridere che sia proprio il Team Lotus quello più scalognato del weekend. Peccato, perchè seppur lontani dai punti si poteva sperare in un buon risultato almeno con Heikki.

Virgin: 5.5
Una gara tutto sommato in linea con gli standard di questa squadra, che ha ormai fatto l’abbonamento alle ultime posizioni assieme alle compagne HRT e Lotus, che concede gentilmente due posizioni visti i problemi dei suoi piloti. Non molto altro da segnalare, nessun passo in avanti all’orizzonte.

HRT: 6
Entrambe le vetture giungono al traguardo, e i chilometri a questa squadra servono come il pane. Ma non c’è solo quello, visto che Liuzzi giunge al traguardo vicino alla seconda delle Virgin. Dopo qualche gara di assestamento, forse si inizia a lavorare (con calma..) alle prestazioni.

EXTRA

FIA: -10
Che qualcuno, in Federazione, si assuma le responsabilità di uno dei weekend più grotteschi della Formula 1, per giunta in uno dei luoghi sacri per questo sport. Come spesso accade, anche questa volta la polemica sugli scarichi soffianti è terminata con tarallucci e tanto vino, ma la pazienza ha un limite per tutti. Continuare a tirare la corda prima o poi potrebbe portare alla rottura del giochino che milioni di persone attendono ogni due settimane con impazienza, per poi rimanere disgustate.

Alessandra Leoni / Alessandro Secchi
F1Grandprix.it

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