F1: Pagelle del Gran Premio di Singapore

F1: Pagelle del Gran Premio di Singapore

Pagelle del GP di Singapore, 14° appuntamento del Mondiale 2011, che vede Sebastian Vettel ormai ad un passo (o, per meglio dire, un punto) dal suo secondo alloro iridato.

PILOTI

Sebastian Vettel: 9.5
Perfetto. O quasi. Gli manca ancora un punticino per vincere ufficialmente, anche se ormai è una formalità, il secondo titolo mondiale a 24 anni. Scusate se è poco. Non gli diamo dieci solo per mancanza del giro più veloce (scippato da Button), ma la sintonia con il mezzo è ormai totale e il tedesco ha comandato qualifiche e gara in scioltezza, senza scomporsi nel finale con Jenson in netto recupero. Deve ancora dimostrare qualcosa? Di saperci fare con una vettura inferiore? Andare a rivedere il 2008 in Toro Rosso, please.

Jenson Button: 9
Fossimo in Jenson, ci renderemmo protagonisti di una bella conferenza stampa nella quale, articoli alla mano, rideremmo a squarciagola di tutti quelli che ci hanno deriso negli anni. Il britannico c’è, ma non si vede. O meglio, si fa sempre vedere nei momenti che contano, ovvero quando alla fine riesce a rimontare sul leader della gara e gli arriva ad 1,7 secondi. Pochi avrebbero scommesso su di lui, brava la Mclaren a credere nelle sue potenzialità e non alle malelingue in giro per il Circus. Jenson è un Campione, altro che gregario. Chiedere a Lewis Hamilton, indietro di una ventina di punti quando invece avrebbe dovuto asfaltarlo.

Mark Webber: 6.5
E’ incredibile come quest’anno non riesca ad indovinare una sola partenza. Sembra quasi farlo di proposito, soprattutto quando parte in prima fila. Detto questo, guida una Red Bull e questo dovrebbe garantirgli sempre ottime prestazioni, ma come spesso è accaduto quest’anno non riesce a sfruttarla come Vettel e si deve accontentare del sesto terzo posto dell’anno. Che di suo è un ottimo risultato, ma quando il tuo compagno arriva sempre primo.. Degni di nota i due sorpassi su Alonso (soprattutto il primo), per il resto una gara..normale.

Fernando Alonso: 7
Fa quello che può con questa Ferrari, che a Singapore non è per nulla in forma e si vede. Fernando si sbatte dal venerdì alla domenica prendendosi rischi enormi pur di mantenere il ritmo dei migliori, anche baciando muri e guardrail, ma quando la macchina non ti assiste in questa Formula 1 c’è ben poco da fare. Cerca di resistere due volte a Webber, ma in entrambi i casi deve lasciare spazio alla Red Bull dell’australiano. Stagione all’altezza del suo nome, ma per il Mondiale ci vuole ben altro.

Lewis Hamilton: 6
Spieghiamo subito il voto: 4 per aver l’ennesimo errore dell’anno, che oltre a rovinare la sua gara ha penalizzato ancora una volta quella di Felipe Massa. 8 per la rimonta furiosa che l’ha visto protagonista nella seconda parte di gara, dove ha fatto l’Hamilton che tutti conosciamo e vorremmo sempre vedere. Aggressivo, preciso, veloce. C’è da dire che ha perso davvero molti punti per colpe sue quest’anno, ma Lewis è così: o lo ami, o lo odi.

Paul di Resta: 8
Tra i debuttanti del 2011, Paul è quello che sta sicuramente convincendo di più. Grazie anche alla strategia che lo lascia in pista più degli altri nel primo stint, riesce a guadagnare qualche posizione rispetto a quella di partenza e a mantenere i nervi saldi nel finale, quando viene infilato dalle vetture più veloci come quella di Hamilton. Alla fine, ottiene il suo migliore piazzamento dell’anno ed ancora una volta si mette alle spalle il compagno Sutil. Lo diciamo dall’inizio dell’anno, tenete d’occhio questo ragazzo.

Nico Rosberg: 6.5
Ci lanciamo in un paragone: Nico è un Button con, in confronto, una carriola sotto le terga. Nel senso che il biondino evita di esibirsi in spettacolari incidenti, al contrario del suo noto compagno, e si rende quindi un po’ invisibile per tutta la gara. Lo si nota alla partenza, dove sbaglia, ma per il resto, a parte il sussulto per il contatto con Perez, non c’è molto altro da segnalare. Tranne che, come al solito, il compitino lo svolge sempre e si merita pertanto una sufficienza ampia visti i problemi cronici della Mercedes.

Adrian Sutil: 7
A completamento di un weekend molto positivo per la Force India arriva anche il bel risultato di Sutil. Che, è vero, viene ancora battuto dal compagno di squadra, ma ottiene comunque punti importanti per la squadra. Ultimamente il tedesco pare soffrire l’esuberanza del debuttante, ma resta al momento ancora davanti in classifica, da buon capo squadra. Stagione tutto sommato positiva per lui, visto che questa è la sesta occasione in cui va a punti.

Felipe Massa: 5.5
La sufficienza non gliela possiamo dare. Perchè, per quanto sia sfigato nelle soste ai box e nell’essere sempre centrato da Hamilton in questa stagione, la depressione che lo attanaglia fa sì che, dopo l’ennesimo contatto con l’Inglese, lui resti al palo mentre l’altro inanella una serie di sorpassi da manuale. Invece di rimboccarsi le maniche e provare a raddrizzare una corsa rovinata dagli altri, si perde e resta dov’è. Non ci siamo per niente, è inutile andare a farsi grande con Hamilton dopo la gara, perchè è in pista che si devono tirare fuori gli attributi.

Sergio Perez: 6
Al di là della solita gara con una sosta in meno rispetto alla concorrenza, questa volta Perez ci ha mostrato un altro lato del suo carattere, vale a dire la difesa arcigna della posizione. Attuata prima contro Rosberg, accompagnato con garbo all’esterno della curva 1, e successivamente con Michael Schumacher. Nella tale occasione non ci sentiamo di dare colpa alcuna al messicano, nonostante i replay evidenzino che essendo al centro della pista abbia dovuto anticipare la frenata per impostare la curva suggessiva, mandando in panne (e in volo) Schumi. Gara senza infamia e senza lode, comunque, la sua.

Pastor Maldonado: 6
La Williams è, purtroppo, quella che è, e su questo i piloti non è che possano farci più di tanto. Nella confusione del centro classifica, riesce comunque a guadagnare due posizioni rispetto alla qualifica e a mettersi ancora alle spalle il veterano caposquadra. Gara anche per lui senza infamia senza lode, con la regia che inquadra pochissimo sia lui che i ragazzi delle posizioni più arretrate. E’ anche difficile giudicare, in certi casi, ma la sufficienza ci sentiamo di dargliela.

Sebastien Buemi 5.5
Anche questa volta tenta la rimonta assieme ad Alguersuari dopo una qualifica poco brillante. Il tracciato, però, non premia le caratteristiche della Toro Rosso e la gara rimane pressochè anonima e imballata in mezzo al panino delle due Williams. Un passo indietro rispetto allo standard delle ultime gare, in cui i punti erano arrivati tutto sommato con facilità. Singapore però è una pista atipica, e attendiamo prove più affidabili per vedere se sia lui che Jaime torneranno al loro ruolino di marcia abituale.

Rubens Barrichello: 5
Ultimamente lo si vede solo nei doppiaggi, in cui non si dimostra nemmeno molto scaltro a farsi da parte nei confronti dei primi della classe. Perde una posizione rispetto alla qualifica e arriva ancora dietro al compagno Maldonado. Tanti rimarcano la vecchiaia di Schumi ma anche lui non scherza, visto che l’anno prossimo potrebbe essere il suo ventesimo consecutivo in F1. Parliamone. Rubens, sei ancora convinto di passeggiare per certe posizioni?

Kamui Kobayashi: 5
Lotta per tutto il weekend con la chicane maledetta di Singapore. Il venerdì prende le misure per il salto che sabato lo manda diretto sulle gomme di protezione. Tralasciamo i commenti sulla scelta della FIA di mantenere tale chicane, ma Kamui in ogni caso non digerisce questa pista (o questa tipologia) e si vede. Complessivamente un weekend totalmente sottotono, in cui Perez va molto meglio di lui senza strafare. Il prossimo GP, a Suzuka, immaginiamo lo riporterà ai suoi standard abituali da Kamikaze.

Bruno Senna: 6
Tutto sommato non male. Sconta una sosta in più per la sostituzione del musetto, viene aiutato dalla Safety Car che lo ricompatta col gruppo e, successivamente, sopravanza il compagno Petrov e gli rifila mezzo minuto buono. Certo, non si lotta per le posizioni che contano vista la mediocrità della Renault su questo tracciato, ma per essere solo alla terza gara è comunque una soddisfazione arrivare davanti a chi, la Renault, la guida dall’inizio dell’anno. Arriva, ora, una pista vera, e siamo curiosi di vedere cosa potrà fare. Mezzo punto in più per il giro secco in qualifica in cui lascia Petrov fuori dalla Q1.

Heikki Kovalainen: 6.5
Esistono piccole e grandi soddisfazioni nella vita. E questa volta, il finlandese, ha avuto la grande soddisfazione di mettersi dietro Vitaly Petrov. Che, a leggerla così, sembra una battaglia tra i poveri vista la situazione della Renault ‘Ufficiale’ e le posizioni per le quali i due hanno ‘lottato’, ma è comunque motivo di orgoglio per una piccola scuderia che un anno fa, sempre a Singapore e sempre con Kovalainen, andava arrosto sul rettilineo del traguardo.

Vitaly Petrov: 5
Il russo, questa volta, sembra più pagante che volante, nel senso che prende la paga e pesante dal fresco compagno di squadra. Ok i problemi della Renault, ok che magari questa pista non ti è troppo simpatica, ma arrivare mezzo minuto dietro il compagno con tre gare all’attivo non è il massimo. A fine gara parla di problemi con il Kers, ma anche al sabato la situazione non è che fosse migliore, con lo sberleffo di essere battuto in Q1 proprio da Bruno, all’ultimo giro. Sarà per la prossima? Speriamo per lui.

Jerome d’Ambrosio: 6
Gli diamo una sufficienza sulla fiducia perchè durante il weekend viene inquadrato veramente poco, come succede d’altronde anche agli altri delle ultime file. Le posizioni che guadagna in gara sono unicamente frutto dei ritiri davanti a lui. Giunge al termine mettendosi alle spalle le sole HRT, che poi è l’unico target possibile per la Virgin. Anche se, quanto meno, prende ‘solo’ mezzo minuto da Petrov.

Daniel Ricciardo: 6
Il prode Daniel, nonostante una partenza con il botto in cui rovina la sua ala anteriore e la gara di Glock, recupera (per quanto possibile in certe posizioni) e alla fine si ritrova ancora davanti al compagno Liuzzi, con un distacco di tutto rispetto. Questo è un altro ragazzo da tenere d’occhio, perchè al momento si sta facendo le ossa ma la previsione è di vederlo in Toro Rosso o Red Bull tra qualche tempo.

Vitantonio Liuzzi: 5.5
Dopo lo strike di Monza niente da segnalare sul fronte incidenti per il nostro Tonio. Che, comunque, anche a questo giro arriva dietro al compagno debuttante, entrambi a 4 giri di distacco dal vincitore (circa 7 minuti e mezzo..). Non capiamo cosa spinga un pilota a pagare per correre in F1 a certe condizioni quando potrebbe avere più fortuna in altre categorie ma tant’è, contento lui, contenti tutti.

Jaime Alguersuari: 5
L’errore a due giri dal termine vanifica quasi due ore di gara straziante dal punto di vista fisico, e questo è un demerito perchè soprattutto nei giri finali, quando le posizioni sono ormai consolidate, si dovrebbe stare attenti a portare a casa la vettura sana e salva. C’è da dire, come per Buemi, che questa volta sia lui che Sebastien non stavano lottando per i punti, cosa che rende meno indigesto il ritiro dello Spagnolo.

Jarno Trulli: 6
Niente da fare, continua la stagione dal tasso di sfiga incredibilmente elevato per Jarno. In una Formula 1 dove non si rompe mai, lui rimane l’unica eccezione certa. Non bastavano i problemi al servosterzo che l’hanno martoriato dall’inizio dell’anno per metà stagione, adesso ci si mettono altri guasti a rovinare le gare del nostro pilota. E dire che per un momento, grazie ad un primo stint più lungo, era riuscito ad arrivare ai margini della zona punti. Salvo poi tornare in fondo prima del ritiro. Pazienza Jarno, pazienza.

Michael Schumacher: 5
Alla faccia del ‘misunderstanding’! Se non ci avesse proprio capito niente, lo zio tedesco sarebbe finito chissà dove. Fortunatamente non si è fatto male nessuno, ma questa volta nonostante la difesa agguerrita (troppo?) di Perez la colpa è sua in gran parte. Probabilmente pensava che il messicano si spostasse a sinistra per impostare la successiva curva a destra. Perez invece non si è mosso dalla sua posizione, ha rallentato prima del normale punto di frenata per non andare lungo e Michael..via in cielo. Mezzo punto in meno perchè con l’esperienza che ha dovrebbe prevedere certe mosse. Errore che non ci voleva, visto che anche questa volta stava andando più forte del compagno nonostante in Mercedes facessero rientrare prima Nico di lui per le soste ai box. Una nota: basta con la storia dei riflessi. Cosa dovremmo dire di Hamilton, allora?

Timo Glock: s.v.:
Non è possibile dargli un voto anche perché, il povero Timo, è stato speronato da Ricciardo allo start e ha dovuto correre per pochi giri con enormi problemi allo sterzo. L’impatto contro il muro ed il danneggiamento della sospensione sono state solo la fine delle sue sofferenze. Considerato che avrebbe passato la gara a spostarsi a destra e sinistra per farsi doppiare, forse è stato meglio così.

SQUADRE

Red Bull: 8.5
Senza la partenza sbagliata di Webber, forse forse anche questa volta ci sarebbe scappata la doppietta. La Red Bull è pardona assoluta di questo campionato e anche in questa gara mette il suo sigillo. L’unico ‘difetto’ congenito pare essere il Kers, ma sempre meglio quello dei problemi che affliggevano la RB6 dell’anno passato.

McLaren: 7.5
E’ l’unica squadra che, per filosofia, ci prova sempre, e pare essere l’unica capace di mettere a punto dei buoni aggiornamenti durante l’arco dell’anno, soprattutto adesso che non si può testare. Il risultato di Singapore è ancora una volta ottimo, con un Button in stato di grazia e un Hamilton che, con un briciolo in meno di foga, potrebbe arrivare vicino al compagno.

Ferrari: 5.5
E’ palese che ci siano dei limiti ‘strutturali’ che non possono essere risolti in questa stagione. La F150 è la terza forza del Campionato quando, invece, doveva lottare con la Red Bull viste le premesse invernali. Se l’anno scorso per molti è stato un fallimento, cosa si dovrebbe dire di questa annata? Il paragone con Singapore di un anno fa è eloquente.

Force India: 7.5
Voto alto meritatissimo per questa squadra che, dopo aver ottenuto la Q3 con entrambe le vetture, ha portato a casa dei bei punti per la classifica costruttori. Il merito va a tutti. Tecnici, meccanici, ingegneri e, ultimi ma non ultimi, Sutil e Di Resta che formano un’ottima coppia.

Mercedes: 4.5
Imbarazzante. La differenza di trazione in uscita dalle curve lente con la Mclaren, come abbiamo avuto modo di vedere, deve aver fatto impazzire di emicrania i vertici della casa tedesca. La W02 è la seconda vettura consecutiva sbagliata. Si spera che il mercato di tecnici portato avanti in questi tempi porti a risultati migliori per il prossimo anno. Altrimenti avremo da parlare di una nuova Honda o Toyota.

Sauber: 5.5
Weekend un po’ incolore per la scuderia svizzera, che durante l’anno ha avuto modo di abituarci ad altre prestazioni. Con Perez si è tentato il solito azzardo della sosta in meno, così come hanno scelto altri, ma evidentemente a Singapore questa tattica non ha pagato con nessuno. Si attende anche per loro il banco prova di Suzuka.

Williams: 5
La scuderia di Frank continua nella sua lenta inesorabile discesa verso le posizioni di bassa classifica. Si parla di Raikkonen, ma come ben sappiamo se il mezzo non assiste, difficilmente si risale la china. Anche questa passa tra le gare anonime di quest’anno, senza alcuna nota degna di una squadra così gloriosa.

Toro Rosso: 5
Piccola battuta d’arresto per la Toro Rosso che ultimamente, a fronte di qualifiche inguardabili, ci aveva stupito in gara con rimonte spettacolari da parte di Buemi e Alguersuari. Questa volta la ruota non gira per il verso giusto, e probabilmente è anche colpa di questa ‘pista non pista’. Suzuka è ottima occasione per rifarsi.

Lotus Renault: 4
Crollo verticale per la squadra che ad inizio anno è andata a podio due volte su due. Gli aggiornamenti portati a Singapore si sono rivelati un flop, almeno su questa pista, e verranno riproposti a Suzuka dove, si spera, la situazione dovrebbe tornare a migliorare. Inquietante vedere le due monoposto lottare per gli ultimi posti.

Team Lotus: 5
Per un Kovalainen che porta a casa la pagnotta mettendosi dietro Petrov, c’è uno Jarno che ancora una volta si deve arrendere ai problemi di affidabilità della monoposto. Un calvario senza fine, quest’anno.

Virgin: 5,5
E’ l’ultima ruota del carro, su questo non ci piove. Quanto meno resta nel ‘giro’ delle Lotus senza affondare come la HRT, ma siamo sempre lì. Si lotta per non essere sanzionati dalle mille bandiere blu.

HRT: 5
Certo, non si pretende il mondo, ma arrivare a 2 giri da quella che dovrebbe essere la diretta avversaria, cioè la Virgin, è sintomatico della pochezza di questa squadra. Altro da dire? Meglio di no.

Alessandra Leoni / Alessandro Secchi
F1Grandprix.it

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