F1 GP Canada | Ferrari, Hamilton fa chiarezza sul futuro e sul possibile ritiro
"Molta gente prova a mandarmi in pensione, ma è un pensiero che non mi sfiora minimamente", ha detto Lewis
Il mondiale di Formula 1 approda sul tracciato cittadino di Montréal per il quinto appuntamento della stagione 2026. In un clima di grande attesa, Lewis Hamilton si presenta ai microfoni della stampa internazionale con la consapevolezza di chi, su questa pista, ha scritto pagine indelebili della storia del motorsport. Il pilota della Ferrari, pur osservando con rispetto le attività extra-F1 di Max Verstappen in GT3, chiarisce subito di non sentire il bisogno di diversificare i propri impegni agonistici, pur nutrendo un desiderio particolare legato a un tracciato leggendario.
“Non mi sento particolarmente attratto dall’idea di correre con vetture GT3 in questo momento. Una parte di me, però, nutre un amore profondo per il Nordschleife e ammetto che mi piacerebbe molto poter guidare una macchina lì in futuro. Quel tipo di competizioni è indubbiamente affascinante, ma pur sapendo di poterlo fare, non ne sento un’esigenza immediata”.
Il fine settimana canadese rappresenta da sempre una tappa cruciale per il britannico. Montréal è il luogo dove, quasi 20 anni fa, Hamilton conquistò il primo dei suoi 105 successi in carriera. L’atmosfera che avvolge l’isola di Notre-Dame sembra ricaricare il sette volte campione del mondo, che per l’occasione ha deciso di farsi accompagnare da una figura fondamentale nel suo percorso personale e professionale.
“Questo è senz’altro uno dei miei appuntamenti preferiti dell’intero calendario mondiale. È magnifico ritrovare tutti qui e il clima oggi è stupendo. Sono atterrato questa mattina e questo fine settimana ci sarà anche mia madre con me, perché l’energia che si respira in città durante la gara è davvero coinvolgente. Venire su questa piccola isola per un weekend così iconico è speciale: i tifosi sono probabilmente i più vicini che incontriamo durante l’anno e il circuito è tra i migliori del pianeta. In passato ho vissuto gare memorabili su questa pista e sono davvero impaziente di cominciare”.
La crescita tecnica e il confronto con gli avversari
Spostando l’attenzione sul presente e sulle prestazioni della Ferrari nel 2026, Hamilton non nasconde che il lavoro a Maranello sia incessante. Dopo un inizio di stagione caratterizzato da alti e bassi, l’obiettivo per il Canada è quello di ottimizzare il pacchetto tecnico della SF-26, cercando di ridurre il gap che attualmente separa la Rossa dalla Mercedes, che in questa fase del campionato sembra aver ritrovato la leadership tecnica.

“Spero sinceramente in un fine settimana più positivo rispetto ai precedenti. Abbiamo imparato molto dalle prime uscite stagionali e, in particolare, dall’ultima corsa. Devo dire che il team in fabbrica ha svolto un lavoro enorme, per il quale sono profondamente grato, analizzando meticolosamente i nostri punti di forza e le aree in cui abbiamo sofferto. Abbiamo apportato modifiche ai processi e al nostro approccio generale. Mi auguro che riusciremo a estrarre un potenziale maggiore dalla monoposto, poiché stiamo ancora cercando di massimizzare il pacchetto attuale. Dobbiamo essere realisti su dove ci troviamo oggi rispetto alla Mercedes, ma in gara può succedere di tutto e il nostro compito sarà quello di ottimizzare ogni dettaglio”.
Analizzando le gerarchie in campo dopo gli aggiornamenti portati a Miami, Hamilton osserva come i valori possano mutare rapidamente a seconda delle caratteristiche dei circuiti. Sebbene la Mercedes sembri dettare il passo, la battaglia per il ruolo di inseguitore è più aperta che mai.
“Credo che i rapporti di forza cambino ogni weekend. Chiaramente la Mercedes è al vertice in questo momento, ma anche la McLaren si è dimostrata incredibilmente competitiva nell’ultima gara, facendo un bel salto in avanti, così come la Red Bull. Penso che noi siamo nel gruppo di McLaren e Red Bull. Vedremo quale sarà l’ordine preciso qui a Montréal. La Mercedes ha portato un aggiornamento importante per questo fine settimana, ma anche senza di quello erano già molto veloci. Noi dobbiamo restare concentrati su noi stessi e cercare la miglior messa a punto possibile”.
Il dibattito sul simulatore e l’approccio ai dati
Un punto interessante emerso durante la conferenza riguarda l’utilizzo del simulatore. Nonostante la Ferrari disponga di una tecnologia all’avanguardia a Maranello, Hamilton ha rivelato di aver saltato l’ultima sessione virtuale in preparazione della gara canadese. Si tratta di una scelta consapevole, figlia di decenni di esperienza e di una riflessione sulla reale utilità di tale strumento nel corso di una stagione intensa.
“Per questa gara non ho utilizzato il simulatore. Sia chiaro, si tratta di uno strumento incredibile e quello che abbiamo a Maranello è il migliore che io abbia mai visto, gestito da un gruppo di persone straordinario con cui ho una sintonia eccellente. Tuttavia, ho iniziato a usare i simulatori nel 1997 in McLaren e nel tempo ho capito che, per quanto mi riguarda, esiste un punto limite oltre il quale accumulare giri non porta più alcun beneficio”.

“Negli anni dei mondiali vinti in Mercedes lo utilizzavo pochissimo. Spesso capita di lavorare intensamente al simulatore e poi, una volta arrivati in pista, trovare condizioni opposte che ti costringono a stravolgere tutto. Per questo round ho preferito concentrarmi esclusivamente sull’analisi approfondita dei dati, sul bilanciamento meccanico e sui freni, che sono stati una criticità per me ultimamente. Non è uno strumento che abbandonerò, lo useremo ancora molto per la gestione dell’energia, ma stavolta ho scelto un metodo diverso”.
Motivazione, vita privata e futuro a lungo termine
Fuori dalla pista, l’umore di Hamilton è apparso eccellente, complice anche il recente successo dell’Arsenal in Premier League. Il pilota della Ferrari ha condiviso un lato molto personale del suo legame con il calcio e di come la perseveranza dei club sportivi possa essere fonte di ispirazione per la sua carriera nel Cavallino.
“È stato un momento molto intenso e non nego di aver versato qualche lacrima per il titolo dell’Arsenal. Mi sono tornati in mente i ricordi di quando avevo cinque anni a Stevenage e giocavo a calcio con gli amici: ero l’unico bambino nero della zona e cercavo solo di integrarmi. Mia sorella mi disse chiaramente che avrei dovuto sostenere i Gunners e ieri ci abbiamo riso sopra. Dopo aver sfiorato il successo tante volte, vederli finalmente vincere è stato incredibile. Sono molto ispirato dalla direzione presa dal club sotto la guida di Arteta; il lavoro di squadra è ciò che permette di realizzare i sogni e io cerco sempre di imparare dai grandi leader per essere un compagno di squadra migliore”.
Infine, Hamilton ha voluto smentire categoricamente le voci di un possibile ritiro imminente, confermando la sua totale dedizione alla Ferrari e al progetto tecnico che lo vedrà protagonista ancora per diversi anni.
“Assolutamente, il mio contratto è in vigore e la situazione è limpida al 100%. Sono ancora estremamente motivato e amo questo mestiere con tutto il cuore. Resterò qui per molto tempo, quindi è meglio che ci si abitui. C’è molta gente che prova a mandarmi in pensione, ma questo pensiero non mi sfiora minimamente. Sto già programmando i miei prossimi cinque anni di carriera e il mio piano è di continuare a correre ancora per un bel pezzo”.
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