F1 | Lettera aperta a Michael Schumacher

Sono passati sei anni dall'incidente sulle nevi di Meribel che continua a condizionare la vita del tedesco

F1 | Lettera aperta a Michael Schumacher

Caro Michael,

sono già passati sei lunghissimi anni da quel maledetto 29 dicembre 2013, giorno in cui la tua vita ha subito una improvvisa sterzata sulle nevi di Meribel. Una normale giornata, immersa nel cuore delle festività natalizie, che si è trasformata in un autentico calvario.

Maledetto destino. Un voltafaccia meschino dopo l’onore, la gloria sportiva e la celebrità che hai conquistato meritatamente sul campo di battaglia a suon di vittorie. E pensare che i tuoi infortuni in pista sono stati pressoché nulli, se si esclude quello di Silverstone nel luglio 1999, mentre una banale caduta sugli sci ha avuto riscontri devastanti…

In questo lungo lasso di tempo non sono purtroppo mancate le innumerevoli indiscrezioni sul tuo stato di salute, catalogabili il più delle volte alla sezione delle fake news. Un becero e inqualificabile gioco, dove purtroppo la corsa al clickbait ha preso il sopravvento sulla privacy e sulla deontologia giornalistica.

Anche quest’anno sia Jean Todt, che ha ammesso di aver visto in tua compagnia alcune gare in tv, che tua moglie Corinna (“Le grandi cose iniziano con piccoli passi“, ha detto in occasione dell’apertura di una nuova pagina social del fan club ‘KeepFightingMichael’) hanno parlato di te riaccendendo la speranza che anima il cuore dei tuoi tifosi e degli appassionati di Formula Uno.

Chissà cosa pensi di Lewis Hamilton che oramai è vicinissimo a raggiungere i tuoi numeri di vittorie assolute e di titoli. Già Lewis, quello stesso pilota che nel 2013 ha raccolto la tua eredità in Mercedes portandola negli anni successivi a fare incetta di successi e di campionati del mondo. I record esistono per essere superati, è la legge dello sport: ci sei passato anche tu.

Chissà invece quale idea ti sei fatto sull’ennesima stagione del “vorrei ma non posso” in casa Ferrari, dove la Rossa non è riuscita a battagliare con la Mercedes malgrado i riscontri invernali avevano lasciato supporre altro. Una tua parola di conforto servirebbe anche a risollevare il morale del tuo figlioccio sportivo Sebastian Vettel, protagonista di un difficile 2019 che lo ha visto chiudere il Mondiale solamente al quinto posto.

Ora non resta che aggrapparsi come sempre alla speranza e alla preghiera. Perché tu stesso, nei momenti più duri, dicevi: “Non bisogna mai arrendersi e continuare a lottare fino a quando c’è una piccola, piccolissima, chance”.

Continua a combattere e vinci questa battaglia! Anche perché non sei certamente nuovo a vincere sfide estreme. Forza Michael, ti aspettiamo!

F1 | Lettera aperta a Michael Schumacher
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4 commenti
  1. Zac

    29 dicembre 2019 at 10:26

    Oratio saluberrima pro memoria.

  2. alonsosenna4

    29 dicembre 2019 at 14:58

    Grande ed unico….continua a lottare……ancora che fanno differenze con hamilton …….co qua mercedes pure er cane mio vinceva!!!!daje shummy?

  3. Victor61

    29 dicembre 2019 at 19:41

    chiedete al Dott. Fuentes e vi sarà dato…

  4. michele

    30 dicembre 2019 at 12:08

    Io credo che conoscere le condizioni di Michael non risolva la situazione.

    Penso che la famiglia ci abbia fatto chiaramente capire che vuole mantenere il riserbo. Questa intenzione va rispettata. Ho letto che qualcuno si è lamentato delle decisioni prese dalla famiglia, e del fatto che gli viene impedito di vedere il 7 volte campione.

    Schumacher ha diritto di vivere la sua vita in totale riservatezza. Da quando ha appeso il casco al chiodo ha scelto di tornare ad essere un uomo come tutti. E’ sempre stato un uomo semplice. Rispettiamo i desideri della famiglia.

    Lo Schumi che ci ricordiamo è sempre vivo dentro di noi. Questo è ciò che conta.

    Sapere che parla o non parla, se cammina o non cammina, non so se cambierebbe qualcosa. Tutti noi vogliamo che stia bene, ma forse se potessimo vederlo ora nelle sue attuali condizioni, non ci farebbe piacere, considerando che lo abbiamo visto stravincere ovunque.

    Il destino è stato molto crudele con Michael, ma tutti dobbiamo accettare la vita che ci è riservata, brutta o bella che sia. E’ un modo per sopravvivere con dignità.

    Io credo che sarebbe bene non parlarne più, fino a quando la famiglia non comunicherà notizie.

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